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TESTO Commento su Giovanni 14,23-29

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VI Domenica di Pasqua (Anno C) (01/05/2016)

Vangelo: Gv 14,23-29 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 14,23-29

23Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

25Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. 26Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

27Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. 28Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. 29Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.

"Se uno mi ama osserverà la mia parola".

E' così che inizia il discorso di Gesù ai discepoli prima della sua Passione.

Egli li rassicura e dice loro che lo avrebbero visto di nuovo perché si sarebbe manifestato a quelli che lo amano.

Gli apostoli pensano ad una manifestazione "in grande", ad una rivelazione pubblica che avrebbe cambiato la storia perché erano convinti che Gesù fosse il profeta tanto atteso che sarebbe diventato Re d'Israele, che si sarebbe messo a capo del popolo di Dio cacciando i dominatori romani ed instaurando un nuovo Regno.

Ma Gesù fa capire che la sua manifestazione non sarebbe avvenuta in modo spettacolare...

Sarebbe stata una venuta della Trinità nel cuore di ciascuno: "Noi verremo a lui".
Chi sono questi "Noi"?
Sono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
E chi è questo "lui"?

Sono io, sei tu, tu, tu.... tutti coloro che sono qui in chiesa, ma anche tutti coloro che non sono qui e che amano Gesù ed osservano la sua Parola.

Con queste parole il nostro Maestro dice in quale modo egli rimarrà presente in mezzo ai suoi dopo la sua morte e spiega come sarà possibile essere con lui: la "casa" di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo non è una casa fatta di mattoni e di muri ma è il nostro cuore.
Avete capito, bambini, l'importanza di ciò?

E' sicuramente una grande responsabilità, questa, di portare Dio nel nostro cuore... ma è una cosa bellissima perché Lui, così vicino a noi al punto tale da abitare dentro di noi, ci aiuta a camminare sulla sua strada, ci aiuta ad essere come lui.
Ma concretamente, che cosa dobbiamo fare?
Ascoltare la sua Parola e metterla in pratica.

Facciamo un esempio che vi riporta alla vostra vita di tutti i giorni: i vostri genitori quante parole vi dicono affinché cresciate buoni, rispettosi, educati, bravi?
Penso tante! Siete d'accordo anche voi?

Ecco. Se voi ascoltate le loro parole e le mettete in pratica significa che li amate, significa che sapete che quello che dicono e fanno è perché vi vogliono bene e desiderano per voi una vita con la "V" maiuscola!

Ma se ascoltate le loro parole e non le mettete in pratica le cose cambiano...

Dice Gesù:"Chi ascolta le mie parole e non le mette in pratica è simile ad un uomo stolto che costruisce la sua casa sulla sabbia"... e la casa crollò alle prime intemperie.

«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui».

Questo dice Gesù. Lo dice ai suoi discepoli ma lo dice anche a noi.
Quali sono le parole che siamo chiamati ad osservare?

Sono le parole che il Signore ha sintetizzato nel suo comandamento nuovo:"Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi".
Amarsi concretamente, ecco il segreto.

Proviamo a pensare alla nostra giornata a partire dal mattino quando ci alziamo.

Cosa faccio quando la mamma mi sveglia per andare a scuola? Mi alzo subito senza fare storie?

Mi preparo senza fare capricci? Mangio volentieri la colazione che mi è stata preparata o mangio col muso lungo perché avrei voluto un'altra cosa?

Quando arrivo a scuola, come mi comporto coi miei compagni? E con la maestra?
E quando torno a casa?

Sono certa che ognuno di voi sa quale è il giusto comportamento da adottare, in ogni momento della giornata, se lo si vuole vivere secondo la Parola di Dio...

Non sempre è facile. Ma Dio Trinità che è in noi ci dà quella sapienza, quella forza, quella spinta senza le quali non ce la faremmo mai a percorrere questa strada in salita.

Sicuramente ci saranno dei momenti in cui cadremo, in cui dimenticheremo le parole di Gesù... ma l'importante è la volontà di rialzarsi e ricominciare ad amare.
Amare proprio come il Signore ha fatto con noi.

Già... perché a volte ci dimentichiamo che la Parola che ascoltiamo ogni domenica è una lunga lettera che Dio ci ha scritto e che finisce sempre così:"Io ti amo".

Noi, generalmente, ci immaginiamo Dio come un Padre saggio, con la barba bianca... ma voi, vi siete mai immaginati Dio come un innamorato?

Dio è innamorato di noi, ci vuole così bene che, per starci vicino, ha voluto addirittura mettere su casa non in un palazzo, ma dentro di noi. Noi siamo il Tempio di Dio. Presenza invisibile ma reale.

Gesù sa che, con la sua morte, i discepoli non lo vedranno, non lo sentiranno, non lo toccheranno più... ma c'è un segreto: essi non dovranno più guardare fuori, ma dentro se stessi.
Gesù manderà lo Spirito Santo, il Paraclito.
Che cosa significa questa parola?

Significa "avvocato", cioè colui che sta dalla mia parte, colui che è chiamato vicino a me perché possa assistermi al meglio quando ho un problema.

Ecco. Il Paraclito ci assiste, ci difende e vuole che siamo vincitori contro il male.

Lo Spirito Santo, lo Spirito del Risorto, non è dentro di noi per dormire!

Egli è nel nostro cuore per trasformarci, per insegnarci la volontà di Dio, per ricordarci cosa Cristo ha fatto, cosa ha detto, come ha vissuto... Lo Spirito Santo vuole che diventiamo come Gesù.
Sentite cosa dice il papa:

Ricordo una volta, quando ero parroco alla parrocchia del patriarca San José, a San Miguel, durante la messa per i bambini, nel giorno di Pentecoste, ho fatto la domanda: «Chi sa chi è lo Spirito Santo?». E tutti i bambini alzavano la mano. Uno di questi aveva risposto: «Il paralitico!». Lui aveva sentito "paraclito", e aveva capito il «paralitico»! È così: lo Spirito Santo sempre è un po' lo sconosciuto della nostra fede. Gesù dice di lui agli apostoli: «Vi invierò lo Spirito Santo: lui vi insegnerà tutte le cose e vi ricorderà tutto quello che ho detto».

Lo Spirito Santo è Dio, ma è Dio attivo in noi, che fa ricordare. Dio che fa svegliare la memoria. Lo Spirito Santo ci aiuta a fare memoria.

La memoria che viene dal cuore è una grazia dello Spirito Santo. La memoria fa bene anche quando uno è assalito dalla vanità e crede di essere un po' il premio Nobel della santità. E lo è anche la memoria delle nostre miserie, dei nostri peccati che ci fanno schiavi. Ricordare la nostra storia e come il Signore ci ha salvati, è bello. La memoria è una grazia grande e anche la Chiesa ha la sua memoria, la Passione del Signore, quella memoria che toglie i peccati. Io vorrei oggi chiedere la grazia di questa memoria per tutti noi, chiedere allo Spirito Santo che ci faccia uomini, donne e bambini «memoriosi»".
Commento a cura di Maria Teresa Visonà

 

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