PERFEZIONA LA RICERCA

FestiviFeriali

Parole Nuove - Commenti al Vangelo e alla LiturgiaCommenti al Vangelo
AUTORI E ISCRIZIONE - RICERCA

Torna alla pagina precedente

Icona .doc

TESTO Per Cristo in forza dello Spirito

padre Gian Franco Scarpitta  

Santissima Trinità (Anno C) (16/06/2019)

Vangelo: Gv 16,12-15 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 16,12-15

12Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 14Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 15Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

“Lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio; così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio.”(1Cor 2, 10 - 11), afferma Paolo. Lo Spirito Santo, che abbiamo venerato la scorsa Domenica di Pentecoste, poiché è l'amore che procede dal Padre e dal Figlio sin dall'eternità e poiché è Persona egli stesso con gli altri Due, conosce la divinità fino in fondo ed è in grado di rivelarcela. E poiché è lo Spirito del Padre e del Figlio, che prende “del suo”(di ciò che è del Figlio) per renderlo manifesto, ebbene grazie allo Spirito abbiamo la rivelazione dell'intero mistero di Dio quale è in se stesso. Cioè di Dio Uno e Trino. Una natura, tre Persone, uguali e allo stesso tempo distinte che fra di loro vivono dall'eternità una Comunione di interazione e di amore reciproco. Il Padre dona tutto se stesso al Figlio; il Figlio dona tutto se stesso al Padre e il Dono che ne scaturisce è lo Spirito Santo, Amore personale che vincola i Due. Un dono non si identifica né con il donatore né con il ricevente, ma dell'uno e dell'altro è una rappresentazione, un'esteriorizzazione; così avviene nel Dono reciproco dello Spirito Santo che intercorre fra il Padre e il Figlio. Una comunione di amore in un Dio che tuttavia resta Uno e Unico

Ma a dire il vero, anche nelle parole di Cristo si evince questo ineffabile e incomprensibile essere di Dio che coniuga in se stesso l'unità e la molteplicità, poiché Gesù Cristo stesso, che afferma di essere una cosa sola con il Padre, ce lo rivela nei suoi insegnamenti e nella sua stessa incarnazione.

Egli è Verbo Incarnato e per ciò stesso rivelazione del medesimo Dio. Così Gesù ci spiega che "Io sono nel Padre e il Padre e in me", che Lui assieme al Padre nello Spirito Santo è "una cosa sola" e dopo la risurrezione invita gli apostoli: "Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo (Mt, 28, 19); nell'episodio dell'annunciazione vengono menzionati l'Altissimo (il Padre), il Figlio dell'Altissimo (il Figlio) e lo Spirito Santo come tre soggetti di pari importanza e dignità (Lc 1, 35); la risurrezione di Gesù è attribuita al Padre (At 2, 24), a Gesù stesso (Gv 10, 17- 18) e allo Spirito Santo (At 8, 11) e la formula di saluto finale della 2 Corinzi è data in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (2Cor 13, 13). Pietro, dopo il primo discorso di Pentecoste, invita i Giudei pentiti a farsi battezzare "nel nome di Gesù Cristo" (At 2, 38), eppure lo stesso Gesù aveva espressamente comandato di battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. E' ancora Gesù che parla quando dice: ""Egli (lo Spirito Santo) mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio, per questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annuncerà."(Gv 16, 14 - 15), a indicare l'effettiva compartecipazione di ogni cosa fra le Tre Persone, la loro relazione e la loro sussistenza.

Nell'Antico Testamento i Padri della Chiesa hanno ravvisato l'Unità e Trinità di Dio solo in alcuni concetti espressi al Plurale (Genesi. Facciamo l'uomo a nostra immagine...”) e la presenza dei Tre visitatori alle Querce di Mamre che si rivelano ad Abramo come il Signore e i suoi angeli sembrano adombrare questo concetto. E' tuttavia Gesù che ci mostra il vero volto del Padre e che ci fa dono dello Spirito Santo che lo aveva istituito Figlio di Dio e solo nelle sue parole e nei suoi insegnamenti è possibile rilevare che Dio è talmente onnipotente che non gli è impedito di essere Uno e allo stesso tempo Tre.

Lo Spirito del Padre e del Figlio, che guida alla verità tutta intera ci immerge nella conoscenza di questo mistero e ci introduce nella vita stessa di Dio Amore Padre, Figlio e Spirito.

Quello della Trinità non è in effetti un termine biblico. Fu un neologismo introdotto da Tertulliano nel primo secolo della cristianità, che voleva indicare che Dio pur essendo un individuo è anche una relazione e in se stesso pur essendo Individuo e singolarità, non può fare a meno di essere comunione. Piero Coda afferma che “ l'altro è sempre la ragione del mio esserci e in me si trova la motivazione fondamentale della presenza dell'altro. Io sono perché l'altro ci sia e l'altro c'è perché ci sono io. Così Dio non è Dio senza la presenza dell'Altro; il Padre non è Padre omessa la presenza del Figlio; la mutua presenza dell'Uno e dell'Altro è lo Spirito Santo.

Il mistero dell'Amore infinito ed eterno dei Tre non si limita però alla sola immanenza invitta della divinità, ma sempre in forza dello Spirito Santo, per mezzo del Figlio Dio Padre ci chiama alla comunione con sé, facendoci immedesimare nella Trinità medesima la quale ci attende con ansia essendo essa stessa il nostro obiettivo finale. Se si dice che siamo chiamati alla conversione e alla conoscenza di Dio, ciò si intende non in senso generico e approssimativo, ma nel senso che siamo chiamati a vivere nel vero Dio, quello dell'Unità e della Comunione. Occorre cioè che ci convertiamo al Dio Singolo e al Dio comunitario, conciliando sempre anche noi stessi nel vissuto la dimensione individuale con la vita associata e con il mondo collettivo. La Trinità è vocazione universale alla soggettività, alla vita intima, alla singolarità e allo stesso tempo invito alla comunione e alla solidarietà. Vuole essere il riflesso di Dio stesso in noi, essendo del resto noi nella Trinità sempre immersi, visto che il nostro procedere nel mondo è dettato dalla volontà del Padre sull'esempio del Figlio in forza dello Spirito Santo e -come afferma S. Agostino - la Trinità stessa inabita in noi che ne portiamo le insegne. E vivere di conseguenza lo stesso mistero nella concretezza della realtà di ogni giorno.

 

Ricerca avanzata  (42953 commenti presenti)
Omelie Rituali per: Battesimi - Matrimoni - Esequie
brano evangelico
(es.: Mt 25,31 - 46):
festa liturgica:
autore:
ordina per:
parole: