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TESTO Chi credi di essere?

don Romeo Maggioni  

III domenica di Quaresima (Anno A) (27/03/2011)

Vangelo: Gv 8,31-59 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

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31Gesù allora disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; 32conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». 33Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». 34Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. 35Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. 36Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. 37So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. 38Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». 39Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. 40Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. 41Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». 42Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. 43Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. 44Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. 45A me, invece, voi non credete, perché dico la verità. 46Chi di voi può dimostrare che ho peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? 47Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio».

48Gli risposero i Giudei: «Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei un Samaritano e un indemoniato?». 49Rispose Gesù: «Io non sono indemoniato: io onoro il Padre mio, ma voi non onorate me. 50Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. 51In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». 52Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. 53Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». 54Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, 55e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. 56Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». 57Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». 58Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». 59Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

Di fronte alle sicurezze, alle tradizioni dei Giudei, Gesù si presenta come unica verità e liberazione, come salvezza: l'unico vero inviato di Dio - il messia - che salva, perché solo lui viene da Dio.

Di fronte alle nostre sicurezze e salvezze umane, Gesù si presenta contestandole e indicando se stesso come unico ed esclusivo salvatore. Ci accusa anche di schiavitù e di peccato, condannando il nostro "perbenismo", la nostra "morale laica", e la convinzione di essere nel giusto e capaci di una propria salvezza mondana.

1) Io sono

Mai come qui Gesù dichiara esplicitamente la sua origine divina: sono uscito da Dio, Lui mi ha mandato, dico quello che ho visto da Lui, onoro il Padre, Lui mi garantisce e mi glorifica, lo conosco e osservo la sua parola, e alla fine afferma: IO SONO, il nome proprio del Dio dell'Antico Testamento, Jahvè. "Prima che Abramo fosse, Io Sono". "In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio" (Gv 1,1). Egli si dichiara come l'unico e autentico inviato da Dio come l'unico salvatore. "Io e il Padre siamo una cosa sola" (Gv 10,30). I giudei lo vogliono uccidere perché hanno ben inteso la sua "bestemmia" di autodefinirsi Dio.

Lui è la verità, cioè la rivelazione piena di Dio. "Chi vede me vede il Padre" (Gv 14,9). "Dio, nessuno lo ha mai visto Dio: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato" (Gv 1,18). E' il vertice di quella Rivelazione iniziata con Abramo, gradualmente cresciuta nella storia di Israele ed giunta ora nella persona di Gesù al suo punto supremo e definitivo: "Abramo esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia". Da qui la sua pretesa di esclusività. Non è più ipotizzabile un altro volto di Dio. Questa verità è particolarmente urgente richiamare oggi in tempi di tanto revival religioso soggettivo. Gesù è la verità unica su Dio, sul progetto di uomo e di storia e sul suo piano di salvezza.

Aderire a lui è il solo modo per essere "figli della donna libera non della schiava" (Gal 4,22), di appartenere con la fede alla vera discendenza di Abramo, e di "rimanere per sempre nella casa", - quali autentici figli di Dio ed eredi così "da non vedere la morte in eterno". Con Cristo si è liberi dalla schiavitù del peccato (cioè dall'irreligiosità, o da una religione sbagliata, o insufficiente quale è l'antica Legge giudaica), perché "chi commette il peccato è schiavo del peccato". Questo richiamo forte alle nostre schiavitù spesso non lo vogliamo riconoscere - "noi non siamo mai stati schiavi di nessuno"; succubi come siamo delle suggestioni e delle soggezioni a Satana, padre della menzogna e omicida, che ci procura la morte e tanto egoismo.

2) Suoi discepoli

"Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli ..". Si è suoi discepoli nella fede e con l'adesione alla sua parola. Gesù è categorico: o si è con lui o si è di satana. "Chi credi di essere?". E' una pretesa che se non venisse da Dio, sarebbe di un pazzo. Di Dio Gesù è l'incarnazione storica. Il contenuto preciso della nostra fede è credere a Gesù come l'unico ed esclusivo salvatore del mondo. Egli è "la verità", ossia la rivelazione piena e definitiva di Dio, ben oltre a quanto già l‘Antica legge ci aveva rivelato di Dio. La prima lettura ci dà il bisglietto da visita offerto a Mosè: "Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all‘ira e ricco di pietà e di fedeltà.." (Lett.).

Da qui la contestazione di ogni religione e di ogni religiosità. Ogni religione perché oggettivamente solo Cristo è il mediatore tra Dio e gli uomini (1Tm 2,5). Anche l'Ebraismo è stato solo premessa a Cristo ("pedagogo", dice Paolo). L'aveva già intuito anche Abramo, "che ha visto il mio giorno"; e per la fede in Lui fu giustificato. Contestata anche ogni religiosità soggettiva o ogni pratica che non siano una fede e una adesione del cuore all'opera di Cristo. Almeno oggettivamente parlando.

Da qui naturalmente anche la contestazione ad ogni forma di idolatria, all'arroganza autosufficiente di chi cerca salvezza negli idoli moderni: libertà, soldi, prestigio, potere ...., o di chi crede di salvarsi da sé. Vi fa riferimento Gesù usando le forti parole della schiavitù sotto satana, omicida a padre della menzogna. Forse proprio questa è la "religione" laica che impera nel nostro mondo secolarizzato. Questo è semplicemente ritorno al paganesimo! Per moltissimi - forse non sempre colpevoli - è l'indifferenza e il non porsi più seriamente il problema di Dio e del senso della vita. Siamo al gravissimo danno dell'ottundimento del più naturale "senso religioso"!

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Dice oggi il Prefazio: "La moltitudine dei popoli, preannunciati ad Abramo come sua discendenza, è veramente la tua unica Chiesa, che si raccoglie da ogni tribù, lingua e nazione". "Riconoscete dunque che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede, .. perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse ai pagani, e noi, mediante la fede, ricevessimo la promessa dello Spirito" (Epist.).

Aderire a Gesù nella sua Chiesa è la strada maestra da percorrere, perché solo lì - oggettivamente - vi è la pienezza degli strumenti di salvezza lasciati da Cristo. Cui va ratificare la nostra adesione con più maturità anche quest'anno nella veglia pasquale nella quale siamo chiamati a rinnovare le nostre promesse battesimali.

 

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