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TESTO Commento su Isaia 55,1-11; Marco 1,14-20

Carla Sprinzeles  

Battesimo del Signore (Anno B) (07/01/2018)

Vangelo: Mc 1,7-11 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

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In quel tempo, Giovanni 7proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. 8Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

9Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. 10E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. 11E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Amici, con questa domenica finisce il tempo del Natale. Abbiamo detto che il senso di questo evento oggi è che Dio ci chiede di rendergli possibile attraverso le tue parole e i tuoi gesti di raggiungere ogni essere umano, per dire quanto lo ama. Attraverso di te, di me, Dio sfama gratuitamente, fa conoscere un'energia nuova; accarezza e dona affetto al deserto di amore, che c'è nelle nostre città, rendendo giardini fioriti, suscitando un sorriso, un amore che è fecondo e porta frutti! Ecco questo è Natale, ci siamo ricordati di viverlo?
Oggi vorrei chiedermi, insieme a voi, quale differenza c'era tra il battesimo di Giovanni e il battesimo di Gesù. La differenza non è nel rito, perché il rito è lo stesso, i discepoli di Gesù hanno continuato il rito di Giovanni. Hanno aggiunto presto l'unzione con l'olio che indicava l'azione dello Spirito. Quell'anno in cui Giovanni iniziò la sua predicazione era un anno giubilare, di condono dei debiti e di liberazione degli schiavi. Gesù ha iniziato la sua attività proprio in questa prospettiva giubilare, di annunciare la libertà, di realizzare la giustizia, di ristabilire quindi i rapporti secondo le leggi prestabilite e secondo l'ideale della fraternità. Il battesimo di Giovanni indicava una conversione che partiva dall'uomo: erano opere di giustizia che doveva fare l'uomo. Gesù si propone in un'altra prospettiva: non richiama le azioni dell'uomo, quanto l'azione di Dio in noi o la forza dello Spirito, l'azione dell'uomo è l'accoglienza.

ISAIA 55, 1-11
Oggi la prima lettura è del profeta Isaia al cap 55,1-11. Tra il 600 e il 500 a.C. mentre il popolo d'Israele è esiliato, disprezzato e umiliato, un popolo, che ha perso tutto, perde anche la speranza, ma Dio suscita un profeta, una Voce che grida, che ricorda al suo popolo che lo stesso Dio, che “ci ha tratti dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù” può ancora liberare. Può farlo perché lui solo è creatore, lo farà perché è fedele e ci ama più di una madre. Questo amore, non ci è imposto.
Ed ecco l'accorato invito: “O voi tutti assetati, venite all'acqua, voi che non avete denaro, venite, comprate senza denaro, senza pagare vino e latte.”Noi abituati che nessuno ci regala niente, e anche se apparentemente ci regalano qualcosa sappiamo per esperienza che pagheremo in altro modo un prezzo molto più caro; siamo molto meravigliati di queste parole! Cos'è una favola per bambini? Ma poi pensiamo, la vita, ce la siamo data da soli? I genitori sanno descrivere tutti i procedimenti che avvengono, nonostante loro, nell'utero della mamma? E allora almeno un dono l'abbiamo ricevuto tutti gratis. Questo è un dono di ogni istante, perché con tutte le attenzioni che possiamo avere, potrebbe esserci tolto, non è in mio potere di controllo. Ecco, questo vino, latte pane, indicano l'offerta del dono della vita piena che ci è stata donata.
Ma poi in modo accorato il Signore chiede: “Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia?” Molte volte pensiamo di essere totalmente autonomi e ci illudiamo di bastare a noi stessi, senza contare tutte le altre schiavitù e dipendenze umane che accettiamo. Abbiamo in abbondanza cibi succulenti e non li vediamo neppure, andiamo a elemosinare affetto, simpatia da altri come noi! “Cercate il Signore, mentre si fa trovare” Cosa significa? Che a volte Dio si fa trovare, altre no? Non è così, Dio si fa sempre trovare.
Il profeta, che sta tornando dall'esilio di Babilonia dice che se l'uomo non è capace di entrare in sé e di conoscersi, difficilmente potrà conoscere Dio e quindi la sua ricerca di Dio diventa vana. Tutti gli uomini e donne lo potranno trovare, non solo il popolo ebreo. E' un cammino quotidiano verso l'abisso che separa i pensieri dell'uomo da quelli di Dio: “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie”.
Se ci mettiamo da 2 punti di vista diversi, vediamo cose diverse! Fa un esempio chiaro:”Come la pioggia o la neve scendono dal cielo e non vi ritornino senza aver irrigato la terra, fecondata, fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia; così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca.” La Parola è creatrice:”Sia la luce e la luce fu”. Il Signore è un Dio nascosto, noi siamo troppo piccoli per comprenderlo. L'unico modo di impadronirsi di Dio è quello di diventare suoi. Noi possiamo dire, pensare e credere che tutto ciò sia favoletta ma la pioggia, la neve continua a scendere, a irrigare a tornare in cielo come vapore e nuvola. La terra non potrà trattenere la pioggia; l'incredulità e l'opposizione umana non impediscono alla Parola di trionfare su ogni ostacolo e fecondare. La Parola rivela quanto Dio è premuroso, comprensivo, indulgente verso la debolezza e la fragilità delle sue creature.
La festa di oggi celebra l'ingresso dell'Infinito nel finito, senza che l'infinito sia imprigionato. Non sempre l'uomo resta attento a questa realtà. Ecco perché il Signore ripete: “Assetati, venite all'acqua. Cercate il Signore! Porgete l'orecchio e ascoltatemi. “Noi pur avendo bisogno di senso e di orientamento, non andiamo alla fonte autentica, si cerca altrove, senza trovarla.

