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TESTO Commento su Luca 4,31-37

Missionari della Via   Missionari della Via - Veritas in Caritate

Martedì della XXII settimana del Tempo Ordinario (Anno I) (02/09/2025)

Vangelo: Lc 4,31-37 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Lc 4,31-37

31Poi scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. 32Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.

33Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: 34«Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 35Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. 36Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». 37E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

Ci sorprende come anche un demone riconosca Gesù a dispetto di tanti che lo ignorano o non lo riconoscono. Siamo ridotti così male? Meno male che Dio nel suo immenso amore continua a parlare al cuore di ogni persona nonostante i nostri frequenti rifiuti! Il Vangelo di oggi ci dice che molti erano stupiti dell'insegnamento di Gesù perché aveva autorità. Gesù aveva un'autorità e insegnava con autorità, a differenza di molti scribi e dottori della legge che davano diverse interpretazioni alla Parola di Dio. Anche oggi questo accade quando, per giustificarci, facciamo dire alla Parola del Signore ciò che non dice, quando la manipoliamo per raggiungere i nostri interessi e soddisfare i nostri desideri. Un giorno conobbi una persona di fede (o almeno così sembrava) che beveva abbastanza vino. Quando gli feci notare che forse ne beveva abbastanza (anche davanti a tante altre persone, finendo per essere un po' allegrotto) così mi rispose: l'apostolo Paolo dice che «tutto è puro per i puri!» (Tt, 1,15). E così, con l'uso distorto della Parola, finì per definirsi puro e pure tutte le cose che faceva!

Ritornando al Vangelo, c'è anche un altro aspetto importante: Gesù insegnava con autorità perché quello che insegnava prima lo metteva in pratica! Prima di dirci qualcosa da fare Gesù ci dona la sua grazia per poterla fare! Non come i maestri di allora che mettevano pesanti fardelli sulle spalle della gente e loro non li toccavano nemmeno con un dito! E noi? A che punto è la nostra coerenza? Prima di guardare la pagliuzza che è nell'occhio del fratello siamo capaci di vedere la trave che è nel nostro occhio? Siamo di quelli che condannano facilmente l'operato degli altri mentre giustificano sempre il proprio? Siamo forse di quelli che quando sbagliano danno la colpa agli altri che “li hanno portati a sbagliare”? Quando andiamo a confessarci confessiamo i nostri peccati o quelli degli altri? Stasera, prima di andare a letto, chiediamo la grazia e l'umiltà di fare un buon esame di coscienza, cercando di comprendere su cosa siamo chiamati a crescere.

«I demoni se ne accorgono: che c'è fra noi e te Gesù di Nazaret? Sei venuto a rovinarci? Sì, Gesù è venuto a rovinare tutto ciò che rovina l'uomo, a spezzare catene; a portare spada e fuoco, per separare e consumare tutto ciò che amore non è; a rovinare i desideri sbagliati da cui siamo “posseduti”: denaro, successo, potere, competizione invece di fratellanza. Ai desideri padroni dell'anima, Gesù dice due sole parole: taci, esci da lui. Taci, non parlare più al cuore dell'uomo, non sedurlo. Esci dalla sua vita» (p. Ermes Ronchi).

 

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