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TESTO Commento su Matteo 28,16-20

don Michele Cerutti

Santissima Trinità (Anno B) (30/05/2021)

Vangelo: Mt 28,16-20 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 28,16-20

16Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 17Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 18Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. 19Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Dopo aver implorato al Padre l'invio del Messia in tutto il tempo dell'Avvento, aver meditato la nascita di Gesù, nel tempo del Natale e i misteri di passione, morte, risurrezione del Figlio (Quaresima, Settimana Santa e Tempo di Pasqua) e aver contemplato la discesa dello Spirito Santo (Pentecoste), la liturgia ci conduce nell'ordinarietà dell'anno invitandoci a penetrare l'ordito su cui si sviluppano questi grandi misteri ed è la Trinità.
Il rischio è di lasciarsi andare a grandi lucubrazioni teologiche aiutati dai Padri che hanno scritto grossi tomi su un mistero che non è di immediata comprensione e che rischierebbero di dire molto poco alla nostra vita.
Non ne abbiano male Agostino, Riccardo di San Vittore, su cui ogni teologo ha passato giornate intere ad approfondire su pagine di altissima profondità.
Mi faccio aiutare da don Tonino Bello per darci qualche indicazione per meglio comprendere questo mistero:
"Un prete mio amico venne a trovarmi una sera nel mio studio e mi chiese che cosa stessi scrivendo. Gli dissi che ero in difficoltà perché volevo spiegare alla gente, ma in modo semplice, così che tutti capissero, il mistero della SS. Trinità: e cioè che le tre Persone divine sono, come dicono i teologi con una frase difficile, tre relazioni sussistenti. Don Vincenzo sorrise, come per compatire la mia pretesa e comunque, per dirmi che mi cacciavo in una foresta inestricabile di problemi teologici. Io, però, aggiunsi che mi sembrava molto importante far capire queste cose, perché, se il Signore ci insegnato che, stringi stringi, il nucleo di ogni Persona divina consiste in una relazione, qualcosa ci deve essere sotto... Colsi l'occasione per leggere al mio amico la pagina che avevo scritto. Quando terminai, mi disse che con tutte quelle parole, la gente forse non avrebbe capito nulla. Poi aggiunse: "Io ai miei zingari sai come spiego il mistero di un solo Dio in tre Persone? Non parlo di uno + uno + uno: perché così fanno tre. Parlo di uno x uno x uno: e così fa sempre uno. In Dio, cioè, non c'è una Persona che si aggiunge all'altra e poi all'altra ancora. In Dio ogni Persona vive per l'altra" .
Nel corso dei tempi forti abbiamo compreso che Dio non è lontano e anzi è un essere solitario, ma è contemporaneamente un essere in relazione. Dio non vive per sé. Ma è orientato perennemente verso l'altro.
La relazione tra le persone non elimina l'altro, ma lo sviluppa in pienezza. Ogni incontro, infatti, produce sempre qualcosa e l'incontro tra il Padre e il Figlio genera lo Spirito.
L'amore è trinitario perché Dio è comunione. Da questo discende che se siamo a immagine e somiglianza della Trinità anche noi dobbiamo essere protesi verso la relazione. Chiamati a essere uno con l'altro, uno per l'altro, uno nell'altro.
Kant sosteneva che la Trinità non ha a che fare con la nostra storia.
Un'umanità che perde il volto trinitario è destinata a chiudersi nei propri egoismi, nelle proprie paure ed è indirizzata alla morte dettata da scelte scellerate di chi vendendo il fumo annebbia la vista dirottando perfino la ragione e naufragando miseramente.
Siamo chiamati quindi con questa solennità da un lato a rinnovare la professione di fede e dall'altro viverla anche nella nostra vita. Se siamo abitati dalla Trinità nulla deve offendere la presenza santissima vivendo in grazia e la relazione con gli altri deve fondarsi su un sincero amore.
Concludiamo il Mese di Maggio chi più di Maria ci può essere di aiuto. Ella ha conosciuto questo mistero per primo con l'Annunciazione. Ella ci può condurre all'intimità divina come verità da diffondere.

 

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