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TESTO

1. Ascoltare per conoscere   1

Enzo Bianchi

Solo ascoltando l'altro si inizia un cammino che può portare all'amore, alla comunione. Avviene così tra gli uomini, avviene così anche con Dio: il primo modo di conoscerlo è prestare ascolto alla sua Parola.

ascoltareascoltoParola di Dioconoscere Dio

Valutazione: 0 voti

inviato da Eremo San Biagio, inserito il 14/05/2014

TESTO

2. Ascoltare

Goethe

Comunicare è un bisogno, ascoltare un'arte.

ascoltocomunicazionedialogo

Valutazione: 1.0/5 (1 voto)

inviato da Qumran2, inserito il 14/04/2014

TESTO

3. Ascolto   5

Mahatma Gandhi

Se urli tutti ti sentono. Se bisbigli ti sente solo chi ti sta vicino. Ma se stai in silenzio solo chi ti ama ti ascolta.

ascoltovicinanzasilenzioamorebisogninecessitàattenzione all'altro

Valutazione: 4.1/5 (9 voti)

inviato da Qumran, inserito il 20/09/2013

TESTO

4. Chiedere "come stai"   3

Io penso che sarebbe molto più educato chiedere: "come stai", solo quando si è veramente interessati alla risposta, solo quando si sa di avere un po' di tempo a disposizione per ascoltare l'altra persona.

attenzioneamoresolidarietàascoltointeresse

Valutazione: 3.0/5 (5 voti)

inserito il 23/09/2012

TESTO

5. Il vero ascolto   1

Spesso quando ascoltiamo pensiamo quello che dobbiamo rispondere. Ma questo è sentire.

Ascoltare è dimenticare se stessi e ascoltare la persona che parla.

ascolto

Valutazione: 5.0/5 (1 voto)

inserito il 11/08/2012

PREGHIERA

6. Preghiera per l'educazione

CEI, Educare alla Vita buona del Vangelo

Maria, Vergine del silenzio,
non permettere che davanti alle sfide di questo tempo
la nostra esistenza sia soffocata
dalla rassegnazione o dall'impotenza.
Aiutaci a custodire l'attitudine all'ascolto,
grembo nel quale la parola diventa feconda

e ci fa comprendere che nulla è impossibile a Dio.

Maria, Donna premurosa,

destaci dall'indifferenza che ci rende stranieri a noi stessi.
Donaci la passione
che ci educa a cogliere il mistero dell'altro
e ci pone a servizio della sua crescita.
Liberaci dall'attivismo sterile,

perché il nostro agire scaturisca da Cristo, unico Maestro.

Maria, Madre dolorosa,
che dopo aver conosciuto l'infinita umiltà di Dio
nel Bambino di Betlemme,

hai provato il dolore straziante di stringerne tra le braccia
il corpo martoriato,
insegnaci a non disertare i luoghi del dolore;
rendici capaci di attendere con speranza
quell'aurora pasquale

che asciuga le lacrime di chi è nella prova.

Maria, Amante della vita,
preserva le nuove generazioni
dalla tristezza e dal disimpegno.
Rendile per tutti noi sentinelle
di quella vita che inizia il giorno in cui ci si apre,
ci si fida e ci si dona.

educazionemariaascoltoimpegnoresponsabilità

Valutazione: 0 voti

inviato da Qumran2, inserito il 24/06/2012

TESTO

7. Decalogo della parola   2

Pino Pellegrino, Marino Gobbin, Omelie per un anno, Vol. 1 - Anno A, Elledici 2004

1. Prima di parlare controlla che il cervello sia inserito.

2. Non parlare di te: lascia che siano gli altri a scoprirlo.

3. Regala parole buone: la scienza sta ancora cercando una medicina più efficace delle parole buone.

4. Non dire tutto ciò che pensi, ma pensa a tutto ciò che dici.
5. Adopera ragioni forti con parole dolci.

6. Quando parli, pensa all'insalata: è buona se ha più olio che aceto.

7. Non basta parlare: bisogna comunicare. Chi parla difficile non comunica.
8. Ascolta! Ascoltare è la forma più raffinata di parlare.

