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TESTO Un incentivo immacolato per l'Avvento

padre Gian Franco Scarpitta  

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria (08/12/2019)

Vangelo: Lc 1,26-38 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Lc 1,26-38

In quel tempo, 26l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

34Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio». 38Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Nel tempo di Avvento è attesa di ciò che sta per arrivare. Chi sta per venire però non va solamente aspettato, ma anche accolto con gioia ed entusiasmo, soprattutto quando si tratta di qualcosa che con certezza trasformerà la nostra vita. L'attesa è quindi anche un predisporci, un progettare, adeguatamente prepararci affinché l'arrivo e l'accoglienza diventino un incontro fiducioso e ciò che sta per venire non coincida con qualcosa che subiamo o che dovremo tollerare non senza sofferenza.

Noi attendiamo l'arrivo liturgico della celebrazione della Nascita, la venuta della data in cui con gioia esalteremo la Divina Infanzia nella grotta di Betlemme, l'istaurarsi della “pienezza del tempo” in cui Dio manderà il suo Figlio in mezzo a noi (Gal 4, 3) ma mentre attendiamo, nel frattempo di queste settimane, predisponiamo spiritualmente noi stessi, adoperiamo ogni mezzo per rinvigorire l'umiltà, e la fede, ravvivare la speranza e prodigarci alla carità concreta, affinché questo arrivo della Nascita sia per noi un incontro gioioso. Ci predisponiamo attraverso la preghiera, la vitalità interiore dello spirito, la fuga dal compromesso con il peccato, il ravvedimento personale quanto alle nostre mancanze verso Dio e verso gli altri e la fruttuosità delle opere di bene. Nel tempo di Avvento esaltiamo noi stessi in attesa di rendere omaggio al Verbo Bambino, ci motiviamo e ci rincuoriamo in questa fiduciosa attesa e la rendiamo fruttuosa, non perdendoci d'animo nelle difficoltà, non deprimendoci in caso di insuccesso, rincuorandoci e recuperando coraggio quando siamo abbattuti, perché la speranza è l'ultima a morire e perché la speranza vera oltre che a non morire sta per Nascere. In Gesù Bambino vedremo realizzati i nostri progetti e avremo certezza che i nostri obiettivi saranno raggiunti.

Tutto questo però non può non renderci solidali con gli altri per mezzo di concrete opere di bene che compensino le nostre mancanze e per mezzo di esemplari atti di umiltà che sostituiscano l'orgoglio e la presunzione. La fede è la prerogativa che ci sprona nell'attesa, la speranza è il perseverare in questa fede attivamente e con coraggio, la carità è il risultato concreto di questo processo.

Dio ci esorta a tutto questo, ma non manca di assisterci e incoraggiarci, donandoci se stesso come sprone e modello, ma anche la figura di sua Madre Maria ci è di monito per l'Avvento.

La festività dedicata a lei non infrange la struttura del tempo liturgico presente, ma contribuisce ad accrescerne il valore e a darci uno sprone perché esse diventino realtà vitale in noi.

Nelle parole dell'angelo Gabriele, la Vergine capisce di essere stata privilegiata fra tutte le donne come la “piena di grazia”, ossia colei che ha ricevuto tutti benefici possibili. Colei cioè che è stata ricolmata di ogni privilegio o favore divino, ivi compreso quello di essere stata scelta preservata dal comune peccato adamitico che caratterizza tutti gli uomini. “Piena di grazia” significa infatti colmata anche delle grazie speciali, insignita della pienezza della vita e quindi liberata dal peccato originale. Se così non fosse stato, non avrebbero senso le parole con cui l'angelo seguita “tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno”. Esse infatti annunciano alla Vergine di essere stata destinataria di benedizioni particolari che in modo del tutto speciale la associano al Signore Gesù Cristo, rendendola particolarmente conforme a lui. Se Maria è stata “benedetta fra tutte le donne” significa che è stata privilegiata fra tutte le altre creature umane di sesso femminile, ma quale privilegio migliore se non quello di essere la prima redenta, la prima ad essere stata preservata dal peccato originale? Come avrebbe potuto inoltre il grembo di Maria dare la natura umana a Dio - Uomo Gesù se avesse avuto un benché minimo cenno di impurità? La Perfezione assoluta doveva incarnarsi non in un grembo peccaminoso, ma in luogo santo, perfetto, Immacolato.

