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TESTO Un avvento di cioccolato?

don Giovanni Berti

I Domenica di Avvento (Anno B) (03/12/2017)

Vangelo: Mc 13,33-37 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mc 13,33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 33Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. 34È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. 35Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; 36fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. 37Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

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La pubblicità del dolciume di cioccolato di Avvento è tornata! Tanti cioccolatini che scandiscono il tempo fino a.... Babbo Natale! Ma non era Gesù il motivo del Natale?

Anche quest'anno ho visto in Tv la réclame del “calendario di Avvento” fatto di cioccolatini, che riprende la tradizione di scandire i giorni che portano al Natale in modi diversi, a volte legati alla storia di Gesù e a volte con semplici regalini e dolciumi. Il Calendario di Avvento nasce in Germania all'inizio del XX secolo ad opera di un editore protestante, e si è poi diffuso anche in ambienti cattolici e da noi. Pare che anche Hitler durante il nazismo lo abbia usato, ma non per scandire il tempo con le parole e le immagini della fede in Gesù ma con le parole e le immagini della sottomissione al Reich nazista.

Come sempre le tradizioni religiose si mescolano con tutto quello che di religioso non ha nulla, e questo non ci deve spaventare perché è sempre successo. Ma bisogna rimanere ben svegli affinché il contenuto religioso della tradizione, che è la sua origine, non sia totalmente dimenticato e pian piano spazzato via, a favore di altri contenuti che rischiano di diventare anch'essi “religiosi”, ma tutto sommato falsi.

Mi piace questo richiamo di Gesù a stare svegli e a non essere “addormentati” nei momenti decisivi della vita e anche della fede. E' un richiamo che accolgo volentieri anche se non amo molto chi mi dice “stai sveglio!”, quando faccio la figura di esser distratto. Però è vero che se sono ben sveglio e attento su tante cose che devo fare e negli impegni della vita, non è detto che lo sia anche dal punto di vista spirituale e per le questioni della fede.

“Non sapete quando il padrone di casa tornerà”, dice Gesù usando l'immagine del signore che se ne va e lascia tutto quello che è suo ai suoi servi di cui evidentemente si fida. Il problema è che questi servi rischiano di dimenticare il compito ricevuto e si addormentano.

La fede mi è stata consegnata nel giorno del mio battesimo, così come tutto quello che è venuto dopo. Sento forte il rischio di dare tutto per scontato e di non prendermi cura di quello che sono come cristiano.

“Sta sveglio!!” mi dice spiritualmente Gesù attraverso le parole del Vangelo. Gesù conosce bene che il mio cuore e la mia mente possono pian piano dimenticare la forza trasformante della fede ricevuta, e così la metto da parte, preoccupandomi di altre cose.

L'Avvento è quindi un tempo prezioso per risvegliare i miei sensi spirituali, e riportare al centro della mia vita spirituale (cioè quello che penso nel profondo, quello che sento come cuore di ogni mia decisione, quello che metto come punto di riferimento principale del mio modo di affrontare il mondo) il Vangelo di Gesù.

Al termine dell'Avvento non c'è dunque Babbo Natale, simpatica figura che richiama la festa dei regali (da comprare ovviamente!), ma c'è Dio-fatto-uomo, Gesù.

“Sveglia!!!” mi dice il Vangelo, per non farmi “rubare” il Natale e deviarlo da Gesù verso qualcos'altro che non ha la sua forza e la sua bellezza. Spero davvero, alla fine del periodo di Avvento, di non trovarmi dentro un Centro Commerciale a comprare qualcosa e arrivare a credere che in questo ho la mia felicità. Vorrei, al termine dell'Avvento, trovarmi davanti alla mangiatoia di Gesù, che non mi vende nulla ma dona tutto se stesso, e in questo trovare davvero la mia felicità. Quella vera e non di cioccolato!

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