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TESTO Il Padre è in me e io nel Padre

Movimento Apostolico - rito romano  

Venerdì della V settimana di Quaresima (12/04/2019)

Vangelo: Gv 10,31-42 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Alla verità si giunge attraverso la verità. Nessuna verità può contraddire un'altra verità. Se è verità che l'universo è stato creato da Dio, dal vero Dio, che è il Signore di tutte le cose visibili e invisibili, non può essere vero che esso sia il frutto di una evoluzione cieca, perché così dovrebbe essere anche il frutto di un'auto-creazione. Ma nessuno può creare se stesso. Neanche Dio si può creare. Il nulla non può dare vita al tutto. Se è vero che l'uomo è stato fatto da Dio a sua immagine e somiglianza, mai potrà essere vero che lui sia il frutto di un cammino di cellule nella storia. Anche perché la materia non può creare lo spirito e l'anima è spirito immortale. Così anche se Cristo Gesù è il solo Dio, il solo Figlio di Dio per generazione eterna del Padre, nella comunione dello Spirito Santo, che si è fatto carne per compiere prima l'espiazione del peccato del mondo e poi per versare il sangue e l'acqua per la nuova creazione e nuova rigenerazione dell'uomo, non possiamo affermare che tutte le religioni sono via di salvezza e che esse conducono a Dio. La verità obbliga alla verità. Non possono esistere due verità di cui una nega l'altra. O Dio è il Creatore o non è il Creatore. O l'uomo è immortale o non è immortale. O è stato creato da Dio a sua immagine e somiglianza o non è stato creato. Se un cristiano professa la sua fede in Cristo, nel Padre, nello Spirito Santo, non può allo stesso tempo professare ogni altra cosa opposta, contraria, negatrice della sua verità. L'uomo è costretto alla verità.

Ma vi è un secondo principio che Gesù mette bene in luce. Da una verità visibile necessariamente si deve giungere ad una verità invisibile. Andiamo in Egitto. Se Mosè compie opere nel nome del suo Dio che attestano che in Lui vi è tutto il governo della creazione, subito i maghi d'Egitto riconoscono che il Dio di Mosè è superiore ai loto molti dèi. Nessuno di essi è uguale a quello di Mosè. Altrimenti anche loro riuscirebbero nelle opere di Mosè. Se Gesù compie opere così grandi che nessun uomo ha mai compiuto, per necessità di verità si deve concludere che Dio è con Lui, più di come è stato con Mosè e con tutti gli altri che lo hanno preceduto. Ma se Dio è con Gesù, anche Gesù è con Dio. Se Dio è in Gesù, anche Gesù è in Dio. Se la Scrittura chiama figli di Dio coloro ai quali la Parola fu rivelata, perché Gesù dovrà essere accusato di bestemmia perché si dichiara figlio di Dio, figlio del Padre? Se è vera la Scrittura è vera anche la sua figliolanza. Lui è nella verità, non nella bestemmia.

Se la verità obbliga alla verità e da una verità visibile si giunge ad una verità invisibile, perché ci si ostina nella falsità? Gesù lo ha detto. La vita dell'anima, dello spirito, del corpo è nella sua Parola. Si rifiuta la Parola, si è nella morte dell'anima e dello spirito e anche del corpo. Si hanno occhi e non si vede. Si ha bocca e non si parla. Si ha orecchio e non si sente. Si ha mente non si pensa. Si ha volontà, ma essa è prigioniera e schiava del peccato. Nella morte dell'anima e dello spirito si diviene nemici, ostili, contrari alla verità anche a quella più visibile e manifesta. Quando si esce dalla Parola, si entra nel baratro delle falsità. La luce è data. Ma essa è rifiutata a causa del peccato.

Madre di Dio, Angeli, Santi, non permette che il peccato ci consumi nella falsità.

 

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