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TESTO Tutto quello che il Padre possiede è mio

Movimento Apostolico - rito romano  

Santissima Trinità (Anno C) (22/05/2016)

Vangelo: Gv 16,12-15 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 16,12-15

12Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 14Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 15Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

È sufficiente leggere qualche brano del Nuovo Testamento e subito appare in tutta la sua potente luce quanto Gesù dice di se stesso: "Tutto quello che il Padre possiede è mio". Il Padre ha dato tutto se stesso al Figlio e tutto opera per mezzo del Figlio.

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l'ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra. In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati - secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà - a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

Perciò anch'io, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell'amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l'efficacia della sua forza e del suo vigore. Egli la manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni Principato e Potenza, al di sopra di ogni Forza e Dominazione e di ogni nome che viene nominato non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro. Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose: essa è il corpo di lui, la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose (Ef 1,3-23).

Quale sarà dunque la missione dello Spirito Santo per tutto il tempo della storia ed anche dell'eternità? Essa è una sola: dovrà prendere Cristo Gesù e annunziarlo in modo sempre nuovo ai suoi discepoli. Come lo dovrà annunziare? Non solamente con la parola, ma anche creandolo di giorno in giorno nell'anima, nello spirito, nei pensieri, nel cuore, nello stesso corpo del discepolo. Il discepolo dovrà in tutto e per tutto respirare, odorare, profumare di Cristo Gesù. Quando parla il suo alito dovrà essere alito di Cristo, quando cammina il suo passo dovrà essere passo di Cristo, quando il suo cuore batte, dovrà essere battito del cuore di Cristo Gesù. Poiché tutto il Padre si è dato a Cristo, donando il Cristo, lo Spirito dona il Padre in Cristo e formando Cristo, forma anche il Padre. Poiché tutto questo può avvenire sempre come opera dello Spirito Santo, anche lo Spirito Santo forma se stesso nel cuore credente.

Chi si pone fuori dello Spirito Santo, rimane senza Cristo Signore e senza il Padre. Si esclude dal mistero della Beata Trinità in Lui. Senza lo Spirito Dio e l'uomo rimangono ognuno nel suo mondo. Dio rimane nel Cielo, l'uomo sulla terra. Dio dimora nella sua immensità di luce eterna. L'uomo invece soffre e muore nelle sue tenebre asfissianti. Lo Spirito Santo è il cuore della Beata Trinità ed è il cuore dell'uomo nel quale abita e dimora la Beata Trinità. Lo Spirito è il frutto di Cristo. Oggi dovrà essere il frutto perenne della Chiesa. Se essa non produce questo frutto, regnerà sempre la morte.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, ricolmateci di Spirito Santo.

 

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