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TESTO Commento su Marco 6,30-34

Omelie.org - autori vari  

XVI Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) (19/07/2015)

Vangelo: Mc 6,30-34 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mc 6,30-34

30Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. 31Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. 32Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. 33Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.

34Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

COMMENTO ALLE LETTURE

Commento a cura di don Eduard Patrascu

"Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla"

Sono sicuro che recitando insieme il salmo, dopo la prima lettura, vi siate accorti che si tratta di un testo che conoscete molto bene. Si perché ci sono almeno 2 canti che facciamo molto spesso che si ispirano a questo salmo, canti che mettono in musica questo salmo. Vi posso assicurare che è il salmo più musicato tra tutti i 150 che abbiamo: ci sono moltissime varianti di melodie a questo salmo; per di più in tutte le lingue. Vi siete mai chiesti perché? Se non l'avete fatto, oggi è l'occasione giusta per meditare su questo salmo e capire perché questo salmo è tanto amato da essere cantato da tutti.

Certo, per molti, il gregge, le pecore, il pastore sono cose che si conoscono piuttosto per sentito dire o dai mezzi di comunicazione. Ho chiesto una volta ad un bambino da dove viene o come si fa il formaggio e sapete cosa mi ha risposto? Dal frigorifero; il formaggio viene dal frigorifero. Gli ho detto: ma sai che il formaggio si fa dal latte? Mi ha risposto: ah, sì? Non lo sapevo. Quindi vado a casa e prendo il latte dal frigorifero e ci faccio il formaggio...

Sapete tutti che in tutte le culture ci sono delle persone che scrivono le poesie; vedete, la poesia è l'espressione più alta dell'intelligenza umana perché con la poesia riusciamo a intuire e a dire cose che normalmente è difficile dire o raccontare. Poi, tutti gli innamorati, tutti quanti, creano poesie; anche se non le scrivono, dentro di sé tentano di colorare il proprio amato con parole o contorni molto belli e normalmente con elementi che esprimono ricchezza, sublimità, eccellenza. Ebbene, questo salmo è una poesia ebraica che riprende una realtà tanto cara agli ebrei: il gregge, le pecore: simbolo della ricchezza e anche del rapporto con il Signore. Il gregge è il simbolo più presente nell'AT per esprimere, poeticamente, cosa è il popolo di Dio e come è visto il Signore nei confronti degli uomini.

Ecco allora cosa dice il nostro salmo su questo rapporto: Il signore è il mio pastore: è IL pastore, o se volete il Buon pastore, così come dirà Gesù a suo tempo. E si tratta del pastore per eccellenza, del pastore vero che si preoccupa del suo gregge (1° lett), che ha compassione di ognuna delle pecore (il vangelo), che instaura in sé un rapporto di amicizia con ogni pecora e distrugge in sé qualsiasi cosa potrebbe danneggiare il rapporto tra le pecore (2° lettura). Ma soprattutto è il pastore che cerca di assicurare tutto il bene per il gregge: lo conduce a pascoli erbosi (anche in Palestina i pascoli, d'estate, sono un grosso problema); ad acque tranquille, a posti di refrigerio ecc... Tutte queste azioni di Dio -pastore hanno di mira il dare serenità e tranquillità al gregge, fino al punto che il gregge è al sicuro solo al pensiero che il signore è con il gregge; per questo il gregge, ognuna delle pecore, non teme, anche se dovesse passare per posti oscuri: basta che il Signore c'è. La presenza del signore: questo è il succo di questa poesia; questa è la garanzia della bellezza di appartenere al gregge di Dio. Pensate: un bambino aggrappato al collo della mamma o del papà: quanto si sente bene e sicuro! Non gli importa nulla: gli basta essere stretto dalle braccia del genitore è si tranquillizza. O pensate agli innamorati: cosa gli importa degli altri? Basta che stanno insieme e la vita gli sembra bellissima: ma quanto sono tristi e preoccupati, quando non si vedono per un certo periodo, sembrano i più disgraziati del mondo!

E così via con ogni versetto di questo salmo. Vedete, è il salmo che, poeticamente, canta più intensamente la sicurezza, la felicità, la gioia della presenza del signore in mezzo al suo popolo; sentimenti che una volta instaurati, durano "tutti i giorni della vita". Capite allora che è di questo che abbiamo bisogno; che è questo che interessa di più al nostro cuore; è questo che ci rasserena la vita e ci dà il coraggio di vivere anche quando ci sembra vada tutto va storto: sapere che Dio ci stà accanto ed è Il nostro pastore. E come poteva passare inosservato una tale poesia! Per questo tutti i popoli lo hanno musicato e lo cantano molto spesso, così come lo facciamo anche noi. Ricordatevi di cantarlo o di recitarlo quando vi sembrerà che il mondo vi cade addosso e vedrete come il coraggio germoglierà nel vostro cuore: ovviamente, se lascerete riscaldare il vostro cuore dai versi di questa poesia.

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