Chi credi di essere?

don Romeo Maggioni

III domenica di Quaresima (Anno A) (27 marzo 2011)

Di fronte alle sicurezze, alle tradizioni dei Giudei, Gesù si presenta come unica verità e liberazione, come salvezza: l'unico vero inviato di Dio - il messia - che salva, perché solo lui viene da Dio.

Di fronte alle nostre sicurezze e salvezze umane, Gesù si presenta contestandole e indicando se stesso come unico ed esclusivo salvatore. Ci accusa anche di schiavitù e di peccato, condannando il nostro "perbenismo", la nostra "morale laica", e la convinzione di essere nel giusto e capaci di una propria salvezza mondana.

1) Io sono

Mai come qui Gesù dichiara esplicitamente la sua origine divina: sono uscito da Dio, Lui mi ha mandato, dico quello che ho visto da Lui, onoro il Padre, Lui mi garantisce e mi glorifica, lo conosco e osservo la sua parola, e alla fine afferma: IO SONO, il nome proprio del Dio dell'Antico Testamento, Jahvè. "Prima che Abramo fosse, Io Sono". "In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio" (Gv 1,1). Egli si dichiara come l'unico e autentico inviato da Dio come l'unico salvatore. "Io e il Padre siamo una cosa sola" (Gv 10,30). I giudei lo vogliono uccidere perché hanno ben inteso la sua "bestemmia" di autodefinirsi Dio.

Lui è la verità, cioè la rivelazione piena di Dio. "Chi vede me vede il Padre" (Gv 14,9). "Dio, nessuno lo ha mai visto Dio: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato" (Gv 1,18). E' il vertice di quella Rivelazione iniziata con Abramo, gradualmente cresciuta nella storia di Israele ed giunta ora nella persona di Gesù al suo punto supremo e definitivo: "Abramo esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia". Da qui la sua pretesa di esclusività. Non è più ipotizzabile un altro volto di Dio. Questa verità è particolarmente urgente richiamare oggi in tempi di tanto revival religioso soggettivo. Gesù è la verità unica su Dio, sul progetto di uomo e di storia e sul suo piano di salvezza.

Aderire a lui è il solo modo per essere "figli della donna libera non della schiava" (Gal 4,22), di appartenere con la fede alla vera discendenza di Abramo, e di "rimanere per sempre nella casa", - quali autentici figli di Dio ed eredi così "da non vedere la morte in eterno". Con Cristo si è liberi dalla schiavitù del peccato (cioè dall'irreligiosità, o da una religione sbagliata, o insufficiente quale è l'antica Legge giudaica), perché "chi commette il peccato è schiavo del peccato". Questo richiamo forte alle nostre schiavitù spesso non lo vogliamo riconoscere - "noi non siamo mai stati schiavi di nessuno"; succubi come siamo delle suggestioni e delle soggezioni a Satana, padre della menzogna e omicida, che ci procura la morte e tanto egoismo.

2) Suoi discepoli

"Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli ..". Si è suoi discepoli nella fede e con l'adesione alla sua parola. Gesù è categorico: o si è con lui o si è di satana. "Chi credi di essere?". E' una pretesa che se non venisse da Dio, sarebbe di un pazzo. Di Dio Gesù è l'incarnazione storica. Il contenuto preciso della nostra fede è credere a Gesù come l'unico ed esclusivo salvatore del mondo. Egli è "la verità", ossia la rivelazione piena e definitiva di Dio, ben oltre a quanto già l‘Antica legge ci aveva rivelato di Dio. La prima lettura ci dà il bisglietto da visita offerto a Mosè: "Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all‘ira e ricco di pietà e di fedeltà.." (Lett.).

Da qui la contestazione di ogni religione e di ogni religiosità. Ogni religione perché oggettivamente solo Cristo è il mediatore tra Dio e gli uomini (1Tm 2,5). Anche l'Ebraismo è stato solo premessa a Cristo ("pedagogo", dice Paolo). L'aveva già intuito anche Abramo, "che ha visto il mio giorno"; e per la fede in Lui fu giustificato. Contestata anche ogni religiosità soggettiva o ogni pratica che non siano una fede e una adesione del cuore all'opera di Cristo. Almeno oggettivamente parlando.

Da qui naturalmente anche la contestazione ad ogni forma di idolatria, all'arroganza autosufficiente di chi cerca salvezza negli idoli moderni: libertà, soldi, prestigio, potere ...., o di chi crede di salvarsi da sé. Vi fa riferimento Gesù usando le forti parole della schiavitù sotto satana, omicida a padre della menzogna. Forse proprio questa è la "religione" laica che impera nel nostro mondo secolarizzato. Questo è semplicemente ritorno al paganesimo! Per moltissimi - forse non sempre colpevoli - è l'indifferenza e il non porsi più seriamente il problema di Dio e del senso della vita. Siamo al gravissimo danno dell'ottundimento del più naturale "senso religioso"!

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Dice oggi il Prefazio: "La moltitudine dei popoli, preannunciati ad Abramo come sua discendenza, è veramente la tua unica Chiesa, che si raccoglie da ogni tribù, lingua e nazione". "Riconoscete dunque che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede, .. perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse ai pagani, e noi, mediante la fede, ricevessimo la promessa dello Spirito" (Epist.).

Aderire a Gesù nella sua Chiesa è la strada maestra da percorrere, perché solo lì - oggettivamente - vi è la pienezza degli strumenti di salvezza lasciati da Cristo. Cui va ratificare la nostra adesione con più maturità anche quest'anno nella veglia pasquale nella quale siamo chiamati a rinnovare le nostre promesse battesimali.