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TESTO Commento su Dn 3,40b

Casa di Preghiera San Biagio FMA  

Martedì della III settimana di Quaresima (01/03/2016)

Brano biblico: Dn 3,25.34-43 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 18,21-35

21Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». 22E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

23Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. 24Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. 25Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. 26Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. 27Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.

28Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. 29Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. 30Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.

31Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. 32Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. 33Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. 34Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. 35Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

"Non c'è delusione per coloro che confidano in Te"
Dn 3,40b

Come vivere questa Parola?
Il profeta Daniele dà spazio a un'allocuzione agli Israeliti tenuta dal loro Re AZARIA. Sono tempi duri per il popolo eletto. Sembra che tutto crolli. Eppure quest'uomo vive e dichiara la sua fede affermando che per chi confida in Dio c'è sempre speranza, fuori da ogni "frana" di delusione.
Ecco, anche per noi il discorso tiene. Oggi come a quei tempi. Anzitutto perché nell'ordito della nostra vita non è detto che ci siano risparmiate le delusioni.
Può deludere un lavoro intrapreso con slancio e un'impresa inizialmente avviata con successo. Può deludere anche un'iniziativa apostolica che non dà frutti attesi. Può deludere un figlio alla cui educazione ci si è dedicati con tanto affetto. Può deludere, a volte, in certi momenti il marito o la moglie, l'amico o l'amica.
Non c'è nulla, di ciò che è solo umano, che non abbia almeno per un momento, la capacità di deludere, con tutte le conseguenze del caso. Perché tutto è segnato dal limite e dalla caducità.
L'unica realtà che non delude è quella che s'identifica con Dio-Amore. Proprio perché DIVINO, l'AMORE è fuori da tradimenti, limiti, manchevolezze, caducità.

O Signore, mia Speranza certa, mio sole che non tramonta, mio AMORE che non mi deluderà mai, aiutami a fidarmi pienamente di Te, a crescere rispondendo giorno dopo giorno alla tua grazia, in quella certezza che non può deludere, come non può la luce mancare a se stessa.

La voce di un cercatore di Dio
"In te, o Dio, non ci può essere delusione; perché sei la pienezza e il compimento di ogni verità bontà e bellezza. Tutto ciò non deluderà mai".
Anonimo

Sr Maria Pia Giudici, FMA - info@sanbiagio.org

 

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