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TESTO Quando la coscienza scuote

don Michele Cerutti

III domenica di Quaresima (Anno A) (12/03/2023)

Vangelo: Gv 8,31-59 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

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31Gesù allora disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; 32conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». 33Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». 34Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. 35Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. 36Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. 37So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. 38Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». 39Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. 40Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. 41Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». 42Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. 43Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. 44Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. 45A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. 46Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? 47Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio».

48Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». 49Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. 50Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. 51In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». 52Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. 53Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». 54Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, 55e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. 56Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». 57Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». 58Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». 59Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

Il capitolo 8 del Vangelo di Giovanni, da cui è tratto, il brano evangelico di questa domenica possiamo chiamarlo: il lanciasassi. All'inizio una prostituta viene salvata da Gesù dal linciaggio di chi vuole punirla perché non ha rispettato la legge antica che condannava la prostituzione.
Il capitolo termina con il tentativo da parte dei giudei che sul momento avevano creduto in Gesù di linciare Gesù stesso reo di aver bestemmiato perché chiama Dio Padre e perché non accettano la correzione per la loro incapacità di coerenza nella fede.
Dentro queste storie ci siamo tutti noi con la nostra adesione al Vangelo, ma nello stesso tempo con i tentativi anche nostri di togliere ciò che interpella la nostra coscienza e scacciarlo per non inquietarci.
I giudei ci dice il brano evangelico proclamato avevano mostrato un certo interesse per Gesù, ma quando bisogna aderire al Vangelo e si eleva l'asticella allora la proposta inizia a divenire scomoda e si fa di tutto per scappare.
Così accecati questi giudei che non riescono a prendere la loro vittima che riesce a scappare perché non era ancora giunta la sua ora.
Lo stesso capita anche a noi pensiamo di essere a posto con la fede perché assidui alla vita liturgica e di pietà, ma quando ci viene chiesto di vivere una realtà che inizia a coinvolgere maggiormente la nostra vita iniziamo a scalpitare e rifiutiamo.
Quello che dobbiamo combattere è una fede tiepida che cerca compromessi per trovare apprezzamenti umani.
Giovanni scrive il Vangelo quando il cristianesimo va diffondendosi anche tra i giudei iniziano delle conversioni e ricordando questo episodio l'evangelista vuole offrire alle comunità quello di cui sono testimoni ovvero quella incostanza di alcuni ad aderire veramente alla proposta preoccupati di essere esclusi.
Oggi il cristiano vive le stesse preoccupazioni ovvero la paura dell'incomprensione da parte degli uomini e fa di tutto per coprire la propria appartenenza. Il lanciare i sassi è cercare di coprire e seppellire la verità e non mettersi in discussione.
Lo si fa con l'adultera con cui magari molti di quelli che la volevano lapidare avevano sfruttato, lo si tenta con Gesù e lo si farà con Stefano, primo martire.
Lo si fa in Stati in cui i cristiani sono perseguitati.
Nel nostro Occidente tentativi di soffocare la libertà avvengono impedendo di presentare una proposta evangelica e di poter esprimere un parere in linea con il Vangelo.
Pensiamo di essere liberi, ma siamo schiavi della bugia ovvero di chi impedisce di esporre la Verità che è Gesù.
Quando è consentito esprimere un'opinione cristiana il volano mediatico inizia a usare sarcasmo, derisione e si iniziano a esprimere giudizi negativi con tentativi di isolamento nel posto di lavoro, nel circolo degli amici.
Oggi si lanciano i sassi soffocando in tutti i modi il pensiero cristiano.
Quaresima diventa allora impegno affinché si possa aiutare le comunità in cui viviamo ad assaporare la libertà quella vera senza paura di vivere la realtà della fede come minoritaria.
I giudei vanno orgogliosi della loro discendenza abramitica anche noi cristiani troviamo in Abramo il riferimento, ma importante anche tenere viva la fiamma di coloro che per il Vangelo sono morti. Siamo eredi di quei tanti che hanno dato la vita a servizio della Verità e ci verrà chiesto se quella fiamma l'abbiamo cercato di diffondere o abbiamo cercato di spegnere.

 

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