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TESTO

1. Ho imparato   6

Ho imparato che nessuno è perfetto... finché non ti innamori.
Ho imparato che la vita è dura... ma io di più!

Ho imparato che le opportunità non vanno mai perse... quelle che lasci andare tu, le prende qualcun altro.

Ho imparato che quando serbi rancore e amarezza... la felicità va da un'altra parte.

Ho imparato che bisognerebbe usare sempre parole buone... perché domani forse si dovranno rimangiare.

Ho imparato che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.

Ho imparato che non posso scegliere come mi sento... ma posso sempre farci qualcosa.

Ho imparato che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno... ti ha agganciato per la vita.

Ho imparato che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.

Ho imparato che è meglio dare consigli solo in due circostanze: quando sono richiesti e quando è in gioco la vita.
Ho imparato che meno tempo spreco e più cose faccio.
Ho imparato a godermi le cose!
Ho imparato ad accettare le sconfitte, le delusioni.

Ho imparato che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. Per questo bisogna che tu la perdoni.

Ho imparato che ci vogliono anni per costruire la fiducia, e pochi secondi per distruggerla.

Ho imparato che non dobbiamo cambiare amici se comprendiamo che gli amici cambiano.

Ho imparato che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo sempre responsabili di noi stessi.
Ho imparato che la pazienza richiede molta pratica.

Ho imparato che ci sono persone che ci amano, ma semplicemente non sanno come dimostrarcelo.

Ho imparato che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno ad alzarti.

Ho imparato che solo perché qualcuno non ti ama come vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.

Ho imparato che non si deve mai dire ad un bambino che i sogni sono sciocchezze, sarebbe una tragedia se lo credesse.

Ho imparato che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno, nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.

Ho imparato che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si sia spezzato, il mondo non si ferma aspettando che lo ripari.
...E dopo tutto ciò, avrò imparato a vivere?

viveresaggezzavitasenso della vitagratuitàmisericordiacomprensioneforza interiore

Valutazione: 2.4/5 (7 voti)

inviato da Qumran2, inserito il 23/09/2012

TESTO

2. Lezione di vita   3

Francisco Candido Xavier

Che Dio non mi permetta di perdere il romanticismo,

anche sapendo che le rose non parlano...

Che Dio non mi permetta di perdere l'ottimismo,

anche sapendo che il futuro che ci aspetta non è tanto allegro...

Che io non perda la voglia di vivere,

anche sapendo che la vita è, in molti momenti, dolorosa...

Che io non perda la voglia di avere grandi amici,

anche sapendo che, con il giro del mondo, anche loro vanno via dalle nostre vite...

Che io non perda la voglia di aiutare le persone,

anche sapendo che molte di loro sono incapaci di vivere, di vedere, riconoscere e compensare questo aiuto...

Che io non perda la voglia di amare,

anche sapendo che la persona che io più amo può non provare lo stesso sentimento verso di me...

Che io non perda la luce e la lucentezza degli occhi,

anche sapendo che molte cose che vedrò nel mondo oscureranno i miei occhi...

Che io non perda la forza,

anche sapendo che la sconfitta e la perdita sono due avversari estremamente pericolosi...

Che io non perda la ragione,

anche sapendo che le tentazioni della vita sono molte e attraenti...

Che io non perda il sentimento di giustizia,

pur sapendo che il pregiudicato possa essere io stesso...

Che io non perda il mio abbraccio forte,

anche sapendo che un giorno le mie braccia saranno fiacche...

Che io non perda la bellezza e la gioia di vedere,

anche sapendo che molte lacrime scorreranno dai miei occhi e finiranno nella mia anima...

Che io non perda l'amore per la mia famiglia,

anche sapendo che molte volte essa mi chiederà degli sforzi incredibili per mantenere la sua armonia...

Che io non perda la voglia di essere grande,
anche sapendo che il mondo è piccolo...

E soprattutto...
Che io non dimentichi mai che Dio mi ama infinitamente,

che un piccolo grano di allegria e di speranza dentro ciascuno è capace di cambiare e trasformare qualsiasi cosa, poi...

