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TESTO Commento su Giovanni 5,31-47

Casa di Preghiera San Biagio FMA  

Giovedì della IV settimana di Quaresima (30/03/2006)

Vangelo: Gv 5,31-47 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Dalla Parola del giorno

Se fossi io a render testimonianza a me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera; ma c'è un altro che mi rende testimonianza, e so che la testimonianza che egli mi rende è verace.

Come vivere questa Parola?

Interloquendo con i Giudei, Gesù presenta quattro testimoni a sostegno della sua missione: il Battista, le proprie opere, il Padre, le Scritture. Quattro "lampade" che possiamo ricondurre alla sola luce-testimonianza del Padre. La più vera, forte, inoppugnabile, incontestabile. L'uomo infatti può ingannarsi, Dio no! E in questo contesto le parole di Gesù si fanno dure nei confronti dei capi dei giudei, che pretendono di possedere in esclusiva la verità e presumono di poter essere i veri arbitri della tradizione e della legge: voi non avete mai ascoltato né visto Dio – dice loro Gesù – e ciò non vi è stato possibile perché non volete vedere né ascoltare il Padre che parla attraverso di me.

Chiediamoci: cos'è che rende i loro cuori induriti, increduli e refrattari rispetto al messaggio di Gesù? Semplice: sono troppo pieni di sé, ingombri d'orgoglio e presunzione, trattenuti dai lacci dell'ipocrisia, avidi di gloria umana e smaniosi di falsa grandezza. Come può la Parola di Dio dimorare in loro, e dunque anche in noi, se non si fa spazio all'umile accoglienza di Colui che svela il suo mistero di vero Dio e vero Uomo solo a coloro che vivono nell'amore?

Oggi, nella mia pausa contemplativa, chiedo al Signore di poter entrare con umile amore nel mistero della sua divina follia d'amore che contempliamo continuamente nel suo abbassarsi sino a noi fino a dare la vita passando attraverso l'ignominia della croce.

Fa' o Signore che la testimonianza resa a Gesù si accenda nel mio cuore abitato dalla tua divina Follia d'amore perché possa dimorare in Te con cuore innamorato e riconoscente.

La voce di un biblista contemporaneo

La vita è legata alla fede in Gesù e chi va verso Gesù, cioè orienta la propria condotta alla luce della parola di Gesù, trova la felicità duratura e sfugge la morte.
Giorgio Zevini

 

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