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TESTO Commento su Gv 6,51-58

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Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Anno A) (11/06/2023)

Vangelo: Gv 6,51-58 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

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51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

52Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. 58Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

La festa del Corpus Domini è la festa del Corpo del Signore, è la festa dell'Eucaristia.
Il senso teologico di questa festa, in onore dell'Eucaristia, può essere sia sintesi dell'intero anno liturgico che mistero di tutta la storia della salvezza, “le cui origini sono dall'antichità” (Mi 5,1) e la sua realtà sarà fino “alla fine del mondo” (Mt 28, 20), perché Cristo è “l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il Principio e la Fine” (Ap 22, 13).
Normalmente la celebrazione del Corpus Domini si festeggia sessanta giorni dopo la Pasqua, ossia il giovedì dopo la festa della SS. Trinità, ciò nei paesi dove è festa di precetto; dove, invece, non è festa di precetto, si posticipa alla domenica successiva, come in Italia dal 1977.
Nella memoria dell'Ultima Cena, Gesù, secondo il Vangelo di Luca, scritto intorno al 70 d.C.: “Prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me. Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi”.
Direbbe San Paolo: questo è un grande mistero.
Un grande mistero racchiuso in due parole: transustanziazione e consustanziazione!
Incominciamo a dire che la consustanziazione sta a indicare che nel pane sopravvive la sostanza del pane, che cioè quel pane, ontologicamente, è sempre pane e assieme c'è il Corpo di Cristo; la transustanziazione è invece sostenere che la sostanza, ontologicamente, è solo quella del Corpo di Cristo...bel rompicapo.
Possiamo affermare che nella prima affermazione potrebbe configurarsi una forma di cannibalismo, potendo applicarla a qualunque cibo, mentre nella seconda non abbiamo la forma cibaria umana, ma un cambiamento materiale totale che l'azione compie esternamente, ma bensì interiormente nello spirito e nella psiche relazionale.

Cristo dice: sono qui, sono qui tutto per voi, mangiate e bevete di me, ogni giorno, ma mangiando e bevendo ogni giorno di quel cibo non potremo vivere senza di Lui, ogni giorno ci troviamo ad esclamare “Signore mio e Dio mio”, rimanendo avvolti in un mistero, sacro.
Ricevere il Corpo e il Sangue di Cristo è sperimentarlo vicino a noi, avere in noi il suo Spirito, per poter così dire “Amen” alla nostra storia, perché la Sua presenza annulla tutte le ansie, guarisce le paure, scaccia i dubbi e ci apre al Cielo: «Ogni volta che mangiate questo pane e bevete al calice, annunciate la morte del Signore, finché egli venga», ascoltiamo oggi da San Paolo.
E allora la bellezza del silenzio che ci parla attraverso quella piccola-grande ostia che viene esposta per saziarci del dialogo con Lui.
Entrare in un luogo dove è esposto, meglio se spoglio di orpelli, e nella misteriosità del silenzio-colloquio, cerco di capire cosa Lui vuole da me, o meglio capire cosa posso io dare a Lui, visto che Lui ci ha donato tutto.

DOMANDA
Come singolo, come coppia, come famiglia, come comunità ho la capacità di accostarmi all'Eucarestia facendo silenzio per accogliere Cristo dentro di me?

Claudio Righi

 

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