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TESTO Commento su 2cor 5,17-18

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IV Domenica di Quaresima - Laetare (Anno C) (21/03/2004)

Brano biblico: 2cor 5,17-18 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Lc 15,1-3.11-32

1Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». 3Ed egli disse loro questa parabola:

11Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 12Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. 13Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. 14Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. 16Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. 17Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; 19non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. 20Si alzò e tornò da suo padre.

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. 21Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. 22Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. 23Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.

25Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; 26chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. 27Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. 28Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. 29Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. 30Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. 31Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 32ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

Dalla Parola del giorno

Fratelli, se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. Tutto questo, però, viene da Dio che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. (2 Cor.5,17-18)

Come vivere questa Parola?

Vivere il Battesimo significa vivere, giorno dietro giorno, l'immersione in Cristo: in tutto il suo mistero di morte e risurrezione. Ed è come dire che, dentro questa consapevolezza, noi davvero diventiamo "nuovi": di quella novità che esplode se ci lasciamo "riconciliare con Dio". Che cosa significa "lasciarsi riconciliare con Dio? Vuol dire permettere concretamente al Signore che le energie sananti e vivificanti ottenute a noi dall'aver accettato d'essere trattati "come peccato in nostro favore" (Lui: l'infinita Innocenza!) ci convertano il cuore e la vita.

Le "cose vecchie" da lasciar cadere sono i sentimenti opprimenti e depressivi, legati a rumore e paure. La riconciliazione penetra in noi se ci rivestiamo di un nuovo modo di guardare a noi stessi, Dio, le persone, il creato intero. Si tratta di lasciarci abitare la mente da pensieri di pace. Una mente riconciliata è anzitutto una mente totalmente "disarmata". Ma non basta. La novità di cui, soprattutto oggi, il mondo ha estremo bisogno, è la novità del lasciarsi abitare il cuore dalla comprensione dei problemi e dalla difficoltà dell'altro, dal desiderio di essere per ognuno "benedizione" e mai "maledizione", inciampo a vivere la pace. La novità è lasciar cadere sospetti, antipatie, vecchi rancori, risentimenti, rivalità, competizioni. La novità è scegliere ogni giorno di far spazio al flusso della Benedizione che sgorga di continuo dal mistero di Gesù Crocifisso e Risorto, con una consapevolezza che rassicura e rasserena il cuore e le opere delle urgenze della carità.

Oggi, nel mio rientro al cuore, passo del tempo a "lasciarmi riconciliare" in profondità col Signore ravvivando la fede nella sua Presenza in me: Presenza d'amore e di benedizione.

Signore che in questo cammino quaresimale, mi inviti a prendere sempre più coscienza dell'inaudita, continua" novità" del tuo amarci per primo, apri il mio cuore perché, nei confronti di chi mi vive accanto, io viva da riconciliato, che apre vie alla riconciliazione.

Dagli antichi libri sacri dell'Induismo
Possano tutti gli esseri guardarmi con occhio da amico.
Possa io pure guardare tutti gli esseri con occhio da amico.
Possiamo guardarci gli uni gli altri con occhio di amico
Yajur Veda 26,2

 

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