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TESTO Commento su Is 63,16-17.19; 64,2-7; Sal 79; 1Cor 1,3-9; Mc 13,33-37

CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)  

I Domenica di Avvento (Anno B) (03/12/2017)

Vangelo: Is 63,16-17.19; 64,2-7; Sal 79; 1Cor 1,3-9; Mc 13,33-37 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mc 13,33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 33Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. 34È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. 35Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; 36fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. 37Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Con questa domenica inizia l'Avvento, tempo dell'attesa, dell'attenzione, della vigilanza e della preghiera: attendere vuol dire anche ”amare”. Inizia anche il nuovo anno liturgico: il vangelo di Marco ci accompagnerà in questo cammino. La liturgia ci propone un percorso per prepararci alla venuta di Gesù nel mondo, un avvenimento che dà un senso forte alla nostra vita, in particolare oggi, e ci aiuta a dare un senso ai fatti che stiamo vivendo, con un forte richiamo alla vigilanza che è la nostra capacità di incontrare il Signore nel vivo della vita.

In questa prima lettura si può parlare di una duplice attesa, quella del popolo che chiede a Dio di mantenere la promessa, ma soprattutto quella di Dio che aspetta la nostra conversione, il nostro ritorno a Lui. Il profeta Isaia scrive ad un popolo smarrito che vive l'esperienza dell'esilio ed è ormai allo stremo e invoca il ritorno del Signore. “Noi siamo argilla nelle tue mani. Tu sei colui che ci dà forma” (Isaia 64,7). Il profeta invita a percepire la carezza delle mani di Dio che ogni giorno, in una creazione instancabile, ci plasma e ci dà forma; che non ci butta mai via anche se il nostro vaso riesce male, ma ci rimette di nuovo sul tornio del vasaio. Il profeta si fa voce di tutti i popoli e chiede a Dio di squarciare i cieli e scendere sulla terra per redimere, salvare, insegnare le basi della vera felicità.

Anche nel Salmo 79 troviamo un forte richiamo a Dio affinché ritorni nella sua vigna, quasi un rimprovero per la sua assenza.

Presenza del Signore che troviamo invece nella lettera di san Paolo ai Corinzi, che riconosce e invita a prestare fede, ad avere la certezza, che i “doni” (la grazia di Dio) sono stati dati a tutti in Cristo Gesù, per arricchire e sostenere ciascuno di noi in ciò di cui abbiamo bisogno per svolgere bene la nostra testimonianza-missione.

Nel primo brano del vangelo di Marco che la liturgia ci propone quest'anno, troviamo Gesù che ci invita alla vigilanza, e ce lo ripete per ben quattro volte. La vigilanza è l'atteggiamento di chi attende con fede quello che ha maturato alla sequela di Cristo e ha posto in lui la sua speranza. Non basta stare svegli, ma occorrono anche le motivazioni e gli strumenti; una fede che non sia fondata sulla Parola rischia di non essere fede, ma solo un sentimento religioso. La veglia a cui ci invita Gesù è la ricerca dei segni della sua presenza, essere svegli nella fede, cioè capaci di vedere nella nostra vita quotidiana gli incontri e gli scontri con cuore e occhi trasformati e a non sprecare il tempo in cose che ci possono allontanare da Lui.
Quando Gesù venne alla luce, non c'era nessuno ad attenderlo, nessuno ad accoglierlo, tutti dormivano nelle loro case. Gesù avverte i suoi discepoli e tutti i noi a non commettere lo stesso errore oggi.

In conclusione la liturgia di oggi ci invita ad una scelta consapevole del nostro rapporto con il Signore: essere credenti in Cristo significa assumersi le nostre responsabilità, cioè vivere questo rapporto non in base a norme e modalità che scandiscono i nostri ritmi, le nostre attività, ma sulla base di una scelta responsabile. Anche quando non lo avvertiamo vicino a noi, non dobbiamo pensare che lui non esista, che non sia qui con noi, invece esiste, è vivo al nostro fianco e può tornare a farsi sentire in qualsiasi momento. Questo non ci autorizza a perdere la fiducia in lui, ma Gesù ci dice di vegliare per poterlo accogliere con gioia quando lo sentiremo nuovamente con noi. Talvolta c'è il rischio di non saper cogliere in profondità il messaggio, perché la proposta divina viene trasmessa attraverso strumenti umani, che in quanto umani rischiano di “tarpare le ali” al messaggio. La vita di fede è questione di scelte e di impegno: non è il compimento di alcune regolette e di alcune piccole norme di comportamento attuate che ci mettono a posto, ma è andare oltre, è fare quella scelta di amore totale alla quale Gesù ci chiama con la sua nascita e la sua morte di croce, scelta che dobbiamo sempre esplicitare, ogni giorno, nella nostra coppia, in famiglia, nella società in cui operiamo... nell'attesa della sua venuta. Buon Avvento!

Venerdì prossimo la Chiesa celebrerà la festa dell'Immacolata Concezione, Maria è la donna che ha avuto, in modo eccezionale e unico, il coraggio di affidarsi a Dio, di credere alla sua Parola. Per questa sua fede, nonostante i limiti della condizione umana, non ha mai ceduto all'attrattiva illusoria del male. In lei si coniugano la disponibilità all'invito di Dio e la sua responsabilità personale, lasciandosi sorprendere dal progetto che Dio ha voluto realizzare attraverso di lei. Questa è la sua vera grandezza. L'Immacolata deve diventare soprattutto la festa della nostra speranza. La speranza non come un vago ottimismo, ma la certezza che a tutti è offerta la possibilità di essere diversi, di essere fedeli al progetto di Dio, non nell'illusione e nel sogno, ma nella concretezza della nostra vita.

Per la riflessione di coppia e di famiglia.

- Che senso diamo a questo tempo di attesa?
- I doni della Parola e della conoscenza, di cui parla Paolo nella 2a lettura, come li usiamo nella nostra vita quotidiana? Quale rilievo hanno nella nostra vita?
- Quanto è forte ancora in noi l'accettare la sorpresa di quello che viviamo e accade intorno a noi?

don Oreste, Anna e Carlo - CPM Torino

 

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