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TESTO Il linguaggio della LUCE

don Mario Simula  

Natale del Signore - Messa dell'Aurora (25/12/2018)

Vangelo: Lc 2,15-20 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Lc 2,15-20

15Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». 16Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. 20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

Gesù, quante aurore perse! Il lavoro mi obbligava, senza che potessi ribellarmi, ad attraversare quelle piccole ferite di luce che iniziavano ad apparire nel tuo cielo. Ma non ti ho mai visto, Gesù. Non perché non c'eri. Ma perché pensavo ad altro. Avevo fretta. Dovevo arrivare. Ero assonnato. Di malavoglia. Ma dovevo andare.
Oggi l'aurora ti porta in mezzo a noi. Inizio a vedere Gesù. I barboni che abbandonano i loro marciapiedi perché gli appartengono solo di notte. I bar che iniziano ad ospitare i mattinieri del caffè e della brioche.
Gli edicolanti: le notizie dei loro giornali devono essere fresche e tutti si avvicinano per cogliere le primizie.
Mentre tu, Gesù, ti fai strada cavalcando i primi chiarori del mattino. Tutto, di attimo in attimo, diventa più nitido. Gesù, iniziamo a capire che quell'aurora era il tuo primo vagito prima che comprendessimo che sei il Sole. Come è silenziosa, come è carica di mistero, come è pacificante, come è soave questa messa dell'aurora. E' come accompagnarti, facendo corteo dietro di te, nella tua apparizione umana, tra di noi.
Gesù, fin dal primo momento nel quale compare il tuo lineamento, desideri che ti contempliamo. Non sono io che ti faccio dono dei miei occhi e dei miei sguardi, se tu che con la tua Luce ferisci i miei occhi e i miei sguardi e lentamente arrivi al cuore.
Gesù, non sto nella pelle per la gioia. Mi sento come quei pastori, sorpresi e fiduciosi, generosi di doni, capaci di riconoscere in te, Bambino normale, una sorprendente notizia che bisognava portare a tutti.
Gesù, quei pastori avevano la semplicità del cuore. Una semplicità così marcata, così sicura, così naturale e spontanea, da sentire il bisogno di correre verso di te. Perché io, Gesù, sono così contorto, complicato e su di te mi pongo non le domande vere, ma le mie domande inutili, infruttuose? Una sorta di appiglio per giustificarmi?
Gesù, donami le Luci tenui di questa aurora, tu non vuoi che guardandoti subito in tutto il tuo splendore moriamo.
Tu vuoi, Gesù, educare i nostri occhi ad apprendere, grado dopo grado, come ci si abitua alla Luce.
Gesù, io sto cercando te. I lampioni della mia vita si vanno spegnendo senza dare tempo alla Luce di prendere il loro posto. A quest'ora Gesù, quando tu aurora senza tramonto compari all'orizzonte dell'uomo, i malati vengono svegliati prepotentemente negli ospedali. Gli operai sono scossi dall'urlo delle sirene che indicano i cancelli aperti, le mamme hanno già preparato la colazione per i loro figli e per lo sposo. I camion della nettezza urbana sferragliano la pace di quel silenzio mattutino.
Tutti iniziano a muoversi, perché la tua aurora indica la strada, anche a chi non crede, a chi è distratto, a chi pensa a tutto fuorché a te. Io stesso che sto per celebrare o sto per partecipare alla Messa dell'aurora, provo la gioia di vederti cavalcando il cielo? Oppure, nel mio cuore, maledico questa Luce fastidiosa che mi ha interrotto il sonno? Eppure, è una rivelazione la celebrazione dell'aurora, si avvera la profezia: “Nel profondo silenzio, una Luce è apparsa. Colui che ci salva ha trovato il momento per la sua presenza in mezzo a noi”.
Tante volte Gesù avevi parlato con la bocca dei profeti e dei santi di Israele. Oggi non abbiamo più bisogno di quelle voci. Sei tu la Parola sempre più chiara, sempre più splendente, sempre più sconvolgente, sempre più dolce. Oggi, in questa aurora, abbiamo la grazia di sentire i tuoi primi balbetii; abbiamo pure la grazia di dirti: “Quanto sei bello in questa penombra misteriosa. Quanto sei attraente. Quanto sei buono e incoraggiante”.
Gesù, l'aurora è un passaggio, poi sarà il Sole. Poi sarai tu a riempire di Lucentezza i nostri cuori. Poi, Gesù, sarai tu a purificarci, a guarirci.
Poi Gesù, sarai tu ad amarci con un amore così intenso, che, se non ci fossi tu, ci tramortirebbe.
Gesù l'aurora è Luce. L'aurora è Colori. L'aurora è orientamento.
Tu sei nato Gesù, insegnaci a mettere i primi passi con Te, Tenerezza che educa, Dolcezza che da pace, Misericordia che cura e perdona. Amico che Accompagna con la sua fedeltà la nostra fede debole e vacillante.
Abbiamo bisogno di Te Signore. Corriamo verso l'aurora. E Tu a braccia aperte, ad uno ad uno, ci stringi e dai senso alla nostra attesa che oggi si compie.
Il mio cuore batte per Te: contemplandoti ha imparato subito il tuo ritmo.
Gesù aiutami a non perdere mai, a non perdere più il passo del tuo cuore.

 

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