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TESTO Prostriamoci davanti al Signore, inginocchiamoci davanti ai poveri

don Roberto Rossi  

I Domenica di Quaresima (Anno C) (14/02/2016)

Vangelo: Lc 4,1-13 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Lc 4,1-13

1Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, 2per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. 3Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». 4Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo».

5Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra 6e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. 7Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». 8Gesù gli rispose: «Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».

9Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; 10sta scritto infatti:

Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo

affinché essi ti custodiscano;

11e anche:

Essi ti porteranno sulle loro mani

perché il tuo piede non inciampi in una pietra».

12Gesù gli rispose: «È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».

13Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

"La Quaresima di questo Anno Giubilare sia vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio". Il Signore è clemente, misericordioso e grande nell'amore. "Benedici il Signore anima mia, non dimenticare nessuno dei suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie..." Lasciamoci abbracciare dal Signore e viviamo nella sua luce e nella sua gioia la nostra vita.

" Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto. Le nostre mani stringano le loro mani, e tiriamoli a noi perché sentano il calore della nostra presenza, dell'amicizia e della fraternità. Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l'ipocrisia e l'egoismo". Questo un impegno particolare che riscopriamo in questo Anno Santo.

Fin dalla prima domenica di Quaresima si ha lo sguardo rivolto al mistero della Pasqua, a Cristo "risorto dai morti". "Se crederai con tutto il cuore che Dio ha risuscitato Gesù dai morti, sarai salvo". La nostra salvezza è nella fede in Cristo morto, risorto, vivente per sempre. Per questo invochiamo il nome del Signore, per questo professiamo con le parole e con le opere questa nostra fede.

In questa prima domenica di quaresima il vangelo ci riporta il racconto dell'esperienza di Gesù nel deserto prima di iniziare la sua missione pubblica e le tentazioni che subisce per l'accanimento del maligno. Possiamo riprendere e approfondire le varie parti di questo racconto, vedere il comportamento di Gesù, le sue scelte, la sua debolezza e la sua fedeltà, la prontezza con cui affronta e vince le tentazioni del maligno. Possiamo ritrovare nell'esempio di Gesù, le indicazioni di vita per noi cristiani; l'intento di Luca nello stendere il suo vangelo è quello di aiutare il credente a vivere come Gesù, a vivere la vita nuova da Lui portata.

Al credente non sono risparmiate le tentazioni, come non sono state risparmiate a Cristo. Le tentazioni vanno affrontate: ci sono e vanno attraversate. La nostra vita è questo cammino attraverso le tentazioni. E le tentazioni non sono episodi, ma dinamiche esistenziali: occorre allora fare scelte nei significati profondi dell'esistenza. Occorre chiedersi: la mia vita come la imposto? Su cosa la fondo? Sul successo, sul denaro, sul benessere, sulle cose materiali.? Oppure sui valori importanti della vita e sull'amore che è la forza della nostra vita e la possibilità di vita e di sussistenza per tanti altri? A chi faccio riferimento nel mio comportamento? Alla mentalità comune, alla considerazione e al giudizio degli altri, oppure al Signore e alla sua Parola, autentici fondamenti della fede e della morale, cioè del comportamento pratico?

Gesù ha cercato un grande tempo di silenzio, di preghiera, di penitenza prima della sua missione: lo ha fatto Lui, tanto più dovremo farlo noi, che spesso ci ritroviamo nella dispersione dei pensieri, degli impegni, degli affetti. Quanto sono importanti e necessari i tempi del silenzio, della riflessione, della preghiera, del rapporto personale, vero e prolungato, con il Signore. E' in Dio che ritroviamo sempre noi stessi.

Gesù ha accettato le tentazioni, le ha affrontate in tutta la fatica e la lotta che richiedono, non ha perso la testa; ha accettato tutto lo sconvolgimento che le tentazioni portano nel più profondo di sé, ma è rimasto fedele, anzi ha maturato la sua fedeltà al Padre, proprio attraverso questo prove. Gesù ha illuminato i problemi che gli venivano posti con la Parola della Bibbia; con la Parola di Dio ha vinto le suggestioni del maligno. Le chiacchiere umane, le varie opinioni ed idee, le proposte o i miraggi della mentalità mondana. sulle varie cose, possono essere allettanti, ma noi possiamo sempre chiederci: la Parola di Dio cosa mi dice?

E' più forte, più convincente e più affascinante la Parola di Dio o le parole degli uomini?

"Solo davanti al Signore Dio tuo ti prostrerai, Lui solo adorerai!"

Nello spirito della Quaresima comprendiamo che il miglior modo di vincere il male è compiere il bene, molti atti e molte scelte di bene. Il vero modo di vincere l'egoismo è l'amore, la vita spesa nell'amore, che è la fonte della vera gioia. Il modo per vincere la superficialità, il consumismo, l'attaccamento ai beni terreni fino alla dimenticanza di Dio è vivere la fede e l'adorazione al Signore, è la condivisione e la carità verso il prossimo, soprattutto verso i poveri della terra, vicini e lontani. Prostriamoci davanti al Signore, inginocchiamoci, come Gesù, davanti ai poveri.

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