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TESTO La vita non è tolta, ma trasformata

don Mauro Manzoni  

Messa Rituale - Esequie

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"In Cristo tuo Figlio, nostro salvatore, rifulge in noi la speranza della beata risurrezione, e se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consola la promessa dell'immortalità futura. Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta, ma trasformata; e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata una abitazione eterna nel cielo" (Dal Canone dei defunti).

Davanti ad ogni morte, specialmente poi se avvenuta in modo inaspettato e tragico come questa, l'atteggiamento più vero è il silenzio. Il silenzio che parla attraverso il dolore e le lacrime, lo smarrimento e l'interrogativo, l'impotenza e l'incapacità di reagire.

Un silenzio che parla, ma nello stesso tempo un silenzio carico di parole da ascoltare. Sono le parole della fede, le parole di un Dio che, contro l'apparenza di questo momento, vuole farci vivere in pienezza. Certo, quando siamo convocati qui dalla morte di una persona cara, di una persona cara ai nostri amici e a questa comunità, la parola vita si sgretola a contatto del dolore e delle lacrime. Ma viene rafforzato, se possibile, l'affetto e l'amore per chi ci lascia, l'affetto e l'amore che non finisce qui, su questa bara e che non verrà mai sepolto sotto una gelida lapide.

Eccola la parola di fede. Una fede che mi fa immaginare questo momento di morte, un momento di nascita, nel quale il nostro N. porta con sé gli affetti più profondi, le persone più care, tutti noi suoi amici, perché tutto quanto è e rimane suo per sempre, come rimane nostro, per sempre, lui, N.. Eccola la parola della fede.

La nostra aspirazione umana è quella di conservare, di voler gestire il presente ed anche il futuro. Lui, invece, Dio, sembra si ostini a toglierci da sotto i piedi gli appoggi abituali, perché vuole che siamo sempre protesi e in cammino verso un futuro che Lui ci ha garantito pieno di luce e di gioia.

Eccola la parola di fede: è Lui il nostro futuro. Si è davvero forti nella fede quando con tutte le nostre forze possibili accettiamo Dio nella nostra vita e nella nostra morte. Un Dio che ci ha donato la vita alla nostra nascita e non ce la toglie per l'eternità. La liturgia di questa celebrazione ce proprio questo: la vita non è tolta, ma trasformata. E noi, in questo momento, siamo Chiesa intorno a te, Italo, per chiedere a Cristo con tutta la forza della nostra fede, di accoglierti perché tu hai creduto in Lui, fortemente.

Noi, tua Chiesa, o Cristo, che abbiamo conosciuto ed amato N., te lo chiediamo: prendilo nelle tue braccia.

 

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