Ecco che di conseguenza Dio ha predisposto che Maria nascesse libera da ogni singola macchia ancor prima di essere concepita. E' stata preservata dal peccato ed è nata Immacolata.

Secondo i Padri della Chiesa, per aver accolto liberamente il progetto di maternità divina straordinaria, Maria è la Nuova Eva in antitesi alla famosa donna per colpa della quale il genere umano è rimasto corrotto. La sua obbedienza compensa infatti l'obbedienza di Eva e apporta la salvezza a tutti gli uomini.

Ma in che senso Maria Immacolata ci è di incentivo nell'attesa fiduciosa dell'incontro con il Signore in tempo di Avvento?

Lo si deduce dallo stesso atteggiamento di Maria durante e dopo le parole dell'angelo: partecipe attiva e non distaccata di quanto Dio sta realizzato per il riscatto dell'umanità, comprende benissimo che Colui che dovrà nascere in lei è un Dono unico e irripetibile che motiverà la gioia sua e di tutti quanti e allora si protende nell'attesa. Questa donna semplice, umile e dimessa, attende con entusiasmo l'arrivo nel suo grembo di Gesù Salvatore e con fare di deferenza e di sottomissione si concede alla preghiera e all'ascolto attento. Un'attesa densa di interiorità e di raccoglimento. Ma anche attiva e intraprendente, che non esita a prendere iniziative per andare incontro a Colui che è era, che è e che viene (Ap 1, 4), come quando si mette in viaggio per percorrere ettari di zone silvestri e montagnose per raggiungere il paesino dove un'altra donna, Elisabetta, è stata chiamata a concepire; resterà accanto a lei lo spazio di tre mesi in una compagnia attiva, responsabile e produttiva. Intraprendenza Maria dimostrerà anche nell'adempiere una disposizione di legge vigente quale quella del censimento, per la quale non esiterà a mettersi ancora una volta in viaggio accanto a Giuseppe. Un'attesa insomma non solo contemplativa, ma anche fervorosa e intraprendente, proclive verso il prossimo e dedita alla condivisione e alla generosità. E anche speranzosa: Maria sa benissimo che a motivo di pregiudizi sociali dovrà affrontare non pochi rischi e difficoltà nella sua gravidanza. Verrà esposta a vituperio e che dovrà discolparsi da accuse ingiuste e infondate. Si troverà ad affrontare altre peripezie e pericoli nella gestazione scomoda in una mangiatoia e subito dopo nella fuga in Egitto e nella permanenza in quella terra avversa e inospitale. Nelle difficoltà tuttavia Maria si troverà ad essere sempre vincitrice e uscirà a testa alta da ogni ostilità, facendo esperienza che la perseveranza non è mai inutile e che alla fine si giunge sempre in vetta. Inutile sottolineare che nelle vittorie conseguite e soprattutto al termine della gestazione di Gesù Maria ha certamente gioito e le soddisfazioni hanno preso il posto delle ansie e delle preoccupazioni.

Queste caratteristiche dell'aspettativa di Maria fanno di lei il nostro riferimento affinché il nostro Avvento sia fruttuoso, non soltanto in ordine alla prossima celebrazione del 25 Dicembre, ma anche nei percorsi della vita cristiana globale. Preghiera, carità, ascolto attento e umile della Parola, generosità e carità concreta sono espedienti a cui siamo chiamati perché l'Avvento non sia solamente un insieme di giorni segnati dal calendario. Ma la figura di Maria Immacolata ci anima anche nella possibilità della vittoria personale contro ogni sorta di peccato e di imperfezione, incoraggiandoci sempre a progredire nel nostro cammino spirituale in vista di noi stessi, del Signore e degli altri. Siamo stati scelti infatti per la gioia e la libertà dal peccato e se sono indispensabili modelli di condotta a tal proposito Maria è il primo fra tutti (papa Francesco).

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