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TESTO Cammino, tenebre, luce...

don Roberto Rossi  

Natale del Signore - Messa del Giorno (25/12/2016)

Vangelo: Gv 1,1-18 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 1,1-18

1In principio era il Verbo,

e il Verbo era presso Dio

e il Verbo era Dio.

2Egli era, in principio, presso Dio:

3tutto è stato fatto per mezzo di lui

e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

4In lui era la vita

e la vita era la luce degli uomini;

5la luce splende nelle tenebre

e le tenebre non l’hanno vinta.

6Venne un uomo mandato da Dio:

il suo nome era Giovanni.

7Egli venne come testimone

per dare testimonianza alla luce,

perché tutti credessero per mezzo di lui.

8Non era lui la luce,

ma doveva dare testimonianza alla luce.

9Veniva nel mondo la luce vera,

quella che illumina ogni uomo.

10Era nel mondo

e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;

eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

11Venne fra i suoi,

e i suoi non lo hanno accolto.

12A quanti però lo hanno accolto

ha dato potere di diventare figli di Dio:

a quelli che credono nel suo nome,

13i quali, non da sangue

né da volere di carne

né da volere di uomo,

ma da Dio sono stati generati.

14E il Verbo si fece carne

e venne ad abitare in mezzo a noi;

e noi abbiamo contemplato la sua gloria,

gloria come del Figlio unigenito

che viene dal Padre,

pieno di grazia e di verità.

15Giovanni gli dà testimonianza e proclama:

«Era di lui che io dissi:

Colui che viene dopo di me

è avanti a me,

perché era prima di me».

16Dalla sua pienezza

noi tutti abbiamo ricevuto:

grazia su grazia.

17Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,

la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

18Dio, nessuno lo ha mai visto:

il Figlio unigenito, che è Dio

ed è nel seno del Padre,

è lui che lo ha rivelato.

Abbiamo composto il biglietto con tre scene e una scritta: la foto di Amatrice distrutta dal terremoto, la foto di Qaraqoush distrutta e incendiata dalla furia dell'Isis nella persecuzione ai fratelli cristiani e la foto del nostro presepio. Nelle tenebre del mondo abbiamo bisogno di cercare, trovare, accogliere la luce: la luce di Gesù. Il Signore. La profezia di Isaia non finisce mai di commuoverci, specialmente quando la ascoltiamo nella Liturgia della Notte di Natale. E non è solo un fatto emotivo, sentimentale; ci commuove perché dice la realtà profonda di ciò che siamo: siamo popolo in cammino, e intorno a noi - e anche dentro di noi - ci sono tenebre e luce. E in questa notte, mentre lo spirito delle tenebre avvolge il mondo, si rinnova l'avvenimento che sempre ci stupisce e ci sorprende: il popolo in cammino vede una grande luce. Una luce che ci fa riflettere su questo mistero: mistero del camminare e del vedere.

Camminare. Questo verbo ci fa pensare al corso della storia, a quel lungo cammino che è la storia della salvezza, la nostra storia umana che è sempre accompagnata dal Signore! Egli è sempre fedele al suo patto e alle sue promesse. Perché fedele, «Dio è luce, e in lui non c'è tenebra alcuna» (1 Gv 1,5). Da parte dell'umanità, invece, si alternano momenti di luce e di tenebra, fedeltà e infedeltà, obbedienza e ribellione, pace e violenza.

Anche nella nostra storia personale si alternano momenti luminosi e oscuri, luci e ombre. Se amiamo Dio e i fratelli, camminiamo nella luce, ma se il nostro cuore si chiude, se prevalgono in noi l'orgoglio, la menzogna, la ricerca del proprio interesse, allora scendono le tenebre dentro di noi e intorno a noi. «Chi non ama, resta nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché non conosce il senso della vita» (1 Gv 2,11). Popolo in cammino, Chiesa in uscita, Chiesa (comunità cristiana) che ama.

La grazia che è apparsa nel mondo è Gesù, nato dalla Vergine Maria, vero uomo e vero Dio. Egli è venuto nella nostra storia, ha condiviso il nostro cammino. È venuto per liberarci dalle tenebre e donarci la luce. In Lui è apparsa la grazia, la misericordia, la tenerezza del Padre: Gesù è l'Amore fattosi carne. Non è soltanto un maestro di sapienza, non è un ideale a cui tendiamo, è una persona vivente nei cieli e in mezzo a noi, è il senso della vita e della storia.

In questa Notte condividiamo la gioia del Vangelo: Dio ci ama, ci ama tanto che ha donato il suo Figlio, come luce nelle nostre tenebre. Il Signore ci ripete: «Non temete» (Lc 2,10). Gesù ci guida nel cammino. Egli è la luce che rischiara le tenebre. Egli è la misericordia, Egli è la nostra pace.

Dice S. Bernardo: "Volle venire, Colui che si poteva accontentare di aiutarci".

Qui sta la meravigliosa Misericordia di Dio, che ci riempie di stupore più della sua potenza! Non era necessario, ma ha voluto così, Dio Padre con Gesù suo Figlio, nell'amore dello Spirito.

E' avvenuto, è accaduto come avvenimento, è qui per salvarci, l'Emmanuele, Dio con noi!

Perdere lo stupore davanti a questo fatto è per noi la più grande superficialità. Siamo chiamati, con umiltà, a recuperare stupore e apertura per quello che Cristo Gesù ha fatto e fa per noi....
Volle venire....

Vuole venire, in questo Natale, per offrire a tutte le famiglie, ai piccoli e ai grandi, la gioia della sua compagnia, la luce della sua sapienza, la forza del suo amore perché diventiamo "cristiani, adulti nella fede e cittadini responsabili" verso i più bisognosi e il bene comune.

"... anche se si chiude la Porta santa, rimane sempre spalancata per noi la vera porta della Misericordia, che è il Cuore di Cristo!" (papa Francesco)

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