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TESTO Mio Signore e mio Dio

don Roberto Seregni  

II Domenica di Pasqua (Anno B) (11/04/2021)

Vangelo: Gv 20,19-31 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

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19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». 22Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». 27Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». 28Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». 29Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

30Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. 31Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Gesù non smette mai di sorprendere. I discepoli lo hanno abbandonato, tradito e rinnegato, ma Lui li va cercare e si presenta in mezzo a loro. Risorto. Vivo. Bellissimo.

Sulle sue labbra nemmeno una parola di rimprovero o di delusione, il Risorto annuncia la pace, soffia su di loro lo Spirito Santo e, nonostante ne abbiano fatte di tutti colori, li invia in missione. Il Risorto non si mette a cercare nuovi discepoli piú fedeli e coraggiosi, ma infonde nei suoi lo Spirito della fede pasquale e li invia cosí come sono.

Ma Tommaso non era con loro. Anche lui vuole vedere il Signore Risorto, non gli basta la testimonianza dei suoi compagni. Tommaso era chiamato Didimo, che significa “il gemello”, anche se l'evangelista non dice mai di chi. Forse il suo gemello sono io, sei tu, siamo noi.

Siamo suoi gemelli perché Tommaso è l'anello di congiunzione tra i primi discepoli, che hanno visto il Risorto, e noi, che ne facciamo esperienza attraverso il loro annuncio e l'ascolto della Parola.

Siamo suoi gemelli, fratelli in Cristo, comunità di uomini e donne che si lasciano conquistare dal suo amore paziente e testardo, siamo Chiesa peccatrice in cammino sulle orme del Risorto.


don Roberto Seregni

 

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