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TESTO Commento su Ap 21,1-5a

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V Domenica di Pasqua (Anno C) (24/04/2016)

Brano biblico: At 14,21-27 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 13,31-35

31Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. 32Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. 33Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. 34Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. 35Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Collocazione del brano
La liturgia domenicale ci porta di colpo al termine dell'Apocalisse. Dopo grandi lotte, nel capitolo 20 l'antagonista di Cristo viene finalmente sconfitto, tutti i morti risorgono e vengono giudicati secondo le loro opere. Gli ultimi due capitoli dell'Apocalisse (21 e 22) descrivono il cielo e la terra nuova, nati dal ritorno glorioso di Cristo. E' dal capitolo 21 che vengono tratte le letture di questa domenica e di domenica prossima.

Lectio
Io, Giovanni, 1vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c'era più.
La terra e il cielo che noi conosciamo oggi finiranno e faranno posto a un cielo e a una terra nuovi. Accanto a questa nuova terra però non c'è il mare, che nella mentalità semitica è il luogo delle forze ostili a Dio, è il simbolo del male. Vi è dunque una nuova creazione, libera dal male e dal peccato. La novità è data dalla risurrezione di Cristo. Anche noi parteciperemo a questa nuova creazione, saremo fatti nuovi a immagine del Risorto.

2E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.
Protagonista di questa nuova terra è la nuova Gerusalemme, la città santa. Ciò significa un nuovo rapporto tra Dio e gli uomini. Gerusalemme è la sposa di Dio, come un tempo era Israele e ora la Chiesa. Si tratta dunque di un rapporto privilegiato

3Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio.
Ecco che finalmente colui che siede sul trono parla. Egli non ha mai detto niente per tutto il corso dell'Apocalisse. Cosa dice ora? Ci spiega il senso della Città Santa. Essa è la tenda, cioè il luogo in cui il Signore abitava quando seguiva Israele nel suo viaggio nel deserto. Il Signore abiterà per sempre con il suo popolo. Non si tratta più del solo Israele, ma di tutti i popoli della terra. Vi sarà una grande comunione tra Dio e tutta l'umanità, Egli sarà l'Emmanuele di tutte le genti, il Dio con loro!

4E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate».
Ritorna l'immagine che abbiamo visto domenica scorsa. Dio si fa vicino ai suoi figli e alle sue figlie ad uno ad uno e come un padre affettuoso asciuga le loro lacrime. Cura le loro ferite, le trasforma in gioia. La misera condizione dell'uomo mortale è finita, non ci sarà più pianto, né lamento, il mondo con le sue sofferenze è ormai passato.

5E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose».
Ancora sentiamo la voce di Dio. Egli ci rassicura: faccio nuove tutte le cose. Come al tempo della creazione, Egli è capace di creare di nuovo tutto il mondo. Con la risurrezione di Cristo è un mondo redento, libero dalla morte, dal peccato, dalla sofferenza.

Meditatio
- Come mi immagino i cieli e la terra nuovi?
- Cosa significa per me che Dio abita in mezzo al suo popolo?
- Come mi comporto nei confronti delle sofferenze che ho vissuto o vivo tuttora?

 

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