9. Quando senti altrui mancamenti, serra la lingua tra i denti.
10. Parla per ultimo: sarai ricordato per primo.

parlarepredicaresaggezzacomunicarecomunicazioneascoltodolcezzabontàumiltà

Valutazione: 3.5/5 (2 voti)

inviato da Qumran2, inserito il 07/05/2012

TESTO

8. Parola di Dio o Corpo di Cristo?

Cesario di Arles, Cesario di Arles, Sermo 78, 2

Vi domando, fratelli e sorelle, che cosa vi sembra più importante: la Parola di Dio, o il Corpo di Cristo? Se volete rispondere bene, dovete senza dubbio dire che la Parola di Dio non è da meno del Corpo di Cristo. E allora, se poniamo tanta cura quando ci viene consegnato il Corpo di Cristo perché nulla di esso cada per terra dalle nostre mani, non dovremmo porre altrettanta attenzione perché la Parola di Dio, che ci è offerta, non sfugga dal nostro cuore, cosa che avverrebbe se stiamo pensando ad altro? Colui che avrà ascoltato con negligenza la Parola di Dio non sarà meno colpevole di colui che, per la propria negligenza, avrà fatto cadere a terra il Corpo di Cristo.

sacra scritturaparola di Diobibbiavangeloeucarestiaeucaristiaascolto

Valutazione: 3.5/5 (2 voti)

inviato da Qumran2, inserito il 28/04/2012

TESTO

9. Come consolare gli afflitti

Agata Fernandez Motzo, Mio tutto oltre la morte

Se non trovo altro modo, si può consolare una persona anche col silenzio, con la sola presenza, purché si faccia con amore: basta un sorriso che esprima la dolcezza della comprensione. Meglio se il silenzio è accompagnato dalla preghiera del cuore. In questo caso forse mi sarà suggerita anche qualche parola. Da chi? Dallo Spirito Santo, che è il vero Consolatore.

consolazionesilenzioascoltocondivisioneempatiasofferenzadolore

Valutazione: 0 voti

inviato da Agata Fernandez Motzo, inserito il 09/04/2012

TESTO

10. L'esperienza del deserto

Klaus Berger, Gesù, pp. 134-137

Nel deserto non c'è altro che sabbia e vento, nuvole e sole.

E' il paesaggio della Bibbia e lì si possono fare esperienze bibliche.

Il deserto, infatti, ha a che fare con noi e con Dio, perché li esistiamo soltanto noi e la vastità.

Fino a che punto un essere umano deve fare silenzio per sentire davvero parlare di Dio?

Nel deserto è questione di vita o di morte, della prima domanda della filosofia, come sia possibile che esista qualcosa e non piuttosto il nulla.

Grazie a Gesù sappiamo che dove inizia il silenzio non c'è soltanto Dio, ma anche il diavolo, che rappresenta la pura disperazione e la meschina assurdità.

E chi percepisce soltanto la sabbia sotto di sé e il cielo sopra di sé comprende la frase apocrifa di Gesù, secondo cui egli avrebbe detto: Chi vuole entrare in contatto con Dio ha bisogno di dieci cose, nove parti di silenzio e una di solitudine.

Il silenzio è indispensabile per non confondere la parola di Dio con la propria.

Nella preghiera solitaria, infatti, Gesù non tiene una comizio a Dio, ma tace, finché non lo sente parlare.

Con i misteri del deserto, infatti, è così: chi si avventura nel deserto è già diventato un altro.

Il deserto e le esperienze che si fanno in esso vivono di contrasti estremi.

Il freddo della notte si trova in contrasto stridente con il calore del giorno.
Il silenzio del paesaggio rimbomba come un tuono.

E dato che le cose esterne sono sempre uguali, quanto è decisivo avviene nell'interno, nell'intimo dell'essere umano.

