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Hai cercato i temi essenzialità tra i ritagli di tipo racconto

Hai trovato 4 ritagli

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RACCONTO

1. Essenzialità

Il filosofo Diogene non solo era contrario ad ogni lusso, ma evitava di utilizzare e di possedere tutto ciò che non era strettamente necessario. Fedele ai suoi principi, egli viveva in una botte ed unico suo utensile era una ciotola di legno con la quale prendeva l'acqua per bere.

Un giorno, mentre passeggiava per la città, vide un bambino che, per bere, prendeva acqua da una fontana utilizzando solo le mani. Così, ritenendola un inutile lusso, Diogene gettò via la sua ciotola.

essenzialitàpovertà

3.0/5 (2 voti)

inviato da Qumran2, inserito il 05/07/2013

RACCONTO

2. Sassi   3

Un giorno, un anziano professore della "Scuola Nazionale di Amministrazione Pubblica" (ENAP) fu assunto per tenere un corso sulla Pianificazione efficace del proprio tempo a un gruppo di una quindicina di dirigenti di grandi compagnie nordamericane.

Il corso costituiva una delle 5 materie della loro giornata di formazione. Il vecchio professore disponeva solo di un'ora per il suo corso. Stando in piedi, davanti a quest'elite (pronta a prender nota di tutto quello che l'esperto avrebbe insegnato) l'anziano insegnante li guardò uno ad uno, lentamente, poi disse:
"Oggi faremo un'esperienza".

E tirò fuori da sotto la cattedra che li separava un grosso recipiente (che conteneva più di 4 litri) che posò delicatamente davanti a sé. Subito dopo tirò fuori una dozzina di sassi, grandi come una palla da tennis, e li pose con delicatezza, uno per uno, dentro al grande vaso. Quando fu pieno, di modo che non era più possibile aggiungerci un altro sasso, domandò ai suoi allievi: "Secondo voi, il vaso è pieno?".
Essi risposero in coro: "Sì".

Il vecchio attese qualche secondo e poi domandò: "Veramente?". Allora si piegò e tirò fuori da sotto il tavolo un recipiente contenente del granigliato di marmo. Con minuzia, versò il granigliato nel vaso e i pezzettini andarono ad infilarsi fra un sasso e l'altro... fino alla base.

Sollevando lo sguardo verso il suo uditorio, domandò di nuovo: "E adesso è pieno?". Questa volta i suoi brillanti allievi cominciarono a comprendere, e uno di essi disse:
"Probabilmente, no".

"Bene" - riprese l'insegnante. Si piegò di nuovo, e questa volta tirò fuori un sacchetto di sabbia. Con precisione, versò la sabbia nel vaso. La sabbia riempì gli interstizi lasciati liberi dai sassi e dal granigliato.
Ancora una volta, domandò: "E adesso, il vaso è pieno?".

E questa volta, senza esitare, tutti gli allievi risposero in coro: "No!".

"Bene!", disse il vecchio. E come i suoi prestigiosi allievi si attendevano, prese la caraffa d'acqua che era sulla cattedra e riempì il vaso fino al bordo. Sollevando lo sguardo verso il gruppo, l'insegnante domandò: "Qual è la grande verità che ci dimostra questo esperimento?".

Il più audace degli allievi, riflettendo sul soggetto della materia, disse con orgoglio: "Questo dimostra che, anche quando crediamo che la nostra agenda sia completamente piena, se lo si vuole veramente, possiamo aggiungere ancora qualche appuntamento, qualcosa da fare".

"No - rispose il vecchio prof. - non si tratta di questo. La grande verità che ci dimostra quest'esperienza è la seguente: Se noi non infiliamo i sassi per primi nel vaso, non potremo mai farceli stare tutti, dopo!".

Ci fu un profondo silenzio. Ciascuno prendeva coscienza dell'evidenza di questa verità.

Il vecchio prof., allora, aggiunse: "Quali sono i grandi sassi nella vostra vita? La salute? La Famiglia? Gli amici? Realizzare i vostri sogni? Fare quello che vi piace? Imparare? Difendere una causa? Riposarsi? Dare ad ogni cosa il suo tempo? O... qualsiasi altra cosa? Quello che dovete imparare, è l'importanza di mettere i GROSSI SASSI in primo piano, nella vostra vita, se no rischierete di fallire! Se darete la precedenza alle quisquiglie (il granigliato, la sabbia) riempirete la vita di stupidaggini e non avrete abbastanza tempo da consacrare agli elementi importanti della vostra vita. Allora, non dimenticate di porvi la domanda: Quali sono le grosse pietre della mia vita? E in seguito, mettetele nel vaso!".

Con un gesto amicale della mano, il professore salutò il suo auditorio e abbandonò lentamente l'aula.

tempoessenzialitàessenzialeprogrammazioneprioritàsuperfluo

5.0/5 (4 voti)

inviato da Don Giovanni Benvenuto, inserito il 10/11/2005

RACCONTO

3. Le pillole per la sete

Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe, XXIII

"Buon giorno", disse il piccolo principe.
"Buon giorno", disse il mercante.

Era un mercante di pillole perfezionate che calmavano la sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere.
"Perché vendi questa roba?" disse il piccolo principe.

"E' una grossa economia di tempo" disse il mercante. "Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano cinquantetrè minuti alla settimana".
"E che cosa se ne fanno di questi cinquantatrè minuti?".
"Se ne fa quel che si vuole..."

"Io", disse il piccolo principe, "se avessi cinquantatrè minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana...".

tempoessenzialitàtecnicavalore del tempo

inviato da Don Angelo, inserito il 09/05/2002

RACCONTO

4. Cosa importa?

Anthony De Mello

Un discepolo disse al suo guru che sarebbe andato in un luogo lontano per meditare e che sperava di tornare illuminato. Così, ogni sei mesi, il discepolo spediva al guru una lettera per riferirgli dei progressi che stava compiendo.

Una prima lettera diceva: "Ora capisco cosa significa rinunciare a se stessi per far posto a Dio". Il guru stracciò il foglio e lo gettò nel cestino della carta.

Dopo sei mesi ricevette un'altra lettera che diceva: "Ora ho raggiunto la sensibilità nei confronti di tutti gli esseri viventi". Il guru la strappò.

Una terza lettera diceva: "Ora capisco il segreto del vivere in comunità". Anche questa fu stracciata.

La cosa andò avanti per quattro anni e poi non arrivarono più missive. Dopo un po' il guru cominciò a preoccuparsi. Finalmente ricevette una lettera dal giovane. C'era scritto: "Cosa importa?". E quando il guru l'ebbe letta, esclamò: "Ce l'ha fatta! Ce l'ha fatta! Finalmente ha capito! Ha capito!".

essenzialitàcrescitaabbandonovita

inviato da Emilio Centomo, inserito il 08/05/2002