La vita è costruita sui sogni
e realizzata nell'amore!

vitasenso della vitagratuitàgenerositàimpegnovitalitàsperanzaottimismoforzavoglia di vivere

Valutazione: 4.2/5 (5 voti)

inviato da Qumran2, inserito il 20/09/2012

TESTO

3. Il giorno giusto   3

Dalai Lama

Ci sono solo due giorni all'anno in cui non si può fare niente: uno si chiama ieri, l'altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, crescere, agire e, sopratutto, vivere.

agireoggipassatofuturopresentevitavivere

Valutazione: 3.0/5 (3 voti)

inviato da Qumran2, inserito il 05/09/2012

ESPERIENZA

4. Ancora e ancora vita   4

Luisa Faillace, La mia vita e il Libro di Giobbe

Se il tempo quel giorno si fosse fermato io non avrei mai potuto vedere i miei migliori amici sposarsi: testimoniare di un amore che non ha confini umani.

Non avrei mai potuto scoprire che al mondo esistono uomini capaci di essere professionisti affermati e padri presenti per figli felici.

Non avrei mai potuto indossare quel tubino di raso turchese che a me piace tanto... con quelle scarpe così decisamente kitsch... e fare la smorfiosa felice per un giorno.

Non avrei mai potuto scoprire di essere capace di costruire per lavorare;

...capire che quando un figlio, un genitore, ma soprattutto un fratello ed un amico più ti allontana tanto più ha bisogno di te.

Se il tempo quel giorno si fosse fermato non avrei mai potuto far pace con me stessa e soprattutto con te...

...e pertanto non avrei mai scoperto com'è bello alzarsi e sentirsi leggeri e ascoltare ancora il battito del proprio cuore e sentirlo sorridere.

Se la morte quel giorno avesse preso il sopravvento sulla vita, sulla mia vita,

non avrei mai scoperto che possono esistere colleghi capaci di accoglierti senza remore e senza invidia,

aiutarti a formarti e "fare strada insieme" anche nella vita:
"Perché cosa rimarrebbe della Vita? E di noi?!".

...non avrei mai raccolto il frutto di speranze e preghiere taciute ma desiderate all'estremo.

Se quella macchina, la mia macchina, quel giorno fosse finita giù non avrei potuto abbracciare i nipotini dei miei migliori amici e constatare che davvero quando un bambino ti stringe tra le braccia diventi tu il suo mondo e loro il nostro.

...non avrei mai visto e sentito gridare forte con la rabbia, la disperazione il dolore, la devozione, la gioia, la felicità, la fede, l'Amore: W San Leone; affidarsi senza se e senza ma, ridere e sorridere con gente a me straniera ed amica per un giorno e... per la vita.

Non avrei goduto ancora delle meraviglie artistiche del mondo,

né di albe e tramonti che non torneranno più perché ognuno ha in sé quel ricordo.

Non avrei scoperto che la vita sa e può sorprenderti... per una nuova amicizia inaspettata, ritornata, costruita...

...per quelle debolezze di uomini e donne così apparentemente forti... e continuarli comunque senza remore ad amarli in silenzio perché soprattutto il silenzio è amore, è perdono, è speranza.
Era il 18 Febbraio di un anno fa', come due giorni fa...

...non sarei cresciuta, non sarei cambiata, non sarei rinata.

Se ti fermi a leggere queste parole allora ferma per un momento anche la tua vita:
perdona chi ti ha fatto del male,

chiedi perdono a chi tu hai fatto del male perché se non lo sai sei capace di perdonare e se lo sai che ne sei capace serve solo fare un passo più in là perché anche il perdono si costruisce;
sorridi ancora una volta, gioisci ancora una volta,
non passare indifferente tra la gente,
ascolta chi ti cerca e cerca chi ti evita,
domanda, chiedi, guarda negli occhi,

ama gratuitamente chi la vita ti fa incontrare per caso, per sbaglio,
ma sempre per un senso.

Ma soprattutto pensa costantemente che la vita può durare tanto
ma può durare anche solo un altro istante!
...e poi:
"Considera i cieli, e vedi!
Guarda le nuvole, come sono più in alto di te!".

vitasenso della vitainterioritàperdonoviverecogliere l'attimoimportanza delle piccole cose

Valutazione: 3.0/5 (2 voti)

inviato da Luisa Faillace, inserito il 06/05/2012

TESTO

5. La nave

Una nave nel porto è al sicuro, ma non è per questo che è stata costruita.

vitacoraggiovivere

Valutazione: 0 voti

inviato da Laura Mauri, inserito il 23/01/2012

TESTO

6. Resta vivo

Don Angelo Saporiti, Commento all'Avvento

Tu verrai, Signore. E io lo so.
Sento che la mia attesa non sarà inutile.
In questo tempo tu Signore, mi dici:
"Figlio mio, resta vivo!

Guarda il cuore delle cose e delle persone e non fermarti all'apparenza.
Resta vivo, figlio mio!

