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TESTO Trinità fondamento dell' amore

don Michele Cerutti

SS. Trinità (Anno B) (26/05/2024)

Vangelo: Gv 15,24-27 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

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24Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. 25Ma questo, perché si compisse la parola che sta scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione.

26Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; 27e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.

Nella mia riflessione sul mistero trinitario partirò un poco da lontano, ma tutto ciò mi serve per non lanciarmi in interpretazioni altamente teologiche che pur importanti poco riguardano la nostra vita.

Partirò da una frase che mi ha colpito particolarmente: Mi hanno odiato senza ragione.

Espressione che Gesù esprime nel contesto dell'Ultima Cena in un consesso di alto tradimento.

Eppure queste parole penso saranno risuonate in quel giovane prete di montagna don Giuseppe Rossi, che questa domenica verrà beatificato a Novara.

Un sacerdote che, come il buon pastore, non lascia le pecore mentre arriva il lupo, ma le custodisce una ad una.

Il 26 febbraio 1945 come ogni mattina egli suona le campane delle 9 per segnalare la presenza nel paese di Castiglione Ossola del proprio parroco. Mentre una brigata fascista sale la Valle che porta a Macugnaga e i partigiani utilizzano quel suono per predisporsi a un attacco e inizia una sparatoria.

I fascisti arrabbiati pensano che quelle campane era un segnale ai nemici.

Nulla di tutto ciò, ma questo porta a rastrellamenti nel paese e don Rossi rimane a soccorrere coloro che non erano riusciti a fuggire sugli alpeggi.

Tra i quei sfortunati c'era l'invito a scappare anche per lui che a mezza voce afferma: State certi prima di voi prenderanno me.

La sera i fascisti stanchi e amareggiati di non riuscire a scoprire dove erano i partigiani prendono questo prete come preda dei loro misfatti gli faranno scavare con le mani una fossa e poi un colpo sulla testa e poi una mitragliata e verrà ucciso. Ritrovato 8 giorni dopo perché uno di questi uccisori preso dal rimorso segnala a una ragazza dove poter trovare il corpo senza vita del presbitero.

Ecco in questa icona di martire troviamo fondamento a questa espressione che oggi mi risuona: Mi hanno odiato senza ragione.

Cari amici, quante volte pensiamo che l'amore non risponde a logiche di ragione.

Eppure la morte di Gesù che avverrà pochi giorni dopo l'Ultima Cena e quindi dopo il discorso proclamato è la dimostrazione di come l'odio non abbia mai ragioni. La morte di don Rossi è anche lei dimostrazione di questa incapacità di porre un ragionamento alla follia umana.

Invece, ci viene in aiuto Dio Trinità per comprendere che il fondamento dell'amore risiede pienamente in questo mistero.

Dio non è una realtà distante da noi è una fonte che si dona in continuazione.

Quindi se volgiamo lo sguardo a tutta la creazione carissimi troviamo in ogni cosa impresso il sigillo della Trinità.

Tre Persone che sono un solo Dio perché il Padre è amore, il Figlio è amore, lo Spirito è amore. Dio è tutto e solo amore, amore purissimo, infinito ed eterno.

La prova più forte che siamo fatti ad immagine della Trinità è questa: solo l'amore ci rende felici, perché viviamo in relazione per amare e viviamo per essere amati.

La ragione conduce all'unicità di Dio: Dio è assoluto e logicamente non possono esistere più assoluti. Ebbene, la ragionevolezza del mistero della Trinità sta nel fatto che esso non afferma l'esistenza di tre dei, bensì di un solo Dio che però è in tre Persone uguali e distinte.

La risposta di don Rossi allora non è una follia fine a sé stessa, come potrebbe pensare il mondo, ma è una scelta che trova nell'amore di Dio per noi una risposta.

Davanti all'estremo gesto coraggioso di questo prete di montagna, che nella sua prima Messa mette nella sua piccola immaginetta la frase paolina, in cui si impegna a dare tutto se stesso per la salvezza delle anime, diventa uno spunto per noi di dare amore gli uni per gli altri per essere espressioni a nostra volta di quel Dio Trinità che si fa tutto per le sue creature.

Un mistero allora quello che siamo chiamati a vivere questa domenica che non è distante, non è accademico, non è lasciato alle discussioni teologiche, su cui grandi Santi hanno versato inchiostro per donarci il giusto splendore della riflessione speculativa, ma molto vicino più noi di quanto pensiamo.

Viviamo allora questa domenica facendo suonare le campane del nostro cuore, come segno di quelle campane, che costeranno la vita a don Rossi, con gesti concreti di amore e di reciprocità che dovrebbero costellare le giornate del cristiano, che in forza del Battesimo ha impresso in sé la Trinità.

 

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