Proprio per questo qui la monotonia è estremamente emozionante, perché il nostro cuore popola la vastità, in essa, innanzitutto, riesce finalmente a riconoscersi.

E così attraverso i contrasti del deserto, impariamo a capire in modo nuovo che cosa sia la vita.

Il fascino del deserto sta nella tensione tra ciò che ci si è portati dietro e la vastità, tra la nostra piccolezza e l'immensità esterna.

Chi prega in solitudine sta direttamente davanti a Dio, nulla lo distrae, niente si frappone, così come si è direttamente messi a confronto con la morte.

Lì impara a riflettere nel tempo sull'eternità e a non essere triste nel fare questo, ma molto più ricco di quanto sia la maggior parte degli altri.

desertosolitudineinterioritàpreghieraascoltosilenzio

Valutazione: 0 voti

inviato da Cesarina Volontè, inserito il 14/03/2012

TESTO

11. Orecchie e bocca   2

Epitteto

Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà.

ascolto

Valutazione: 0 voti

inviato da Qumran2, inserito il 05/03/2012

TESTO

12. Tempo   1

Dietrich Bonhoeffer

Colui che stima il suo tempo troppo prezioso per poterlo perdere ad ascoltare gli altri, in realtà non avrà mai tempo né per Dio né per il prossimo; ne avrà soltanto per se stesso e per le proprie idee.

ascoltoaperturachiusuradisponibilità

Valutazione: 2.0/5 (1 voto)

inviato da Qumran2, inserito il 11/08/2011

TESTO

13. Essere come te, Signore

Don Angelo Saporiti

Signore Gesù, facci essere come te:
sciolti e fermi quando si tratta amare senza condizioni.
Fa' che accarezziamo senza trattenere.
Fa' che amiamo senza incatenare.
Fa' che abbracciamo senza soffocare.
Fa' che ascoltiamo senza giudicare.
Fa' che consigliamo senza imporre.
Fa' che doniamo senza pretendere.
Fa' che il nostro amare sia una danza gioiosa e leggera
che ci fa sentire sulla pelle e nel cuore
i brividi della tua presenza meravigliosa in mezzo a noi.
Amen.

amoreserviziodonodonareascoltogratuità

Valutazione: 0 voti

inviato da Don Angelo Saporiti, inserito il 19/04/2011

TESTO

14. La vera preghiera   1

Soren Kierkegaard

La vera preghiera non è quando Dio sta ad ascoltare ciò che noi gli domandiamo; ma quando l'orante continua a pregare fino a che sia egli colui che ascolta: che ascolta ciò che Dio vuole.

preghierarapporto con Diovolontà di Dioascoltodomandaperseveranza

Valutazione: 4.0/5 (1 voto)

inviato da Qumran2, inserito il 10/03/2011

TESTO

15. Custodire la Bibbia

Sinodo dei Vescovi 2008

Custodite nelle vostre case la Bibbia,

leggete, approfondite e comprendete pienamente le sue pagine,
trasformatele in preghiera e testimonianza di vita,

ascoltatela con amore e fede nella liturgia.

Create il silenzio
per ascoltare con efficacia la Parola del Signore
e conservate il silenzio dopo l'ascolto,
perché essa continuerà a dimorare,

a vivere e a parlare a voi.

Fatela risuonare all'inizio del vostro giorno
perché Dio abbia la prima parola
e lasciatela echeggiare in voi alla sera
perché l'ultima parola sia di Dio.

parola di Diosacra scritturabibbiaascoltosilenzio

Valutazione: 3.0/5 (2 voti)

inviato da Don Giuseppe Ghirelli, inserito il 05/09/2010

TESTO

16. Parola e silenzio   2

Dietrich Bonhoeffer

Facciamo silenzio
prima di ascoltare la Parola,
perché i nostri pensieri
sono già rivolti verso la Parola.

Facciamo silenzio
dopo l'ascolto della Parola,
perché questa ci parla ancora,
vive e dimora in noi.