Nelle mille cose che fai, trova il tempo di ascoltare cosa provi e cosa senti.
Resta vivo!

Pensa con la tua testa e segui la tua strada, non quella degli altri.
Resta vivo!

Non cedere mai all'odio, alla vendetta e prova ancora a meravigliarti per ciò che ti circonda.
Resta vivo!

Rialzati sempre dopo ogni delusione e dona ali ai tuoi desideri di infinito.
Resta vivo!

Coltiva in te la gioia e non permettere mai alla sofferenza di cancellare la fede.
Resta vivo!

Continua a credere che ogni persona ha in sé un seme di bontà e che vale la pena lottare per un mondo migliore.
Resta vivo, figlio mio!
Resta attaccato alla sorgente della Vita.
Resta unito a me, che sono il tuo Dio, tuo Padre.
Io non ti lascerò mai solo".

avventovitavivereforzaperseveranzacoraggiosperanza

Valutazione: 0 voti

inviato da Don Angelo Saporiti, inserito il 11/12/2011

TESTO

7. Danza lenta

David Weatherford

Hai mai guardato i bambini in un girotondo?
O ascoltato il rumore della pioggia quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce.
Il tempo è breve. La musica non durerà.
Percorri ogni giorno in volo?
Quando dici "Come stai?", ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita, ti stendi sul tuo letto,

con centinaia di questioni successive che ti passano per la testa?
Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce
Il tempo è breve. La musica non durerà.
Hai mai detto a tuo figlio, "lo faremo domani",
senza notare nella fretta, il suo dispiacere?
Hai mai perso il contatto con una buona amicizia,
che poi è finita perché tu non avevi mai avuto tempo
di chiamare e dire "Ciao"?
Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce.
Il tempo è breve. La musica non durerà.
Quando corri così veloce,
per giungere da qualche parte,
ti perdi la metà del piacere di andarci.
Quando ti preoccupi e corri tutto il giorno,
è come un regalo mai aperto… gettato via.
La vita non è una corsa. Prendila piano,

ascolta la musica, prima che la canzone sia finita.

vitalentezzainterioritàconsapevolezzavivere l'attimo

Valutazione: 0 voti

inviato da Stefano Foschi, inserito il 08/11/2011

TESTO

8. Trenta consigli per rendere la vita più bella

1. Cammina da 10 a 30 minuti tutti i giorni. Mentre cammini, sorridi.
2. Siediti e stai in silenzio per almeno 10 minuti.

3. Ascolta ogni giorno della buona musica, è un alimento autentico per lo spirito.

4. Quando ti alzi al mattino pronuncia quanto segue: "Il mio proposito odierno è...".
5. Gioca più dell'anno passato.
6. Leggi più libri dell'anno passato.

7. Osserva il cielo almeno una volta al giorno e renditi conto della maestosità del mondo che ti circonda.
8. Sogna di più quando stai sveglio.
9. Vivi con entusiasmo ed energia.

10. Non farti sfuggire l'opportunità d'abbracciare chi apprezzi.
11. Cerca di far ridere almeno tre persone al giorno.

12. Elimina il disordine dalla tua casa, dal tuo scrittoio e lascia che nuove energie entrino nella tua vita.

13. Fai una colazione da Re, pranza come un Principe e cena da Mendicante.
14. Sorridi e ridi di più.

15. La vita è troppo corta per perdere tempo ad odiare qualcuno.
16. Non prenderti troppo sul serio; non lo fa più nessuno.

17. Non devi necessariamente uscire vincitore da ogni discussione; accetta quando non sei d'accordo ed impara dagli altri.

18. Mettiti in pace con il tuo passato, così non ti rovinerai il presente.

19. Non paragonare la tua vita con quella di un altro; ha fatto un cammino diverso.

20. Nessuno è responsabile della tua felicità se non tu stesso.

21. Ricorda che non hai il controllo di tutto ciò che succede, però "Sì" di ciò cha fai con esso.
22. Ogni giorno, impara qualcosa di nuovo.

23. Non importa quanto la situazione sia buona o cattiva; cambierà

24. Il tuo lavoro non si occupa di te quando sarai ammalato. I tuoi amici lo faranno; mantieniti in contatto con loro.

25. Lascia perdere tutto ciò che non sia utile, buono o divertente.

26. L'invidia è una perdita di tempo; hai già tutto quello che desideri.

27. Tieniti in contatto con i tuoi familiari; scrivi loro dicendo ."vi sto pensando"!!!
28. Il meglio deve ancora arrivare.

