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TESTO Commento su Giovanni 1,29-34

Omelie.org (bambini)  

II Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) (15/01/2017)

Vangelo: Gv 1,29-34 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

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In quel tempo, Giovanni, 29vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! 30Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. 31Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».

32Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. 33Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. 34E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Domenica scorsa abbiamo ascoltato il Vangelo del Battesimo di Gesù al Giordano, avvenimento importantissimo in cui il Padre fa sentire la sua voce: "Tu sei il mio Figlio, l'amato, in te ho posto la mia gioia".

Appena battezzato Gesù esce dall'acqua e si aprono per lui i cieli e, come una colomba, discende sopra di lui lo Spirito Santo, compagno inseparabile che viene dal Padre e che lo seguirà per tutta la sua vita.

In questo momento è presente proprio tutta la Trinità: Padre e Figlio e Spirito Santo!

Il Vangelo di questa Domenica ci parla ancora di Giovanni Battista che, vedendo Gesù venire verso di lui, spiega bene il senso della Sua missione dicendo:"Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!".

Gesù è l'agnello di Dio? Ma che cosa significa questo? E perché proprio "agnello"?
Penso che tutti voi abbiate visto e toccato un agnello!

E' un animale molto prezioso perché è realmente "vestito" di lana, quella lana che, dopo la tosatura, noi usiamo per fare tanti tipi di indumenti: maglioni, sciarpe, pantaloni, calze... tutte quelle cose necessarie per proteggerci dal freddo.

Inoltre è un animale che viene usato anche per essere cucinato perché è molto buono e saporito.

L'agnello ci ricorda quella notte particolare in cui il popolo d'Israele, schiavo degli egiziani, fuggì dall'Egitto sotto la guida di Mosè.

Era la notte di Pasqua ed ogni famiglia doveva arrostirne uno e mangiarlo in piedi, perché bisognava fare presto in quanto dovevano affrontare un lungo viaggio.

Era molto frequente nell'antico oriente che i popoli sacrificassero agnelli, loro bene più prezioso, a Dio.

Al tempo di Gesù, questi sacrifici venivano compiuti nel tempio di Gerusalemme dai sacerdoti, persone che non hanno niente a che vedere con i sacerdoti di oggi!

Questi sacrifici erano fatti o per ottenere protezione, o la guarigione di una malattia, o per ringraziare, o per chiedere aiuto, vicinanza, prosperità per famiglia e per il bestiame... insomma per cercare di essere esauditi da Dio nel modo che secondo loro era il migliore. Era un pregare Dio.

Oggi, Giovanni Battista ci presenta Gesù come l'agnello che toglie, che cancella prendendolo su di sé, il male del mondo.

Gesù, se ricordate, muore nei giorni della Pasqua ebraica, proprio nel momento stesso in cui nel tempio, per questa festa, i sacerdoti sacrificavano gli agnelli.

Gesù, l'agnello di Dio, offre se stesso per togliere il peccato ed il suo sacrificio è offerto una volta, per tutti gli uomini e per sempre.

Dal momento della sua morte in croce non saranno più necessari quei sacrifici di animali per intercedere presso Dio, perché lui si è fatto "agnello", si è sacrificato per rimetterci in comunione col Padre, comunione che era stata rotta con la comparsa del male nella terra.
E qual è il peccato del mondo?

E' il rifiuto di Dio, è dire di no a Lui per dire di sì ad altri idoli.
Che cosa significa rifiutare Dio?

Significa volere essere come Dio, significa non riconoscere la nostra piccolezza davanti alla Sua grandezza, non affidarsi a Lui, non riconoscersi "creature" bisognose dell'aiuto, della vicinanza, dell'amore del Padre Creatore.

Significa non amare, non comportarci come ci ha insegnato Gesù, il quale è venuto qui su questa terra proprio per mostrarci come si fa a volersi bene, è venuto qui per farci conoscere, attraverso di lui, l'amore e il volto del Padre.

Che cosa significa dire di Sì ad altri idoli? E' dare ad essi culto, gloria, onore.
Ma vediamo prima che cosa significa la parola "idolo".

È un oggetto, o un'immagine di un oggetto, adorato e venerato in quanto ritenuto una divinità o simbolo di una divinità.

Nel tempo antico erano statue dalla forma umana o anche di animale, create dall'uomo per rappresentare gli dei.

Gli antichi rendevano culto a queste statue preziose, fatte di oro e di argento, ma che non danno salvezza, che non possono aiutare a camminare sulla strada del bene!

Per dirla semplicemente, l'idolo è "un qualcosa" che sostituisce Dio perché viene messo al primo posto nella nostra vita.

Gli idoli, per gli adulti del nostro tempo, potrebbero essere il denaro, il potere, il successo, la bella vita, i piaceri di ogni tipo anche a discapito degli altri...

Ma anche voi bambini potreste avere degli idoli che vi potrebbero allontanare da Dio!

Per esempio un calciatore, un cantante, un attore... spesso li definite come vostri "super-eroi" ma, attenzione, non dovete dimenticare che sono uomini come noi!

Il Signore è il Signore, e solo a lui va il nostro amore e la nostra riconoscenza, solo lui dobbiamo adorare e prendere come modello di vita!

Il mondo dà valore e importanza al possesso, alla prepotenza, alla violenza, ai soldi, a ciò che appare...
Vi sembra che questi siano i valori che ci insegna Gesù?

Certo che no! Lui è venuto tra di noi per servire e questa parola la possiamo scrivere in tre modi diversi ma il risultato non cambia: SERVIRE=AMARE=DONARE.
Tutti voi avete fatto le uguaglianze a scuola, vero?

Ecco, noi possiamo mettere in pratica una di queste tre parole ed è come se mettessimo in pratica anche le altre due!

Certo che, lo sappiamo bene tutti, il vero amore per Dio, e quindi anche per il prossimo, non è mai staccato dal sacrificio, che è rinuncia a qualcosa di proprio a motivo del bene degli altri.

Qualsiasi persona a cui sta a cuore qualcosa è disposta a pagare di tutto purché la persona o la cosa che ama non vada perduta. Siete d'accordo?

E' proprio questo il sacrificio realizzato da Gesù: lui, per non perderci, ha pagato con la sua vita, si è fatto agnello sacrificale per donarci la salvezza del Padre.

Per questo il sacrificio della Messa è diverso da tutti gli altri!

Uccisioni e offerte di animali o di qualsiasi cosa, non servono a Dio!

Il sacrificio che Dio gradisce è l'offerta d'amore di Gesù e la nostra offerta d'amore a Lui, attraverso Gesù e con Gesù.

Il pane e il vino durante la Messa vengono trasformati in Cristo, ma questo sacrificio ha lo scopo di trasformare anche noi in Lui, ha cioè lo scopo di infonderci i suoi sentimenti, il suo modo di vivere affinché anche noi possiamo diventare bambini, ragazzi ed adulti che tolgono il male del mondo.

Il sacrificio di Gesù ha lo scopo di farci diventare "come Gesù".
Commento a cura di Maria Teresa Visonà

 

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