Facciamo silenzio
la mattina presto,
perché Dio deve avere la prima Parola,
e facciamo silenzio
prima di coricarci,
perché l'ultima Parola
appartiene a Dio.

Facciamo silenzio
solo per amore della Parola.

parola di Diosacra scritturabibbiaascoltosilenzio

Valutazione: 0 voti

inviato da Don Giuseppe Ghirelli, inserito il 05/09/2010

TESTO

17. Io e te

Cristina Carmagnola

Ti ho visto fare il girotondo con quei bambini, sulla spiaggia.
Ti ho sentito nel mare, nel vento.

Ti ho guardato, crocefisso, con le braccia aperte per un abbraccio universale.

Ti ho perso, chiedendomi dov'eri, davanti alla foto di un bimbo di 5 anni, dilaniato dallo scoppio di una mina.

Ti ho chiesto perché gli uomini non ascoltano la tua voce, il tuo richiamo incessante.
Ti ho parlato, sperando di avere una risposta.

Ti ho urlato tutto il mio dolore e la rabbia, quando è morto mio nonno.
Ti ho sfidato dicendoti: «Tanto tu stai lassù!»
Ti ho chiesto aiuto, perché la mia fede è in crisi.

Ti ho sussurrato la mia gioia, in tutti i momenti belli.

E Tu…

...mi hai sorriso attraverso gli occhi dei bambini.

...mi hai ascoltata quando andavo verso il mare, nel vento, per stare con te.

...mi hai guardata dalla croce, donando il tuo sangue anche per me.

...mi osservavi e piangevi insieme a me per ogni morte innocente.

...mi hai spiegato che l'uomo è libero di fare le sue scelte, nel bene e nel male; libero anche di non ascoltarti.

...mi hai parlato, ma ti sei accorto che adesso ero io a tapparmi le orecchie.

...mi hai fissata, comprendendo fino in fondo alla mia anima il dolore di aver perso una persona amata.

...mi hai perdonato con un abbraccio la mia presunzione e mi sono resa conto che non c'è stato un attimo della mia vita in cui tu mi abbia lasciata sola.

...mi hai aiutata non in un solo modo, ma in 100 modi diversi.

...mi hai sussurrato la tua gioia per tutti i miei momenti belli.

Mi hai amata...

rapporto con Diopresenza di Diolibertàaperturaamore di Diosilenzioascoltochiusura

Valutazione: 5.0/5 (1 voto)

inviato da Cristina Carmagnola, inserito il 14/08/2010

TESTO

18. Impara a saperti fermare   1

Aldo Aluffi, Nell'iniziativa di Dio, ed. Pro Sanctitate

Gli rispose Gesù: "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo". (Mt 8,20)

Un segno abituale della ricchezza è di essere, o di apparire molto occupato. Il ricco, o colui che mira ad esserlo, conta i minuti che gli sfuggono, come altrettanti guadagni che sfumano. Lui, Gesù, non si mostrava, mai preso dall'impazienza o dalla fretta di finire. Segno della sua padronanza su se stesso, segno soprattutto della sua totale dedizione agli altri. Il suo tempo non è più prezioso di quello degli infelici che lo assediano; il suo tempo, in realtà, non è suo, ma di tutti coloro che hanno bisogno di lui.

Impara da Gesù a saperti fermare, a dedicare il tuo tempo a chi ti chiede ascolto o compagnia, a combattere la fretta, la superficialità, la distrazione.

tempovalore del tempofrettacalmaascoltopovertàricchezzadisponibilità

Valutazione: 0 voti

inviato da D'Augelli Mariagrazia, inserito il 08/12/2009

PREGHIERA

19. Preghiera strampalata   1

Adolfo Rebecchini

Signore, tutti urlano!

Aiutami...

Ad abbassare il tono della mia voce.
A trovare il silenzio dentro e fuori di me.
Ad ascoltare le parole appena sussurrate.
A sentire il profumo di un fiore appena sbocciato.
A discernere il bene dal male.
Ad usare sempre parole buone.
A benedire e non a maledire.