27. Quello che la maggioranza pensa di te, non è un'incombenza.

29. Sfrutta un viaggio. E' un'opportunità da cui devi trarre il maggior beneficio.
30. La vita è bella; godila finché puoi.

vitagioia di vivereapprezzare le piccole cose

Valutazione: 5.0/5 (1 voto)

inviato da Qumran2, inserito il 08/03/2011

RACCONTO

9. Cosa ti rende felice?   2

Nel corso di un seminario per coppie, chiesero a una delle mogli:
"Tuo marito ti rende felice? Ti fa davvero felice?".

In quel momento, il marito sollevò la testa, mostrando totale sicurezza.

Sapeva che la moglie avrebbe detto sì, perché non si era mai lamentata di qualcosa durante il matrimonio. Tuttavia, la moglie rispose con un sonoro "No!".
"No, mio marito non mi rende felice!".

A questo punto il marito stava cercando la porta di uscita più vicina.

"Mio marito non mi ha reso felice e non mi rende felice! Sono felice!".
E continuò:

"Il fatto che io sia felice o no, non dipende da lui, ma da me. Io sono la sola dalla quale dipende la mia felicità. Io decido di essere felice.

In ogni situazione, ogni momento della mia vita, perché se la mia felicità dipendesse da qualche cosa, persona o circostanza sulla faccia della terra, sarei in guai seri.

Tutto ciò che esiste in questa vita è in continua evoluzione: l'essere umano, la ricchezza, il mio corpo, il tempo, la mia testa, i piaceri, gli amici, la mia salute fisica e mentale. E così potrei citare un elenco senza fine...

Decido di essere felice! Se la mia casa è vuota o piena: sono felice! Se usciamo insieme o esco da sola: sono felice! Se il mio lavoro è ben pagato o no: sono felice! Sono sposata, ma ero felice quando ero single. Sono contenta per me stessa.

Le altre cose, persone, momenti o situazioni io le chiamo "esperienze che possono o non possono darmi momenti di gioia e di tristezza".

Quando muore qualcuno che amo, io sono una persona felice in un inevitabile momento di tristezza. Imparo dalle esperienze passeggere e vivo quelle che sono eterne come l'amare, perdonare, aiutare, capire, accettare, confortare...

Ci sono persone che dicono: oggi non posso essere felice perché sto male, perché non ho soldi, perché fa molto caldo, perché qualcuno mi ha insultato, perché qualcuno ha smesso di amarmi, perché non riesce a valorizzarmi, perché mio marito non è quello che mi aspettavo, perché i miei figli non mi rendono felice, perché i miei amici non mi rendono felice, perché il mio lavoro è mediocre e così via.

Io amo la vita ma non perché la mia vita è più facile di quella degli altri. E' che ho deciso di essere felice e io come persona sono responsabilità per la mia felicità. Quando prendo questo obbligo, lascio liberi mio marito e chiunque altro dal pesare sulle loro spalle. La vita di tutti è molto più leggera. Ed in questo modo ho un matrimonio felice da molti anni".

Non permettere mai a nessuno una così grande responsabilità come quella di determinare la tua felicità!

Essere felici, anche se fa caldo, anche se sei malato, anche non hai soldi, anche se qualcuno ti ha fatto male, anche se qualcuno non ti ama o non ti da il giusto valore.

Basta chiedere a Dio di darci la serenità di accettare le cose che non possiamo cambiare, il coraggio di cambiare quelle che possono essere cambiate e la saggezza per riconoscere la differenza tra loro.
Non riflettere solo... cambia e sii felice!

cambiamentofelicitàaccettazioneserenitàgioiamatrimoniosposiconvivere

Valutazione: 5.0/5 (3 voti)

inviato da Anna Barbi, inserito il 08/03/2011

RACCONTO

10. Il Girasole   7

Bruno Ferrero, Tutte Storie, ed. Elledici

In un giardino ricco di fiori di ogni specie, cresceva, proprio nel centro, una pianta senza nome. Era robusta, ma sgraziata, con dei fiori stopposi e senza profumo. Per le altre piante nobili del giardino era né più né meno una erbaccia e non gli rivolgevano la parola.

Ma la pianta senza nome aveva un cuore pieno di bontà e di ideali.

Quando i primi raggi del sole, al mattino, arrivavano a fare il solletico alla terra e a giocherellare con le gocce di rugiada, per farle sembrare iridescenti diamanti sulle camelie, rubini e zaffiri sulle rose, le altre piante si stiracchiavano pigre.

