Quando la coscienza scuote

don Michele Cerutti

III domenica di Quaresima (Anno A) (12 marzo 2023)

Il capitolo 8 del Vangelo di Giovanni, da cui è tratto, il brano evangelico di questa domenica possiamo chiamarlo: il lanciasassi. All'inizio una prostituta viene salvata da Gesù dal linciaggio di chi vuole punirla perché non ha rispettato la legge antica che condannava la prostituzione.

Il capitolo termina con il tentativo da parte dei giudei che sul momento avevano creduto in Gesù di linciare Gesù stesso reo di aver bestemmiato perché chiama Dio Padre e perché non accettano la correzione per la loro incapacità di coerenza nella fede.

Dentro queste storie ci siamo tutti noi con la nostra adesione al Vangelo, ma nello stesso tempo con i tentativi anche nostri di togliere ciò che interpella la nostra coscienza e scacciarlo per non inquietarci.

I giudei ci dice il brano evangelico proclamato avevano mostrato un certo interesse per Gesù, ma quando bisogna aderire al Vangelo e si eleva l'asticella allora la proposta inizia a divenire scomoda e si fa di tutto per scappare.

Così accecati questi giudei che non riescono a prendere la loro vittima che riesce a scappare perché non era ancora giunta la sua ora.

Lo stesso capita anche a noi pensiamo di essere a posto con la fede perché assidui alla vita liturgica e di pietà, ma quando ci viene chiesto di vivere una realtà che inizia a coinvolgere maggiormente la nostra vita iniziamo a scalpitare e rifiutiamo.

Quello che dobbiamo combattere è una fede tiepida che cerca compromessi per trovare apprezzamenti umani.

Giovanni scrive il Vangelo quando il cristianesimo va diffondendosi anche tra i giudei iniziano delle conversioni e ricordando questo episodio l'evangelista vuole offrire alle comunità quello di cui sono testimoni ovvero quella incostanza di alcuni ad aderire veramente alla proposta preoccupati di essere esclusi.

Oggi il cristiano vive le stesse preoccupazioni ovvero la paura dell'incomprensione da parte degli uomini e fa di tutto per coprire la propria appartenenza. Il lanciare i sassi è cercare di coprire e seppellire la verità e non mettersi in discussione.

Lo si fa con l'adultera con cui magari molti di quelli che la volevano lapidare avevano sfruttato, lo si tenta con Gesù e lo si farà con Stefano, primo martire.

Lo si fa in Stati in cui i cristiani sono perseguitati.

Nel nostro Occidente tentativi di soffocare la libertà avvengono impedendo di presentare una proposta evangelica e di poter esprimere un parere in linea con il Vangelo.

Pensiamo di essere liberi, ma siamo schiavi della bugia ovvero di chi impedisce di esporre la Verità che è Gesù.

Quando è consentito esprimere un'opinione cristiana il volano mediatico inizia a usare sarcasmo, derisione e si iniziano a esprimere giudizi negativi con tentativi di isolamento nel posto di lavoro, nel circolo degli amici.

Oggi si lanciano i sassi soffocando in tutti i modi il pensiero cristiano.

Quaresima diventa allora impegno affinché si possa aiutare le comunità in cui viviamo ad assaporare la libertà quella vera senza paura di vivere la realtà della fede come minoritaria.

I giudei vanno orgogliosi della loro discendenza abramitica anche noi cristiani troviamo in Abramo il riferimento, ma importante anche tenere viva la fiamma di coloro che per il Vangelo sono morti. Siamo eredi di quei tanti che hanno dato la vita a servizio della Verità e ci verrà chiesto se quella fiamma l'abbiamo cercato di diffondere o abbiamo cercato di spegnere.