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TESTO Vangeli che camminano

don Giovanni Berti

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V Domenica di Pasqua (Anno C) (24/04/2016)

Vangelo: Gv 13,31-35 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Gv 13,31-35

31Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. 32Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. 33Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. 34Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. 35Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Clicca qui per la vignetta della settimana.

Quando preparo la vignetta legata al Vangelo della domenica unita al commento, prima di postarla sul mio blog e su Facebook, la mando in anteprima ad alcune persone amiche per chiedere loro un parere. Anche stavolta l'ho mandata e un caro amico mi ha subito risposto chiedendomi "ma che vangelo c'è oggi?".

Immediatamente ho fatto un bel "copia-incolla" dalla pagina del Vangelo presa dal web e gliel'ho spedita.

Poi mi sono chiesto se davvero quella era la riposta giusta, e la sua domanda ("ma che vangelo c'è oggi?") forse mi suggeriva un altro tipo di risposta, proprio a partire dalle cose dette da Gesù in quel pezzo di Vangelo.

Siamo durante l'ultima cena, e dopo che Gesù ha fatto il gesto profetico di lavare i piedi ai suoi discepoli, e dopo aver dato l'ultima possibilità a Giuda di essere unito a lui (il boccone dal piatto), quest'ultimo esce, consumando una frattura nell'amicizia con il Maestro che è uno dei dolori di Gesù nella sua passione.

Tutta la passione di Gesù, che lo porta a morire in croce, è il definitivo gesto di amore per i suoi amici e per l'umanità intera, e nonostante le apparenze di sconfitta umana, in realtà è proprio così che manifesta la gloria di Dio, che si rivela come Amore.

Ed è a questo punto che il Maestro insegna ai suoi discepoli il comandamento nuovo. E' chiamato "nuovo" non perché sostituisce tutti gli altri, ma perché è quello definitivo e perché getta una luce nuova su tutti gli altri insegnamenti, dall'inizio della rivelazione fino a quel momento. E' un comandamento nuovo che rinnova un'alleanza tra Dio e l'uomo che sembrava impossibile e continuamente minacciata da tradimenti e fratture come quella di Giuda (che esce nella notte fuori e dentro di lui, come racconta l'evangelista).

L'amore è questo comandamento, e come modelli non ci sono sentimenti superficiali, ma il gesto che ha fatto Gesù poco prima, la lavanda dei piedi, e la croce.

Il servizio e il dono di sé anche a costo della morte sono quelli a cui si riferisce Gesù quando dice "...come io ho amato voi". Come cristiano se voglio dire a me stesso e al mondo chi è il mio Signore e Dio, lo posso fare con la vita piena di amore concreto, di servizio al prossimo, di dono della vita per chi mi sta accanto e chi mi ritrovo accanto anche senza sceglierlo. "Da questo sapranno che siete miei discepoli...", dice Gesù, e non da segni materiali di valore e prestigio, non da monumenti e processioni, non da certificati di battesimo o di matrimonio in chiesa, ma dall'amore reciproco sullo stile del Vangelo.

Quale è dunque il vangelo di oggi? Penso che la risposta più corretta e che va oltre la richiesta della pagina liturgica da leggere a messa, sia che il vangelo oggi siamo noi. Siamo noi l'annuncio di Gesù, con quello che facciamo e con le scelte concrete dentro al nostra comunità cristiana e verso tutti gli uomini, e anche verso il creato. Siamo noi il Vangelo che cammina nel mondo, perché se non abbiamo amore l'uno per l'altro, Gesù viene pian piano dimenticato e l'unico vangelo che si conoscerà, sarà solo uno dei tanti scritti antichi lasciati a prendere polvere in qualche scaffale di storia della letteratura antica.

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