TESTO Commento su Giovanni 13,1-15
Paolo Curtaz
Ti racconto la Parola
Giovedì Santo (Messa in Cena Domini) (17/04/2014)
Vangelo: Gv 13,1-15 ![]()
1Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. 2Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, 3Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. 5Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. 6Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». 7Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». 8Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». 9Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». 10Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». 11Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
12Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? 13Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. 14Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».
Inizia il Triduo della passione, morte e resurrezione del Signore: tre giorni di grande intensità spirituale. Il giovedì santo facciamo memoria dell'istituzione dell'Ultima cena e del sacerdozio.
Il triduo pasquale è il cuore del nostro anno liturgico, il vertice della nostra fede. Il nostro passo rallenta fino a coincidere con le ultime ore del Signore. Stamani in tutte le comunità del mondo i sacerdoti si radunano con il proprio vescovo per prepararsi: insieme pregano e consacrano gli olii che serviranno alla vita sacramentale delle comunità: per la guarigione dei malati, per il dono dello Spirito Santo, per l'esorcismo battesimale. Poi, ognuno della propria comunità, da quella sperduta in cima ai monti alla grande parrocchia della periferia cittadina, ci ritroveremo per celebrare quella prima eucarestia, quel primo momento, quel giovedì sera in cui Gesù ha “inventato” l'eucarestia, il modo povero e popolare di restare presente in mezzo a noi. Una celebrazione dal sapore intenso, vero, umile. Gesù, nel racconto di Giovanni, lava i piedi ai propri discepoli, si fa servo. Servizio che siamo chiamati a reiterare continuamente nella Chiesa. Inizia poi la grande notte di veglia: in questa notte Gesù sceglie di donarsi, di andare fino in fondo, di consegnarsi alla volontà degli uomini che non vogliono consegnarsi alla volontà di Dio. Vegliamo, amici.