La pianta senza nome, invece, non si perdeva un salo raggio di sole. Se li beveva tutti uno dopo l'altro. Trasformava tutta la luce del sole in forza vitale, in zuccheri, in linfa. Tanto che, dopo un po', il suo fusto che prima era rachitico e debole, era diventato uno stupendo fusto robusto, diritto, alto più di due metri.

Le piante del giardino cominciarono a considerarlo con rispetto, e anche con un po' d'invidia.

«Quello spilungone è un po' matto», bisbigliavano dalie e margherite.

La pianta senza nome non ci badava. Aveva un progetto. Se il sole si muoveva nel cielo, lei l'avrebbe seguito per non abbandonarlo un istante.

Non poteva certo sradicarsi dalla terra, ma poteva costringere il suo fusto a girare all'unisono con il sole.

Così non si sarebbero lasciati mai.

Le prime ad accorgersene furono le ortensie che, come tutti sanno, sono pettegole e comari. «Si è innamorato del sole», cominciarono a propagare ai quattro venti.

«Lo spilungone è innamorato del sole», dicevano ridacchiando i tulipani. «Ooooh, com'è romantico!», sussurravano pudicamente le viole mammole.

La meraviglia toccò il culmine quando in cima al fusto della pianta senza nome sbocciò un magnifico fiore che assomigliava in modo straordinario proprio al sole. Era grande, tondo, con una raggiera di petali gialli, di un bel giallo dorato, caldo, bonario. E quel faccione, secondo la sua abitudine, continuava a seguire il sole, nella sua camminata per il cielo.
Così i garofani gli misero nome «girasole».

Glielo misero per prenderlo in giro, ma piacque a tutti, compreso il diretto interessato.

Da quel momento, quando qualcuno gli chiedeva il nome, rispondeva orgoglioso: «Mi chiamo Girasole».

Rose, ortensie e dalie non cessavano però di bisbigliare su quella che, secondo loro, era una stranezza che nascondeva troppo orgoglio o, peggio, qualche sentimento molto disordinato. Furono le bocche di leone, i fiori più Coraggiosi del giardino, a rivolgere direttamente la parola al girasole.

«Perché guardi sempre in aria? Perché non ci degni di Uno sguardo? Eppure siamo piante, come te», gridarono le bocche di leone per farsi sentire.

«Amici», rispose il girasole, «sono felice di vivere con voi, ma io amo il sole. Esso è la mia vita e non posso staccare gli occhi da lui. Lo seguo nel suo cammino. Lo amo tanto che sento già di assomigliargli un po'. Che ci volete fare? il sole è la mia vita e io vivo per lui...».

Come tutti i buoni, il girasole parlava forte e l'udirono tutti i fiori del giardino. E in fondo al loro piccolo, profumato cuore, sentirono una grande ammirazione per «l'innamorato del sole».

cristianoseguire Gesùamare Diovivere per Diocontemplare Dio

Valutazione: 4.0/5 (1 voto)

inviato da Anna Barbi, inserito il 12/09/2010

PREGHIERA

11. Preghiera vocazionale

Fr. Dario Rossetti RCJ

Tu... la risposta.

Signore, se penso perché sono nato
tu sei la risposta più bella,

perché mi dici "sei nato perché ti amo".

Signore, se mi chiedo dove sono nato
tu sei la risposta più dolce,
perché mi dici "eri nel mio Cuore,

e sempre ci resterai".

Signore, se penso dove finirà la mia vita
ancora tu sei la risposta più serena,
perché mi dici "riposando
vivrai nel mio Amore".

Signore, sono sempre io,
ora penso come vivere la mia vita
e, pensa un po', tu sei la risposta più sicura,
perché ti dico "tu sei con me, perciò

non ho nessuna paura di vivere con te".

Parlami sempre, ogni giorno di più,
perché io ogni giorno di più ti ami.

vitarispostavocazionecuoreamorevivere

Valutazione: 0 voti

inviato da Fr. Dario Rossetti RCJ, inserito il 29/05/2009

TESTO

12. Essere vivi

Nella vita non puoi essere un pacco che l'ostetrica consegna al becchino.
La vita è un dono di Dio che non va sprecato.

vitavivereimpegnoresponsabilitàsenso della vita

Valutazione: 0 voti

inviato da Babbo Lupo, inserito il 07/09/2008

TESTO

13. Sono un invitato della vita   1

Giuseppe Impastato

Sono un invitato della vita.
Dovrò portare un mio contributo.
In che modo?
Lasciando questa casa
un po' più ricca,
un po' più umana,
un po' più giusta,
un po' più bella,
un po' più gioiosa,
un po' più santa
di come l'ho trovata.

vitavivereimpegnoresponsabilitàsenso della vita

Valutazione: 1.0/5 (1 voto)

inviato da Giuseppe Impastato S.I., inserito il 07/09/2008

RACCONTO

14. La storia della matita   2

Paolo Coelho

Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. Ad un certo punto, le domandò: "Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me".

