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TESTO Il regno di Dio e la sua giustizia

Movimento Apostolico - rito ambrosiano  

II domenica dopo Pentecoste (Anno C) (23/06/2019)

Vangelo: Mt 6,25-33 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 6,25-33

25Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? 26Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? 27E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? 28E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. 29Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? 31Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. 32Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. 33Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.

Tutto l'Antico Testamento è fondato su un solo principio di verità eterna. La vita dell'uomo, ogni vita dell'anima, dello spirito, del corpo, è dono di Dio. Tutto nella creazione è di Dio e tutto è dato in dono all'uomo. L'uomo però deve dare a Dio il suo cuore, la sua anima, il suo spirito, la sua volontà, il suo corpo. L'uomo dona tutto se stesso a Dio, consegnandosi alla sua Parola e obbedendo ad essa. È nella Parola che avviene lo scambio di vita. Dio dona tutto se stesso all'uomo e l'uomo tutto se stesso a Dio. Si esce dalla Parola, non c'è più scambio di vita, perché l'uomo è nella morte e tutto ciò che fa fuori della Parola sono opere di morte e non di vita. Ogni pagina della Scrittura grida questa verità. Due Salmi bastano per ricordarla.

Esultate in Dio, nostra forza, acclamate il Dio di Giacobbe! Intonate il canto e suonate il tamburello, la cetra melodiosa con l'arpa. Suonate il corno nel novilunio, nel plenilunio, nostro giorno di festa. Questo è un decreto per Israele, un giudizio del Dio di Giacobbe, una testimonianza data a Giuseppe, quando usciva dal paese d'Egitto. Un linguaggio mai inteso io sento: «Ho liberato dal peso la sua spalla, le sue mani hanno deposto la cesta. Hai gridato a me nell'angoscia e io ti ho liberato; nascosto nei tuoni ti ho dato risposta, ti ho messo alla prova alle acque di Merìba. Ascolta, popolo mio: contro di te voglio testimoniare. Israele, se tu mi ascoltassi! Non ci sia in mezzo a te un Dio estraneo e non prostrarti a un Dio straniero. Sono io il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto salire dal paese d'Egitto: apri la tua bocca, la voglio riempire. Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, Israele non mi ha obbedito: l'ho abbandonato alla durezza del suo cuore. Seguano pure i loro progetti! Se il mio popolo mi ascoltasse! Se Israele camminasse per le mie vie! Subito piegherei i suoi nemici e contro i suoi avversari volgerei la mia mano; quelli che odiano il Signore gli sarebbero sottomessi e la loro sorte sarebbe segnata per sempre. Lo nutrirei con fiore di frumento, lo sazierei con miele dalla roccia» (Sal 81 (80) 1-17).

Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori. Se il Signore non vigila sulla città, invano veglia la sentinella. Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare, voi che mangiate un pane di fatica: al suo prediletto egli lo darà nel sonno. Ecco, eredità del Signore sono i figli, è sua ricompensa il frutto del grembo. Come frecce in mano a un guerriero sono i figli avuti in giovinezza. Beato l'uomo che ne ha piena la faretra: non dovrà vergognarsi quando verrà alla porta a trattare con i propri nemici (Sal 127 (126) 1-5).

Gesù porta a compimento questa verità. Con Lui però cambiano le regole della ricerca del regno e della sua giustizia. Il regno è in Lui che si cerca e la giustizia è quella che nasce dalla sua Parola. Non sono più solo i Comandamenti la giustizia per l'uomo, ma ogni Parola che è uscita dalla bocca di Gesù. Chi cerca Cristo, chi in Lui diviene regno di Dio, chi obbedisce alla sua Parola e diviene amante della giustizia entra nel circuito della vita. Dio si farà sua vita secondo la sua promessa che oggi è confermata da Gesù. Fuori dalla Parola del Vangelo non c'è né giustizia e neanche regno di Dio.

Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.

Il cristiano deve oggi convincersi con profonda convinzione di fede che la sua vita è nella Parola. Esce dalla Parola, vi sono solo percorsi di morte. Su una via di morte non si può costruire vita. La vita si costruisce sulla via della vita che è la Parola di Gesù.

Madre di Dio, Angeli, Santi, fate che il cristiano mai esca dalla via della vera vita.

 

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