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TESTO Commento su Is 35,1-6.8.10; Sal 145; Gc 5,7-10; Mt 11,2-11

CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)  

III Domenica di Avvento (Anno A) - Gaudete (11/12/2016)

Vangelo: Is 35,1-6.8.10; Sal 145; Gc 5,7-10; Mt 11,2-11 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 11,2-11

In quel tempo, 2Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò 3a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». 4Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: 5i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. 6E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

7Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? 8Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! 9Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. 10Egli è colui del quale sta scritto:

Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero,

davanti a te egli preparerà la tua via.

11In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.

Stiamo vivendo liturgicamente il periodo dell'avvento nel quale ci avviciniamo ogni giorno di più alla venuta del Salvatore.
Nella seconda domenica di Avvento, la liturgia ci invitava alla conversione necessaria per accogliere il Cristo che viene nel mondo per cambiare il corso della storia.

In questa terza domenica, detta anche domenica della Gioia e della speranza per la prossima venuta del Cristo, la liturgia ci invita a rallegrarci, perché le profezie si stanno avverando, il Messia che nasce è veramente il figlio di Dio annunciato.
In questa domenica anche i paramenti assumono un colore nuovo: il rosa, colore della gioia che ogni cristiano deve avere, perché si avvicina la nascita di Gesù.

Nella prima lettura, tratta dal libro di Isaia, il profeta annuncia la gioia della liberazione al popolo che è in esilio. Quando il Messia nascerà, si rallegreranno il deserto e la terra arida, la steppa fiorirà, tutti vedranno la gloria del nostro Dio, mani e ginocchia diventeranno salde e gli occhi dei ciechi si apriranno, si schiuderanno gli orecchi dei sordi, lo zoppo salterà, così parlerà la lingua del muto Ci sarà una via santa dalla quale ritorneranno i salvati dal Signore. La gioia e la felicità regneranno sulla terra, non ci saranno più tristezza e pianto.
Il popolo di Israele cederà il proprio compito al nuovo popolo di Dio, l'Emanuele, il Dio con noi, creerà nuove dimensioni di vita, tutti potranno essere parte viva della società e quindi della storia, anche coloro che hanno degli handicap; questo si realizzerà quando sulla terra il popolo metterà in pratica la legge del Signore che Gesù è venuto ad insegnarci con la sua incarnazione in Maria.

Con il ritornello del salmo responsoriale tratto dal salmo 145/146 "Vieni Signore a salvarci" si esalta la provvidenza e la misericordia divina.
Con i versetti si ricorda che il Signore è fedele per sempre, dona a tutti quello di cui hanno bisogno. Il Signore ridona a chi ha infermità la salute, egli ama i giusti e protegge i forestieri. Il Signore sconvolge le vie dei malvagi, il Dio di Israele regna per sempre.

Nella seconda lettura, tratta dalla lettera di San Giacomo, l'apostolo ci ricorda che il cristiano è colui che attende con pazienza e fede la venuta del Signore.
Ci esorta ad essere costanti, a prendere esempio dal contadino che con pazienza attende i frutti della terra, ci invita a non lamentarci e a non giudicare, a prendere esempio dai profeti che hanno annunciato la venuta del Messia.
La pazienza è una grande virtù che ci aiuta a non scoraggiarci mai, anche quando pensiamo che tutto vada male per la nostra vita. La fede e la pazienza ci aiutano a ritrovare la strada giusta, a riprendere il cammino da percorrere per poter realizzare quello che desideriamo. Come i profeti che hanno creduto ispirati dal Signore, anche noi non dobbiamo mai perdere la speranza perché il Messia è venuto nel mondo per ciascuno di noi e ci è vicino come un fratello ogni giorno; siamo noi che a volte non lo sentiamo, non tanto per mancanza di fede ma per distrazione.

L'apostolo Matteo nel vangelo ci presenta Giovanni Battista che, essendo in carcere e avendo sentito parlare delle opere del Cristo, manda i suoi discepoli a chiedere a Gesù se sia lui il Messia che deve venire o se dobbiamo aspettarne un altro.
Gesù dice di tornare da Giovanni e di raccontargli quello che ascoltano e vedono, cioè i ciechi vedono, i sordi odono, gli zoppi camminano, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il vangelo di salvezza.
Gesù poi fa un'esaltazione di Giovanni, dicendo alle folle che quello che sono andati a vedere nel deserto era un profeta, anzi più di un profeta, un precursore, un messaggero, uno che preparerà le vie del Signore; tra i nati da donna non esiste uno più grande del Battista, ma il più piccolo che regna nei cieli è più grande di lui.
La prima lettura ed il vangelo ci parlano di ciechi, sordi, zoppi che hanno riacquistato la vista, l'udito, la deambulazione. Per noi queste menomazioni sono pesanti da sopportare, ma forse non abbiamo mai pensato che il cieco può percepire sentimenti e conoscenze profonde dettate dal cuore, che il sordo nella sua mente può ascoltare musiche soavi. Molto spesso nelle nostre giornate non riusciamo a cogliere quello che di bello e di grande la vita ci dona, perché tutto ciò che ci circonda è impastato di male e di cose negative che ci impediscono di assaporare i veri valori dell'esistenza umana.

Credere nel Messia che deve venire è un atto di fede che ci rende capaci di accoglierlo e di vivere con lui la nostra vita.

Per la revisione di vita di coppia e di famiglia:
- Il profeta Isaia ci presenta un mondo felice e gioioso perché nel mondo è venuto il Messia a salvarci. Siamo convinti di questa realtà?
- Il cristiano è colui che attende il Signore annunciato dai profeti: noi attendiamo Gesù perché entri nei nostri cuori e li riempia di se, o questa nascita è solo frutto di ricordi e di tradizioni?
- L'apostolo Giacomo c'invita a fare come il contadino che attende con pazienza i frutti della terra; noi siamo capaci di attendere con pazienza e fede la venuta del Salvatore comportandoci secondo la Parola che Gesù ci ha insegnato?
- Giacomo ci esorta ancora a non giudicare per non essere giudicati; riusciamo ad accogliere i fratelli nella loro realtà senza giudicarli?
- La nascita di Gesù ci riempie di gioia: siamo capaci di trasmettere la vera gioia agli altri?

Gianna e Aldo - CPM Genova

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