La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote: "E' vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto".

Incuriosito il bimbo guardò la matita senza trovarvi alcunché di speciale.

"Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!".

"Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell'esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.

Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una mano che guida i tuoi passi."Dio": ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la sua volontà.

Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. E' un'azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.

Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere è un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.

Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.

Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione".

vitaviverepaceimpegnoresponsabilitàsofferenzacamminocrescitainterioritàesterioritàrapporto con Diocorrezione

Valutazione: 5.0/5 (1 voto)

inviato da Raffaella Pisanti, inserito il 07/09/2008

TESTO

15. Vivere oggi

Phil Bosmans

Per vivere davvero,
devi vivere oggi.
La vita è breve
e passa in fretta.
Se non vivi oggi,
avrai perso la giornata.
Non intristire il tuo animo
con paure e preoccupazioni
per il domani.
Non caricare il tuo cuore
con la miseria di ieri.
Vivi oggi.

viverepresente

Valutazione: 0 voti

inviato da Leo, inserito il 13/07/2006

TESTO

16. Saper vivere

Omar Falworth

Se sei disposto a dimenticare ciò che hai fatto per gli altri

e a ricordare ciò che gli altri hanno fatto per te.

Se sei pronto a non tener conto di ciò che la vita ti deve,

ma a prendere nota di ciò che tu devi alla vita.

Ma soprattutto, se riesci a capire che tu sei negli altri

e gli altri sono in te e che la cosa più importante della vita
non è ciò che riuscirai a prendere da essa,

ma ciò che riuscirai a darle....

Allora avrai imparato a vivere.

Il valore della vita non sta in ciò che fai,
ma in ciò che riesci ad amare di ciò che fai;
puoi fare tante cose, ma se non riesci ad amarle,
il tuo fare non serve a nulla,

e la tua vita non vale nulla.

Il valore della tua vita non sta in ciò che hai,
ma in ciò che sei;
perché in realtà nessuno non ha niente.
L'unica cosa che si può avere è se stessi,
se hai te stesso, hai tutto il mondo

e la tua vita vale più del mondo.

Il valore della tua vita non sta in ciò che pensi:
puoi pensare tutto il bene del mondo,
ma se non ti adoperi per farne almeno un po'
è come se pensassi il male,

e la tua vita non vale nulla.

Il valore della tua vita si misurerà
quando starai per perderla;

se lascerai il mondo un pochino migliore di come l'hai trovato
...allora sarà grande.

...Sai vivere quando...
pur vivendo in questo mondo complicato resti semplice,
pur vivendo in questo mondo ingiusto resti giusto,
pur vivendo in questo mondo disonesto resti onesto,
pur vivendo in questo mondo falso resti autentico,

pur vivendo in questo mondo sporco resti pulito.

Ma soprattutto, sai vivere quando
pur vivendo in questo mondo con poco amore riesci ad amare
ma ancor di più sai vivere

se, nonostante tutto, amerai lo stesso questo mondo.

viverevitasenso della vitaamoreimpegnoresponsabilitàottimismointerioritàesteriorità

Valutazione: 0 voti

inviato da Pat, inserito il 21/02/2006

RACCONTO

17. Ambra: tra globalizzazione e universalismo

M. Mezzini, C. Rossi, Gli specchi rubati. Percorsi multiculturali nella scuola elementare

In un paese né grande né piccolo, da qualche parte in Italia, vive una bambina che si chiama Ambra, nome derivato dalla parola anbar che in arabo significa "preziosa".

Al mattino Ambra si alza presto e fa colazione con i corn-flakes, prodotti a base di cereali e di mais, originario del Messico. Poi si veste indossando una felpa di cotone, pianta originaria dell'India, introdotta in Europa dagli arabi alla metà del IX secolo. L'etichetta della felpa dichiara: "made in Taiwan".

