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Hai cercato i temi confessione tra i ritagli di tipo preghiera

Hai trovato 3 ritagli

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PREGHIERA

1. Tu sei esagerato, mio Dio!   5

Don Angelo Saporiti

Grazie, Signore,
perché tu non ci tieni prigionieri,
ma ci lasci andare,
anche se sai che ci perderemo.
Grazie, perché quando torniamo da te,
tu ci corri incontro,
non ci rinfacci niente,
ma ci butti le tue braccia al collo.
Grazie, Signore,
perché con noi tu hai sempre pazienza
e la tua pazienza è già il segno di una festa.
Grazie, Signore,
perché tu sei esagerato,
sei eccessivo nel volerci bene.
Ma l'amore vero è sempre così.
Come te.
Perché tu sei l'amore
e amandoci ci doni la tua vita.
Amen.

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4.5/5 (4 voti)

inviato da Don Angelo Saporiti, inserito il 23/01/2012

PREGHIERA

2. Aprire al futuro   1

beato Luigi Boccardo

O Signore, facciamo un patto: tu mi condoni tutte le colpe e le pigrizie del passato, in modo che la mia vita passata fino ad oggi sia tutta ben aggiustata, ed io ti prometto di cominciar proprio da oggi una vita nuova!

conversionepigriziaconfessione

5.0/5 (2 voti)

inviato da Luca, inserito il 02/06/2009

PREGHIERA

3. Peccare   4

Michel Quoist, Preghiere

Sono caduto, Signore.
Ancora.
Non ne posso più, mai ce la farò.

Ho vergogna di me, non oso più guardarti.
Pure, ho lottato, Signore, perché ti sapevo vicino a me, chino su di me, attento.
Ma la tentazione si è scatenata come una tempesta,
ed ho voltato il capo,
e mi sono allontanato,
mentre tu restavi, silenzioso e dolorante,
come un fidanzato tradito che vede il suo amore allontanarsi nelle braccia del rivale.

Quand'è cessato il vento, caduto di colpo come di colpo s'era scatenato,
quando s'è spento il fulmine dopo aver fieramente illuminato la penombra,
in un momento, mi son ritrovato solo, vergognoso, disgustato, con il mio peccato nelle mani.

Quel peccato che mi nausea,
inutile oggetto che vorrei gettar via;
quel peccato che ho voluto e che non voglio più,
quel peccato che infine ho raggiunto allontanandoti freddamente, Signore,
quel peccato che ho colto, poi consumato, avido.
Ora lo posseggo, anzi mi possiede, come la tela del ragno tiene prigioniero il moscerino.

E' mio,
mi sta attaccato,
è entrato in me,
non posso disfarmene.

Mi pare che si veda,
ho vergogna di stare in piedi, vorrei strisciare per sfuggire gli sguardi,
ho vergogna di comparire davanti al mio amico,
ho vergogna di comparire davanti a te, o Signore,
perché tu mi amavi ed io ti ho dimenticato.
ti ho dimenticato perché ho pensato a me.

Signore, non guardarmi così.
Perché sono nudo,
sono sporco,
sono a terra,
lacero,
non ho più forze,
non oso più promettere nulla,
non posso che restare là, curvo, innanzi a te.

Via, piccolo, rialza il capo.
Non è soprattutto il tuo orgoglio ferito?
Se mi amassi, avresti dispiacere, ma avresti fiducia.
Credi che l'amor di Dio abbia limiti?
Credi che un solo momento Io abbia cessato di amarti?
Ma fai ancora affidamento su di te, piccolo,
non devi fare affidamento che su di me.

Chiedimi perdono
e poi rialzati vivamente,
perché, vedi, la cosa più grave non è cadere,
ma restare a terra.

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5.0/5 (2 voti)

inserito il 21/04/2005