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TESTO Commento su Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38

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Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria (08/12/2021)

Vangelo: Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Lc 1,26-38

In quel tempo, 26l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

34Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio». 38Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

È difficile, oggi, spiegare e capire, in che cosa consista il privilegio accordato da Dio alla Madre del nostro Signore, soprattutto perché, coi tempi che corrono, questo dono, non è per niente apprezzato, essere immacolati/e. Tutti ne parlano ma pochi l'apprezzano o ne fanno uso: sono scomparse le “ macchie del peccato”. Le uniche macchie che disturbano sono quelle sui vestiti e su tutto il resto della della biancheria, che per toglierle è necessario solo il detersivo giusto, e questo lo si trova in drogheria. Al contrario, l'assenza “di macchia di peccato”, è il solo modo possibile per allestire una degna dimora per il Figlio unigenito.
Per molti, il peccato è un concetto ormai abolito, depenalizzato, in quanto rientra in quelli che, per molti, è considerato uno dei “ diritti civili”, conquistati; ossia il diritto di sentirsi pulito, da cattolico adulto, anche se si compiono azioni non proprio ortodosse.
Il peccato, nonostante quello che pesiamo, esiste, e non è sufficiente riconoscersi peccatori per esserlo. Per esserlo occorre sapere ciò che diciamo, specialmente allorché, pregando l'Ave Maria, supplichiamo colei che è senza peccato, dicendo: “ prega per noi peccatori”.
Nella festa dell'Immacolata Concezione, la Chiesa, ci fa celebrare il anti ai nostri occhi istante dell'esistenza di Maria, come nuova Eva, che non ha mai perduto l'innocenza originale, in considerazione dei meriti del Figlio e del suo sì alla volontà di Dio: “ Sono la serva del signore”. Destinata da Dio a svolgere un ruolo, unico e straordinario, nella storia della salvezza, Maria, gode prima e più degli altri uomini, dei frutti della redenzione.
La festa dell'Immacolata pone, davanti ai nostri occhi, la madre dell'Unigenito, rivestita di misericordia per grazia. Su di lei si è posto lo sguardo di Dio, fin dal suo concepimento, in quanto scelta perché. “ Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra”. Così si realizza la promessa all'umanità, fatta da Dio, dopo il peccato originale: “ porrò inimicizia tra te e la donna...questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”.

La prima delle odierne letture, narra il processo per la ricerca del colpevole del primo peccato e della sua condanna, da parte di Dio, che ne consegue: quadro cupo, descritto nel libro della genesi, ma illuminato dalla dalla speranza dell'amore di Dio per l'uomo fatto a immagine del Creatore. In esso è contenuto la promessa, che si avvererà nella pienezza dei tempi, allorché le forze del male saranno schiacciate dalla discendenza della donna ferita nel calcagno, cioè del Cristo, di cui Maria è la madre.

Come salmo responsoriale, la Chiesa ci propone il salmo 97. Il Salmista ci sollecita a contemplare il Signore, vittorioso, che viene, nella festa dell'Immacolata Concezione, ossia all'inizio dell'evento, che ha i suo culmine a Natale, con la venuta del Dio salvatore.
Andiamo, senza esitazione, anche noi a contemplare le meraviglie dell'amore di Dio, con i nostri strumenti musicali, i nostri canti di gioia, i nostri applausi, inneggiamo alle meraviglie del suo amore.

Nel brano della lettera agli efesini, che in questa festività, la chiesa ci propone, l'apostolo delle genti ci dice che Dio ha creato il mondo, per noi sue creature e suoi figli adottivi. Grazie a ciò l'umanità avanza verso la sua realizzazione piena attorno al Cristo.
La sua venuta, sulla terra, l sua incarnazione, ha dato inizio al cambiamento che dovrà avvenire in tutto il creato: passare dalla morte alla resurrezione. Noi prendiamo parte a questo progetto di Dio in ogni messa a cui partecipiamo, finché viviamo, nell'attesa che si realizzi del tutto nella vita eterna.
“ Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. Con questa parole, dell'angelo Gabriele, il vangelo di Luca introduce, il mistero dell'Incarnazione, basandosi sulle antiche promesse messianiche del profeta Sofonia: “ Gioisci figlia di Sion, il Signore è in mezzo a te”. La concezione della vergine figlia di Sion è un evento culto, esso ha interessato Maria prima che nascesse: esenzione dal peccato originale già prima di essere concepito nel seno della madre Sant'Anna. in virtù del fatto che doveva concepire il Figlio di Dio. Perciò essa è anche la prima dei redenti, come bene spiega il teologo Duns Scoto: Maria non sminuisce l'azione redentrice di Cristo bensì la consolida in modo nuovo.
Gerusalemme non è più la città dove abita Dio, al suo posto c'è la persona di Maria, molto più santa e fedele, grazie alla sua libera adesione al piano di Dio

Revisione di vita
Che valore ha per me l'ascolto della Parola e iò discernimento?
Come posso generare Cristo in me per darlo al mio prossimo?
Ho coscienza di essere chiamato a collaborare al realizzare il progetto di Dio per la salvezza del creato?

Marinella e Efisio Murgia

 

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