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TESTO Commento su Mt 7, 9-11

Casa di Preghiera San Biagio FMA  

Giovedì della I settimana di Quaresima (18/02/2016)

Vangelo: Mt 7,7-12 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

«Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!».
Mt 7, 9-11

Come vivere questa Parola?
Martedì scorso, commentando la preghiera cristiana per eccellenza che è quella insegnata dal nostro unico Maestro, il Padrenostro, dicevamo che "la prima parola (Padre) è già un annuncio che ci pone al centro della preghiera, perché in essa è già contenuto, come in germe, tutto". Anche nel Vangelo odierno Gesù ci spiega, facendo riferimento alla nostra esperienza terrena di vita familiare, che anche nel campo della preghiera bisogna sempre tenere nel sottofondo il rapporto esistenziale tra padre e figlio. Il figlio chiede con fiducia, perché sa che il padre gli concederà quanto gli occorre, e d'altra parte il padre, per il suo grande amore per il figlio, non può rimanere sordo alle sue richieste.
Gesù poi ci eleva alle altezze del divino: se questo rapporto padre-figlio è vero nella nostra esperienza terrena, fra noi che «siamo cattivi», quanto ciò sarà infinitamente più vero nel rapporto col Padre celeste! E infatti la preghiera cristiana non è mai un gesto compiuto davanti a un distributore automatico, che ci dà quello che scegliamo. Essa presuppone un dialogo filiale col Padre celeste che «sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate».

Oggi farò mia la stupenda preghiera di Charles de Foucauld riportata più sotto, colma di affetto filiale verso il Padre.

La voce del Beato Charles de Foucauld
«Padre mio, io mi abbandono a te, fa di me ciò che ti piace. Qualunque cosa tu faccia di me Ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto. La tua volontà si compia in me, in tutte le creature. Non desidero altro, mio Dio. Affido l'anima mia alle tue mani. Te la dono, mio Dio, con tutto l'amore del mio cuore perché ti amo, ed è un bisogno del mio amore di donarmi, di pormi nelle tue mani senza riserve, con infinita fiducia, perché Tu sei mio Padre».

Don Ferdinando Bergamelli SDB - f.bergamelli@tiscali.it

 

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