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TESTO Commento su Luca 24,13-35

Paolo Curtaz  

Mercoledì fra l'Ottava di Pasqua (08/04/2015)

Vangelo: Lc 24,13-35 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Gesù risorto viene riconosciuto solo attraverso dei segni: i racconti delle apparizioni del risorto sono delle vere e proprie catechesi indirizzate alle nostre comunità. Come se gli evangelisti e i testimoni ci dicessero che da ora in avanti Gesù lo possiamo raggiungere solo attraverso dei segni, dei sacramenti. Per la Maddalena il segno è stato il suo nome pronunciato con verità e affetto dal risorto. Il nome nella tradizione biblica indica la storia della persona: Maria capisce in quel momento di essere conosciuta e amata da sempre. Per i due pellegrini di Emmaus, invece, Gesù ricorre a mezzi più bruschi: li trova scoraggiati, ripiegati su loro stessi e il loro dolore, la loro mente è annebbiata, la loro fede spenta. Noi speravamo, dicono, la frase più deprimente dell'intero Vangelo. Gesù, allora, li richiama alla corretta interpretazione della Scrittura: le parole che hanno letto, meditato sono da interpretare come profezia di ciò che è accaduto. Ora lo Spirito soffia impetuoso e gli scoraggiati discepoli di Emmaus cominciano a capire. Ma solo davanti ad un altro segno, il pane spezzato, si accorgeranno di essere davanti al maestro Gesù.

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