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TESTO Commento su Giovanni 3,16-18

Omelie.org (bambini)  

Santissima Trinità (Anno A) (07/06/2020)

Vangelo: Gv 3,16-18 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 3,16-18

16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

Cari bambini e ragazzi ben trovati!

Finalmente abbiamo ricominciato ad andare a messa, ad uscire e a incontrare qualche amico. Seppur con le dovute precauzioni, la vita di sempre sembra tornata e tutti ci siamo sentiti rinascere.

Dunque, questa domenica la Chiesa festeggia una solennità che si chiama “Santissima Trinità”.

Chi è? E' Dio! Oggi la Chiesa festeggia Dio. Allora: nella nostra fede noi affermiamo che esiste un Solo Dio, e non tanti dèi come credevano per esempio gli antichi Romani o gli antichi Greci. Però il nostro Dio, pur essendo Uno, è anche Trino. Cioè: ci sono tre Persone che si chiamano Padre, Figlio e Spirito Santo. Queste tre persone sono Dio tutte allo stesso modo, però pur essendo tre, sono uno solo. Questo succede perché tra loro c'è un amore enorme che li unisce, ma talmente grande, da farli essere uno solo. Immaginate una qualsiasi famiglia che fa un trasloco: ci sono diversi membri, ma ognuno fa una cosa che possa aiutare tutti (chi riempie gli scatoloni, chi li chiude, chi scrive cosa contengono) e soprattutto c'è talmente tanto amore. Tutti insieme si muovono per un preciso obbiettivo, uniti, come se fossero una persona sola.

Ecco, spiegare cos'è la Santissima Trinità è un po' difficile, però possiamo dire che si riconosce nell'Amore di Dio. Quindi questa settimana celebriamo proprio questo Amore immenso.

Nella prima lettura Dio ci fa una promessa: vuole stare con noi. È come quando due fidanzati decidono di sposarsi: è una promessa che certamente si realizzerà perché i due si amano troppo per non farlo. Dio vuole farci sentire amati e non vuole costringerci ad obbedire ad una serie di regole religiose che non portano da nessuna parte. Desidera solo che noi lo preghiamo (quindi che lo ascoltiamo, che passiamo del tempo con Lui) e che accogliamo il suo amore.

Bene! Ma quand'è che Dio ci ama? Quando realizza tutti i nostri desideri? Ovviamente no!

La risposta la troviamo nella seconda Lettura: la promessa di Amore è realizzata con Gesù (il Figlio di Dio) che, morendo e risorgendo per noi, ci ha permesso di passare tutta l'Eternità con Dio. Quindi il Suo Amore è la cosa più bella che possiamo avere, nonostante le difficoltà ci dicano il contrario. A proposito di questo, San Paolo nella lettera ai Romani afferma: “Saldo nella Speranza, contro ogni speranza”. Significa proprio che, avendo fede in Dio, non saremo mai delusi. Addirittura, è proprio quando ci sentiamo male e pensiamo di essere soli, che si manifesta tutta la Grazia di Dio. Questo significa che comunque andranno le cose, noi vinceremo sempre! Una volta ho sentito un sacerdote che diceva: “Noi valiamo il sangue di Cristo!”. Significa che siamo così preziosi che non solo Gesù è morto per noi (come dicevamo poco fa), ma che non ci abbandona mai. Ma proprio mai. Insomma, Dio con noi fa sempre la cosa giusta, perché la Sua Giustizia nasce proprio dal Suo Amore.

Nel Vangelo di oggi, Gesù chiama Matteo a seguirlo. Lui era un pubblicano cioè uno che raccoglieva i soldi delle tasse. I pubblicani erano antipatici a tutti perché gonfiavano un po' le quote delle tasse e per tenere per sé i soldi che erano in più. Erano considerati i peccatori per eccellenza. Vorrei sottolineare due aspetti di questo brano.

1. Matteo lascia quello che sta facendo e segue subito Gesù: capisce che non c'è niente di più importante di Lui e che solo se sta con Lui potrà essere felice.

2. Quando Gesù viene accusato dai farisei (che pensavano solo alle regole) di stare con i peccatori, Lui gli risponde: “Sono i malati che hanno bisogno del medico”.

Questa frase ci dà una notizia grandiosa, che andrebbe annunciata con i fuochi d'artificio: non dobbiamo essere perfetti per essere amati da Dio, Lui ci ama esattamente per come siamo! Ma la grandissima sorpresa di questa domenica non finisce qui: Dio desidera che noi impariamo ad amare gli altri, proprio come ci ama Lui. È per questo che Gesù chiama Matteo: non solo per non farlo peccare più, ma anche perché vuole portarlo a riceve e a donare l'Amore infinito di Dio. Facciamo un esempio: io sono molto povera e vivo in una cantina buia, senza finestre, umida e puzzolente. Gesù mi viene a prendere per portarmi in un casa migliore: io mi aspetto una semplice casa al primo piano... e invece Lui mi porta in un attico grandissimo e luminoso che ha un terrazzo pieno di piante colorate e profumate. Io sono così felice per quello che ho ricevuto, che mi metto subito al lavoro perché anche gli altri possano essere felici come me. Dio vuole darci il massimo: vuole stare con noi e amarci. L'unica cosa che dobbiamo fare noi in cambio, è fare come Matteo: fidarci di Gesù sempre e comunque.

Buona festa della Santissima Trinità. Buona festa dell'Amore.
Commento a cura di Cristina Pettinari

 

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