Ambra va a scuola e risolve problemi utilizzando numeri indiani, portati in Europa dagli arabi. Durante la ricreazione mangia una banana cresciuta ai tropici e fa una partita a scacchi, gioco di antichissima origine, probabilmente indiana. Racconta poi alla sua amica Sara - che porta il nome di origine ebraica, della santa protettrice degli zingari - come ha trascorso la domenica. Utilizza parole quali computer, videogame, film, judo, chimono, rispettivamente prese a prestito dall'inglese e dal giapponese.

Alla mensa scolastica mangia spaghetti al pomodoro, e forse non sa che la pasta è stata inventata dai cinesi e che il pomodoro, sconosciuto in Europa fino al '500, fu importato dalle Americhe.

Nel pomeriggio l'insegnante d'inglese parla di Halloween, la festa più amata dai bambini americani e Ambra si ricorda di aver sentito raccontare qualcosa di molto simile dalla sua nonna, originaria della Calabria.

Tornata a casa si concede un po' di tempo davanti alla TV. Mentre guarda i suoi cartoni animati giapponesi e un documentario sui Masai sgranocchia una barretta di cioccolato, ottenuta dalla lavorazione del cacao, coltivato esclusivamente nelle zone tropicali.

Per sfuggire la presenza di sua sorella che si sta impasticciando i capelli con l'henné, polvere naturale colorante usata tradizionalmente dalle donne del Medio Oriente e del Maghreb, Ambra si rifugia nell'angolo preferito della sua stanza, su un tappeto pakistano, probabilmente fabbricato da un suo coetaneo.

Fantastica di praterie, cavalli e "tepee", indiani, masticando una caramella balsamica all'eucalipto, pianta originaria australiana.

Nel frattempo anche papà è tornato. A tavola Ambra ascolta confusa un suo commento alle notizie del telegiornale: «Tutti questi stranieri minacciano la nostra tradizione e non hanno proprio niente da insegnarci».

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inviato da Maddalena Rotolo, inserito il 05/01/2006

PREGHIERA

18. La vita in brutta copia   1

Signore, perché la vita è solo in brutta copia?

Perché non mi concedi un'altra possibilità in modo da presentare un compito finalmente decente, ben ripulito, quasi perfetto, dopo avere eliminato gli errori più marchiani, aggiustato la punteggiatura, calibrato gli aggettivi, restaurato grammatica e sintassi, sistemato accenti e doppie, rappezzato i verbi?

Sarebbe bello, all'esame finale, quello di riparazione, presentarti una vita in bella copia con una scrittura elegante e un foglio immacolato, dopo aver rimediato agli sbagli e alle dimenticanze e alle sfasature più grossolane della prova precedente.

Ma, questi, sono pensieri futili e perfino pericolosi. Devo convincermi, piuttosto, che la vita è bella in brutta copia. E tu gradisci l'improvvisazione, la spontaneità, la freschezza, l'inesperienza. Devo imparare a vivere "di getto", a dipingere la mia parete a fresco, ad affidarmi all'ispirazione del momento e non al suggeritore dell'esperienza. Devo imparare a scrivere magari con qualche sgarro le molte incertezze, e diverse frasi illeggibili (ma che tu sai interpretare bene ugualmente).

Devo affrontare il rischio di una vita "improvvisata" nel migliore dei modi, inventata giorno per giorno come cosa nuova, mai vista. Quanto agli errori, devo ricordare che sono stati cancellati una volta per sempre su quella collina, in un meriggio di sangue, allorché Tu sei stato costretto a "improvvisare" una morte che non conoscevi.

Signore, toglimi ogni illusione a riguardo: Tu non mi concedi una nuova edizione - riveduta e migliorata - (si dice sempre così) della vita che sto conducendo, anche perché mi servirebbe, probabilmente, per commettere altri errori. Signore, rendimi cosciente che Tu esigi da me addirittura la perfezione... in brutta copia.

vitaviveresenso della vitasbagliare

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inviato da Don Welman Minoia, inserito il 01/01/2006

ESPERIENZA

19. Vita!!!

"Non sapevo vivere. Nulla viveva in me, anche se affermavo il contrario. Ho chiesto perdono al Signore perché Lui mi aveva donato la vita, ma io non sapevo accoglierla. Ebbene, sei mesi dopo, un bel giorno, ho capito improvvisamente e ho visto che il Signore mi aveva risuscitato. E da quel giorno è iniziato un cammino di pace, un cammino di vita in cui nulla oppone più resistenza" (Giovanni, 19 anni).

