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TESTO Commento su Matteo 10,17-22

Paolo Curtaz  

Santo Stefano, primo martire (26/12/2014)

Vangelo: Mt 10,17-22 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 10,17-22

17Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 18e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. 19Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: 20infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

21Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. 22Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.

Mi sono anche informato con gli amici liturgisti e abbiamo ragionato a lungo. Non mi hanno convinto, devo essere sincero. La domanda me la pongo tutti gli anni, il giorno dopo il Natale: per quale misteriosissima ragione la Chiesa che festeggia otto giorni di festa, tanto dura il Natale, il giorno dopo il grande evento celebra la triste memoria di Stefano, primo fra i cristiani di ieri e di oggi a morire per causa del Vangelo? Non sentite uno stridore? Una ferita? Un calo di stile? Fortunatamente la gente passa il giorno di santo Stefano a digerire come i pitoni il pranzo ipercalorico del giorno precedente e, piuttosto storditi dalla cosa, nemmeno facciamo caso alla contraddizione. La ragione, secondo me, è che la Chiesa, nella sua saggezza, ha voluto ricordarci che è pieno di sangue il Natale che abbiamo riempito di zucchero e melassa. La luce viene ma i suoi non l'hanno accolta, le tenebre non l'hanno vinta. Esiste una forte connotazione di lotta in questo incontro, un reale combattimento senza esclusione di colpi. E Stefano ce lo ricorda. Se Dio si è incarnato, tutto cambia, anche con dolore.

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