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TESTO Essere svegli

don Marco Pratesi  

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I Domenica di Avvento (Anno B) (27/11/2005)

Vangelo: Mc 13,33-37 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mc 13,33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 33Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. 34È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. 35Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; 36fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. 37Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Oggi Gesù ci esorta a fare attenzione e rimanere svegli, e fa un esempio molto semplice: è come quando il padrone di casa se ne va, e lascia ai servitori vari incarichi, con i relativi poteri, tra i quali quello del portiere. Compito del portiere è quello di fare attenzione alla porta, di sorvegliarla.

Qui ad arrivare di sorpresa non è, come in altri passi, il ladro, ma lo stesso padrone. Quando torna, il portinaio deve essere ben sveglio al suo posto. L'attenzione deve essere continua, perché può tornare in qualsiasi momento. Dormire, significherebbe essere colti di sorpresa dal ritorno del padrone.

"Improvvisamente" (v. 36): la nostra diffidenza e cattiveria nei confronti di Dio ci induce facilmente a fraintendere questo avvertimento di Gesù, come se Dio, come un nemico, aspettasse proprio il momento in cui siamo addormentati per coglierci impreparati. È vero il contrario, Dio viene quando ci sono le condizioni migliori per l'incontro. Il punto è che, se noi dormiamo, queste condizioni non ci sono mai, e lui arriverà sempre "all'improvviso", inaspettato lui, impreparati noi.

Per evitarlo non si tratta affatto di cercare di prevedere, almanaccando, il calendario del piano di Dio, per conoscere in anticipo il momento del ritorno del padrone di casa: il "non sapete" non può essere in alcun modo scavalcato. Non si tratta di indovinare, ma di stare svegli, di non lasciarsi prendere dal sonno.

"Dormiamo" quando non attendiamo più, quando siamo bloccati sul presente, chiusi nell'orizzonte mondano. Assorbiti totalmente dai problemi del quotidiano, viviamo come intorpiditi, come se la nostra vita non avesse un fine e una fine.

Il benessere ha certamente uno speciale potere in questo senso. Più facilmente ci si lascia prendere dall'illusione dell'autosufficienza, di essere sempre giovani ed efficienti: dormiamo.

La pubblicità ci addormenta ulteriormente: "ti occorre questo, devi essere così, etc.".

L'industria dell'evasione fiorisce, e non si pensa a niente, non ci accorgiamo di niente.

Siamo narcotizzati da tante centrali di potere, che sfruttano a proprio vantaggio e potenziano quel deficit di vigilanza che già ci portiamo dentro.

Allora, vegliare: tenere sempre viva la consapevolezza che, al di là di tutto, il senso della nostra vicenda è l'incontro col Signore.

All'offertorio:

Pregate fratelli e sorelle perché questo sacrificio ci renda vigilanti, e sia gradito a Dio Padre Onnipotente.

Al Padre Nostro:

Nell'attesa del ritorno del Signore, chiediamo al Padre che venga il suo Regno:

 

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