A comprendere i sogni e i desideri nascosti nel cuore della gente.
Ad inginocchiarmi davanti al tuo Santissimo Corpo.
Ad essere un uomo dalle mani dure ma dal cuore buono.
A riconoscere sempre i miei errori.
A togliere l'orgoglio dalla mia vita.
A portare ogni giorno la mia croce.
A riconoscerti nel volto di ogni persona.
Ad amare mia moglie di un amore eterno e sempre nuovo.
Ad accettare che i miei figli non sono "cosa mia".
Ad essere in ogni luogo espressione della tua felicità.
Aiutami, Signore, a riconoscere sempre la tua voce.
Amen!

vitasilenziodelicatezzaascoltoserenitàtranquillitàumiltà

Valutazione: 3.5/5 (2 voti)

inviato da Adolfo Rebecchini, inserito il 07/12/2009

PREGHIERA

20. Maria, donna dei nostri giorni   2

Tonino Bello, Maria donna dei nostri giorni, Edizioni San Paolo

Santa Maria, donna dei nostri giorni, vieni ad abitare in mezzo a noi. Tu hai predetto che tutte le generazioni ti avrebbero chiamata beata. Ebbene, tra queste generazioni c'è anche la nostra, che vuole cantarti la sua lode non solo per le cose grandi che il Signore ha fatto in te nel passato, ma anche per le meraviglie che egli continua a operare in te nel presente.

Fa' che possiamo sentirti vicina ai nostri problemi. Non come Signora che viene da lontano a sbrogliarceli con la potenza della sua grazia o con i soliti moduli stampati una volta per sempre. Ma come una che, gli stessi problemi, li vive anche lei sulla sua pelle, e ne conosce l'inedita drammaticità, e ne percepisce le sfumature del mutamento, e ne coglie l'alta quota di tribolazione.

Santa Maria, donna dei nostri giorni, liberaci dal pericolo di pensare che le esperienze spirituali vissute da te duemila anni fa siano improponibili oggi per noi, figli di una civiltà che, dopo essersi proclamata postmoderna, postindustriale e postnonsoché, si qualifica anche come postcristiana.

Facci comprendere che la modestia, l'umiltà, la purezza sono frutti di tutte le stagioni della storia, e che il volgere dei tempi non ha alterato la composizione chimica di certi valori quali la gratuità, l'obbedienza, la fiducia, la tenerezza, il perdono. Sono valori che tengono ancora e che non andranno mai in disuso. Ritorna, perciò, in mezzo a noi, e offri a tutti l'edizione aggiornata di quelle grandi virtù umane che ti hanno resa grande agli occhi di Dio.

Santa Maria, donna dei nostri giorni, dandoti per nostra madre, Gesù ti ha costituita non solo conterranea, ma anche contemporanea di tutti. Prigioniera nello stesso frammento di spazio e di tempo. Nessuno, perciò, può addebitarti distanze generazionali, né gli è lecito sospettare che tu non sia in grado di capire i drammi della nostra epoca.

Mettiti, allora, accanto a noi, e ascoltaci mentre ti confidiamo le ansie quotidiane che assillano la nostra vita moderna: lo stipendio che non basta, la stanchezza da stress, l'incertezza del futuro, la paura di non farcela, la solitudine interiore, l'usura dei rapporti, l'instabilità degli affetti, l'educazione difficile dei figli, l'incomunicabilità perfino con le persone più care, la frammentazione assurda del tempo, il capogiro delle tentazioni, la tristezza delle cadute, la noia del peccato. ..

Facci sentire la tua rassicurante presenza, o coetanea dolcissima di tutti. E non ci sia mai un appello in cui risuoni il nostro nome, nel quale, sotto la stessa lettera alfabetica, non risuoni anche il tuo, e non ti si oda rispondere: «Presente!».

Come un' antica compagna di scuola.

Mariaquotidianitàmadonnamadreascoltoconsolazione

Valutazione: 0 voti

inviato da Barbara Battilana, inserito il 18/07/2009

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