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TESTO Pasqua: Cristo mia vita è risorto

don Roberto Rossi  

Domenica di Pasqua - Risurrezione del Signore (Anno C) (27/03/2016)

Vangelo: Gv 20,1-9 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

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1Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». 3Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Viviamo questa Pasqua nell'anno della Misericordia, al centro ormai dell'anno della Misericordia.

Molte persone hanno vissuto e stanno vivendo giorni di afflizione per i gravi problemi del terrorismo, delle guerre, delle violenze che causano tanti mali nella nostra umanità.

Penso che non serva tanto esprimere rabbia, invocare castighi e morte, ma che sia molto più opportuno implorare la misericordia di Dio per tutta l a nostra umanità; credere a Dio, alla sua presenza, al suo amore, alla sua compassione: invocare e credere che Lui ci può e ci vuole salvare, se ci lasciamo salvare. Dice la Bibbia: Se il Signore non costruisce la casa, invano faticano i costruttori, se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode. Il nostro bene è stare vicino a Dio, lontano da Lui la vita perisce. La nostra società consumistica, opulenta e secolarizzata, ha voglia di aggrapparsi a Dio, di metterlo a fondamento vero del suo costruirsi? Io ho voglia di costruire la mia vita, la mia famiglia, la mia opera educativa, su quella roccia di salvezza che è il Signore? Su quel maestro e Signore che è Gesù risorto e vivente?

La misericordia: l'abbiamo implorata e accolta nella fede e nei sacramenti, specie nel sacramento della Riconciliazione. Ma forse quest'anno abbiamo confessato "i soliti peccati", forse piccole cose, in forma abitudinaria o scrupolosa.

Prepariamoci per il prossimo anno a confessare e a implorare misericordia per tanti altri peccati di cui il papa vuol farci consapevoli e coscienti, in tutto il nostro rapporto col prossimo, coi poveri della terra; nella presa di coscienza dei veri problemi del mondo e soprattutto delle cause di questi problemi, come l'indifferenza, il poco rispetto del creato, l'incapacità di affrontare e risolvere le situazioni difficili della maggior parte dei popoli della terra. Occorre costruire sempre di più la vita cristiana sulla Parola di Dio e sui grandi documenti di papa Francesco come la Evangelii Gaudium e il Laudato sii.

Non è per seminare peccati in più, ma per farci sentire l'importanza della nostra responsabilità e le grandi possibilità che abbiamo di costruire davvero, non a parole ma con i fatti un mondo migliore.

Allora diventiamo "misericordiosi come il Padre", credenti in Cristo risorto, che è morto perché tutti abbiano la vita, non solo nei cieli, ma anche sulla terra.

Gesù Cristo è risorto! L'amore ha sconfitto l'odio, la vita ha vinto la morte, la luce ha scacciato le tenebre!

Noi siamo chiamati ad accogliere la misericordia e a vivere la stessa misericordia verso tutti i fratelli, specie i più miseri. Siamo chiamati a vivere la speranza (non lasciatevi rubare la speranza, dice il papa), a vivere l'amore, che è l'unica cosa bella e buona che esiste, nelle famiglie, lei luoghi di lavoro, nell'intera società.

Con la sua morte e risurrezione Gesù indica a tutti la via della vita e della felicità: questa via è l'umiltà, è il servizio.

Il mondo propone di imporsi a tutti costi, di competere, di farsi valere... Ma i cristiani, per la grazia di Cristo morto e risorto, sono i germogli di un'altra umanità, nella quale cerchiamo di vivere al servizio gli uni degli altri, di non essere arroganti ma disponibili e rispettosi.

La luce, la grazia e la pace vera di Gesù Signore la imploriamo per noi e per quanti Dio ci ha donati come prossimo, vicini o lontani.

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