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TESTO Commento su Zc 9,9-10; Sal 144; Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30

CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)  

XIV Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (09/07/2017)

Vangelo: Zc 9,9-10; Sal 144; Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse: 25«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. 26Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. 27Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

28Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. 29Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. 30Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

La liturgia di domenica scorsa ci ha fatto meditare su una frase forte di Gesù: "Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me".
La presenza di Cristo nella nostra vita deve essere anteposta anche agli affetti familiari più cari, la sua presenza in mezzo a noi modifica completamente tutte le relazioni umane che devono essere viste in modo nuovo.

La liturgia di questa domenica ci ricorda il "sì" incondizionato che il Cristo dice al Padre per compiere la sua missione di salvezza. Cristo è consapevole del progetto che il Padre ha su di lui e lo accoglie con umiltà e benevolenza.
Cristo rende lode al Padre perché ha nascosto le cose del regno ai dotti ed ai sapienti e le ha rivelate ai piccoli.
Il cristiano se vuole seguire Cristo deve a sua volta essere capace di prendere il proprio "giogo" ogni giorno, sicuri che Gesù sarà con lui e renderà questo giogo leggero.

La prima lettura, tratta dal libro del profeta Zaccaria, ci presenta il Messia "mite e umile" mandato dal Padre, come promesso, per compiere la sua volontà. Lo descrive nell'atto di entrare in Gerusalemme, la domenica delle Palme. Dice alla città di esultare perché verrà il re giusto e vittorioso, con umiltà, verrà su un asino, un puledro figlio d'asina, eliminerà le guerre, annunzierà a tutte le nazioni la pace e il suo dominio si estenderà su tutta la terra.
Gesù è il padrone di tutto e vive in assoluta povertà, non ha "dove poggiare il capo", si fa uomo come tutti, ma sceglie la via estrema, quella della croce, per la nostra salvezza.

Con il ritornello del salmo responsoriale, tratto dal salmo 144/145: "Benedirò il tuo nome per sempre, Signore" si ricorda la gloria del Cristo e del suo regno su tutte le nazioni della terra.
Con i versetti il popolo ricorda come per lui sia importante lodare ogni giorno il Signore, perché egli è buono e la sua tenerezza si estende su tutte le creature. Ti lodano, Signore, anche tutte le cose che hai creato, il Signore è fedele per sempre, sostiene quelli che vacillano e rialza tutti gli uomini dalle loro cadute.

L'apostolo Paolo nella seconda lettura, tratta dalla lettera ai Romani, ci ricorda come sia lo Spirito Santo, che abbiamo ricevuto nel battesimo, a guidare tutta la vita del cristiano, preservandolo dal peccato.
Ai Romani ricorda che essi non sono sotto il dominio della carne, ma sotto quello dello Spirito che hanno ricevuto e quindi appartengono al Cristo.
Lo Spirito di Dio che ha resuscitato Gesù risusciterà anche voi.
Il mondo di oggi è dominato dal desiderio del potere, della ricchezza, dalla superiorità nei confronti degli altri, si lascia dominare dalle leggi umane e non trova la pace. Chi, al contrario, cerca di vivere secondo la legge di Gesù trova, pur nelle difficoltà quotidiane, la serenità.
Il cristiano deve però stare molto attento, perché la "carne" a volte ci fa allontanare dalla strada giusta, la strada del mondo è spesso più semplice e meno faticosa anche se non dà gioia vera.

L'apostolo Matteo nel vangelo ci presenta l'episodio in cui Gesù loda il Padre perché ha rivelato ai "piccoli" i misteri del regno e li ha celati ai dotti ed ai sapienti, infatti "dotti e sapienti" non sono disposti ad accettare i doni del Padre con gratitudine.
Continua dicendo che a lui è stato dato tutto dal Padre e conosce il Padre solo colui che conosce il Figlio, che gli rivela il mistero del Padre.
Invita tutti coloro che sono stanchi ed oppressi a seguirlo prendendo il proprio giogo che lui renderà leggero.
I "piccoli" per Gesù sono i poveri, i miti, gli ultimi della fila, coloro dei quali si parla tanto nel vangelo.
Come piccolo ricordiamo Francesco d'Assisi, che si è chiuso nel piccolo convento di San Damiano a pregare e dove il Crocifisso gli ha parlato per fargli comprendere la sua missione. Ancora oggi il piccolo convento è meta di pellegrini che vengono a visitarlo per cercare pace e serenità nel silenzio e nella bellezza della natura circostante.
L'umile e povero Francesco oggi è conosciuto da tutti, perché ha saputo comprendere la grandezza della vita vissuta alla sequela di Gesù e per gli altri, nella semplicità, nella sobrietà e nella condivisione con i confratelli.
Gesù è il più piccolo degli uomini, nasce piccolo e povero nella casa adibita a ricovero per gli animali, vive tutta la sua vita in povertà, condividendola con i dodici che lui stesso ha scelto, si è preoccupato soprattutto delle cose del Padre, cioè ha rivelato al mondo che senso avesse la sua venuta per la salvezza dell'umanità.
I sapienti, invece, sono coloro che pensano di sapere tutto, di non aver bisogno di nessuno, che non devono imparare nulla perché sanno tutto, sono quelli che pensano di non sbagliare mai, perché sono gli altri che sbagliano. Sono soprattutto quelli che pensano di non aver bisogno di Dio.
Gesù rivela agli uomini che il regno di Dio è già iniziato e porta a noi un dono di amore grande, insegna agli uomini a vedere col cuore oltre che con gli occhi resi puri da lui.
Solo l'amore vero ci può far comprendere la bellezza della vita che ogni giorno il Padre ci dona.
Scrive Gandhi che un uomo vale non quanto vale la sua intelligenza, ma quanto vale il suo cuore.

Per la riflessione di coppia e di famiglia
- Gesù ci raccomanda di imparare a vivere come lui che è "mite ed umile". Noi siamo "umili e miti" in tutti i comportamenti e le situazioni della nostra vita?
- Siamo umili quando diventiamo semplici come i bambini, quando ci ricordiamo dei poveri, degli ultimi. Fa parte della nostra vita il loro ricordo e dividiamo con loro, quando possibile, il nostro tempo, quello che possediamo, li aiutiamo a vivere un po' meglio?
- Attraverso lo Spirito di Dio ricevuto nel sacramento del Battesimo abbiamo la certezza che un giorno saremo resuscitati. E' importante questo per la nostra vita di cristiani praticanti?
- Prendere il proprio "giogo" ogni giorno significa seguire la legge di Gesù, quella legge che lui è venuto a perfezionare con il comandamento dell'amore. E' difficile per noi seguire questa legge o almeno ci sforziamo di seguirla?
- Di fronte alle contrarietà della vita ci sentiamo veramente "piccoli e impotenti": siamo allora capaci di pregare il Signore dicendogli che senza di lui non siamo nulla?

Gianna e Aldo - CPM Genova

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