MARCO 1, 14-20
Oggi si legge l'inizio del Vangelo secondo Marco, che va all'essenziale, al 1° cap vv.7-11 c'è la figura di Giovanni il Battista che battezza sulle rive del fiume Giordano e proclama che verrà dopo di lui colui che è più forte e ripete:”io non son degno di slegare i lacci dei suoi sandali”.
Se ricordate, per chi mi segue settimanalmente, abbiamo detto che “sciogliere”i lacci dei sandali significa “portare via” il diritto a prendere in sposa una donna. Giovanni sta dicendo alla folla che lo segue che non è lui il Messia; chi si porta via la sposa, è lo sposo.
Cosa c'entra lo sposalizio? Non si parla di battesimo? Il rapporto che Dio ha con noi è un rapporto d'amore, Dio vuole sposare l'umanità. Giovanni battezza immergendo le persone nelle acque del Giordano. Per il popolo ebreo le acque erano segno di morte, faceva paura essere immersi nell'acqua, non riusciamo a respirare e si può morire: quante persone ancora oggi hanno paura nel mare di affogare, e poi non si vede il fondo. L'immersione nelle acque del Giordano rievoca lo stato di schiavitù e di oppressione nel passaggio del mar Rosso e poi del Giordano. Jahveh ha fatto passare all'asciutto il popolo ebreo. Giovanni preannuncia che lui battezza con acqua, ma quest'uomo più forte battezzerà con Spirito, egli mi supera, egli è il Messia.
Arriva Gesù, che si fa battezzare da Giovanni a trent'anni. Ma mi chiedo cos'è, chi è lo Spirito con cui battezza Gesù e che bisogno aveva di andare a farsi battezzare da Giovanni. Alla prima pagina della Genesi viene detto che lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque. Uno studioso ebraico dice: “Intendi come la gallina cova le uova”. Lo Spirito è dunque quel calore che favorisce lo sbocciare della vita. All'annunciazione, lo stesso Spirito aveva presieduto al concepimento della Vita in Maria. L'uomo nato da Maria, quando scende nel Giordano, vede i cieli aprirsi e sente Dio rivelare la sua presenza in lui. Il sacramento del battesimo dischiude allo stesso modo la presenza attiva di Dio in ogni vita.
Il peccato, consiste nel vivere ripiegati su di sé, ignorando la fonte e il senso dell'esistenza, rende incapaci di scorgere e manifestare il bene. Gesù è stato battezzato per rivelare questa creazione rinnovata. Giovanni battezzava per ricordare l'ingresso del popolo nella terra promessa, il battesimo cristiano simboleggia il passaggio dalla vita ricevuta dai genitori a un'altra forma della stessa vita. Il bambino è innocente, non ha peccato: è la comunità che si impegna a cambiare vita, a scegliere il bene, anziché l'odio e l'egoismo, per far trovare un ambiente sano, di amore autentico, in cui il bambino può crescere, sorridere, gioire.
Le parole del Padre:”Tu sei mio figlio, l'amato, in te ho posto il mio compiacimento” sono rivolte anche a noi. A tempo pieno, ogni giorno ci è chiesto di metterci sulle orme di Cristo, perché la buona notizia di essere amati dal Padre sia annunciata e realizzata fra tutti i popoli.

Amici, è una festa bellissima! Secondo Marco, dopo l'incarnazione tutto si è compiuto in un batter d'occhio. Giovanni manifesta ufficialmente Gesù, il Padre lo presenta come il suo Figlio amato e Gesù inizia il suo ministero e far sapere a tutto il genere umano che ognuno è figlio amato.
Ho un amico che, per controversie con la chiesa, vorrebbe cancellare il suo battesimo; ma voglio dire a questo amico che l'immagine di figlio di Dio non è cancellabile e qualora anche lui lo facesse, l'amore di Dio avrebbe un motivo in più per dire a lui: “Tu sei il mio figlio amato”, nessuno e niente ci può strappare all'amore caldo di Dio.

 

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