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TESTO I piedi non mentono

don Roberto Seregni  

Giovedì Santo (Messa in Cena Domini) (09/04/2020)

Vangelo: Gv 13,1-15 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 13,1-15

1Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. 2Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, 3Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. 5Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. 6Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». 7Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». 8Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». 9Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». 10Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». 11Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».

12Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? 13Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. 14Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.

Cari amici,

stasera il Signore ci invita a sederci a tavola con lui. Sicuramente siamo preoccupati, stanchi, annoiati... Una sensazione di incertezza attraversa i nostri cuori. Quando finirà tutto questo? Quando potremo tornare al lavoro, all'università, a scuola? Quando potremo incontrarci di nuovo con i nostri genitori, i figli, gli amici, i colleghi?

Il Signore sa bene cosa proviamo perché lui stesso ha attraversato tutto questo, lui stesso ha sperimentato questa paura e nei prossimi giorni lo accompagneremo nel suo cammino verso la croce. Peró, questa sera il Signore ci invita a sederci con lui e con gli apostoli al tavolo dell'ultima cena.

Tutta la città si stava preparando per la celebrazione della Pasqua, memoria della liberazione dalla schiavitù in Egitto. I discepoli non sospettavano nulla, non potevano immaginare che avrebbero condiviso per l'ultima volta la cena con il maestro. Ma Gesù sapeva esattamente cosa sarebbe successo e, durante la cena, si alza dal tavolo, si toglie i vestiti, si mette un grembiule, prende un catino con dell'acqua, si inginocchia e inizia a lavare i piedi dei suoi discepoli.

Gesù non prende tra le mani la testa dei dodici con tutti i loro sogni, gli ideali e i desideri. Gesù prende tra le sue mani i piedi, cioè il contatto con la terra, le fragilità, le vulnerabilità, la povertà.

Gesù lava i piedi perché i piedi non possono mentire. I piedi rivelano chi sei, da dove vieni, dove vai e con chi cammini. I piedi sono la mappa del mondo dell'anima.

Gesù ti invita a sederti al tavolo dell'ultima cena perché vuole prendere i tuoi piedi nelle sue mani benedette. Non importa quante volte sei caduto, non importa quante volte hai imboccato strade sbagliate, ciò che conta è che stasera sei qui perché il Signore vuole plasmare sui tuoi piedi i cammini della carità, della solidarietà e della tenerezza. Le sue mani vogliono tatuare sui tuoi piedi le rotte dell'amore perché tu possa camminare verso tutti quei fratelli che hanno bisogno di una parola, uno sguardo o una carezza.

Non aver paura.
Prendi un grembiule, un catino e un asciugamano.
Non è difficile.
Mettiti in ginocchio.

Solo cosí potrai riconoscere il volto di Cristo nei volti dei fratelli.


don Roberto

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