"Ho cominciato a lavorare nelle discoteche e l'ho fatto per cinque anni. Ho conosciuto droga, alcolici, sesso, omosessualità. Sono stata distrutta, tradita, ingannata. Ero diventata l'ombra di me stessa. Un giorno, nel momento in cui stavo per suicidarmi, il Signore è venuto a prendermi tra le sue braccia e per la prima volta mi sono fatta dire: "Io ti amo" e ho voluto vivere di nuovo" (Anna, 21 anni).

"Ti è mai capitato di aver voglia di morire? Per molto tempo tutte le mattine guardavo dalla finestra dicendo a me stessa: "Ora mi butto!". Oggi non voglio più morire, perché ho scoperto che Gesù è vivo! Questa è la mia preghiera, il mio grido "Gesù è vivo!"" (Viviana, 17 anni).

"Ho 19 anni e ho capito, dopo un tentato suicidio a 17 anni - che è fallito - che non potevo rimanere a non far niente della mia vita... Ora sono pronta, moralmente e fisicamente, a dare due o tre anni della mia vita per aiutare coloro che hanno bisogno senza ricevere nulla in cambio. E il fatto di non ricevere nulla in cambio (diciamo materialmente) è molto importante per me. Non credo che potrei costruire la mia vita, o perlomeno una parte di essa, senza offrire un po' della mia gioventù, allo scopo di dare il massimo di me stessa" (Giusy).

senso della vitaviverevita

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inviato da Don Giovanni Benvenuto, inserito il 23/09/2005

TESTO

20. Accetta

Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati, quando avremo un primo figlio o un secondo. Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli per questo o per quello e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti.

In seguito siamo esasperati per il loro comportamento da adolescenti.

Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato quest'età.

Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l'auto, quando faremo delle vacanze meravigliose, quando non saremo più costretti a lavorare.

Ma se non cominciamo una vita piena e felice ora, quando lo faremo?

Dovremo sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere.

Tanto vale accettare questa realtà e decidere d'essere felici, qualunque cosa accada.

Alfied Souza diceva:

"Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la mia vita sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c'erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa d'irrisolto, un affare che richiedeva ancora tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati.

In seguito la vita sarebbe cominciata. Finalmente ho capito che questi ostacoli: erano la vita."

Questo modo di percepire le cose ci aiuta a capire che non c'è un mezzo per essere felici ma la felicità è il mezzo.

Di conseguenza gustate ogni istante della vostra vita e gustatelo ancora di più quando potete dividerlo con una persona cara, una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita.

Ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno.

Allora smettete di aspettare di finire la scuola, di tornare da scuola, di perdere 5 kg, di avere dei figli, di vederli andare via di casa.

Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi.

Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova.

Smettete di aspettare la primavera, l'estate, l'autunno o l'inverno.

Smettete di aspettare di lasciare questa vita, e decidete che non c'è momento migliore per essere felici che il momento presente. Quello donato da Dio.

La felicità e le gioie della vita non sono delle mete, ma un viaggio.

Un pensiero per oggi:
Lavorate, come se non aveste bisogno di soldi.
Amate, come se non doveste soffrire mai.

Ballate, come se nessuno vi guardasse.

Ora rifletti bene e cerca di rispondere a queste domande:
Nomina le 5 persone più ricche del mondo.
Nomina le 5 ultime vincitrici del concorso Miss Universo.
Nomina 10 vincitori del premio Nobel.

Nomina i 5 ultimi vincitori del premio Oscar come migliore attore od attrice.
Come va? Male? Non preoccuparti.
Nessuno di noi ricorda i migliori di ieri.
E gli applausi se ne vanno! E i trofei si impolverano!
I vincitori sì dimenticano!

Adesso rispondi a queste altre:

Nomina 3 professori che ti hanno aiutato nella tua formazione.
Nomina 3 amici che ti hanno aiutato in tempi difficili.
Pensa ad alcune persone che ti hanno fatto sentire speciale.

Nomina 5 persone con cui passi volentieri il tuo tempo.

Come va? Meglio? Le persone che segnano la differenza nella tua vita non sono quelle con le migliori credenziali, con molti soldi, o i migliori premi... sono quelle che si preoccupano per te, che si prendono cura di te, quelle che ad ogni modo stanno con te.

Rifletti un momento. La vita è molto corta!

Tu, in che lista sei? Non lo sai?... Permettimi di darti un aiuto...

Non sei tra i famosi,... però sei tra quelli perché il Signore ha voluto che tu fossi mio fratello o mia sorella.

vitaviveresenso della vitaaccettazioneaccettazione di sépositivitàottimismo

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inviato da Claudio Fiorini, inserito il 28/07/2004

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