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TESTO Sotto lo stesso giogo

padre Gian Franco Scarpitta  

Messa Rituale - Matrimonio (01/11/2004)

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Dice Dio al profeta Geremia: "Prima ancora di formarti, io già ti conoscevo; prima ancora che nascessi, io già ti avevo scelto." (Ger 1, 1-10) Che cosa intende dire...? Semplicemente questo: ciascuno di noi non si trova al mondo per caso, né la sua vita è orientata e diretta dalla fatalità, ma c'è stato Qualcuno che fin dall'eternità ci ha pensati e progettati secondo un disegno d'amore, così come il famoso artista concepisce la propria opera nel suo pensiero prima ancora di stenderla sulla tela perché sia oggetto di ammirazione da parte di tutti.

Ognuno di noi risponde quindi ad un determinato progetto voluto da Dio sin dall'inizio dei tempi e orientato al nostro stesso bene oltre che alla realizzazione dell'intera umanità. Ed è per questo che nessuno deve autocompatirsi o autocommiserarsi: tutti abbiamo un determinato potenziale che ci è stato donato e che possiamo mettere a disposizione del prossimo...

Tutto sta a vedere semplicemente in che cosa consista tale disegno che Dio sta realizzando su ciascuno di noi.

Ebbene, oggi i nostri sposi hanno compreso che esso riguarda il matrimonio.

Di che cosa si tratta? Di una prerogativa avvertita come necessaria dall'uomo di tutti i tempi poiché, da quando ha messo piede su questa terra, ogni uomo ha avvertito la necessità di completarsi con l'altro sesso e ha sempre trovato nella donna la soddisfazione di questa necessità, unitamente a quella di procreare la propria specie. E infatti, prima ancora che nell'ordine della volontà di Dio, il matrimonio rientra nello stesso ordine naturale, in quanto appunto necessità connaturale alle condizioni dell'uomo in quanto tale.

Dio ha benedetto questa nobile tendenza per la quale l'uomo e la donna tendono a costituire una famiglia e anzi, nel Suo Figlio Gesù Cristo l'ha elevata alla dignità di Sacramento, vincolo unico e indissolubile perché realizzato da Cristo e progettato fin dall'eternità dal Padre. Sicché la Chiesa saluta il matrimonio con riverenza, ritenendolo finalizzato al bene stesso dei coniugi e alla procreazione e non perché noi religiosi vi abbiamo rinunciato sentiamo ribrezzo o indifferenza verso questa mobilissima e apprezzabilissima condizione; semplicemente, per dono divino abbiamo ricevuto la capacità di potervi rinunciare per un progetto divino orientato verso una consacrazione speciale.

Ed ecco come i nostri giovani hanno appreso che l'unione sponsale sia il reale progetto di Dio su di loro.

Essi in tutti questi anni di fidanzamento hanno imparato a conoscersi e ad accettarsi l'un l'altro così come sono, nelle loro qualità e nei loro difetti, maturando così la certezza di potersi donare reciprocamente in via definitiva finché morte non li separi e fra pochi istanti consacreranno questa reciproca elezione con un si eterno e definitivo, che, come insegna nostro Signore Gesù Cristo, nulla e nessuno potrà mai infrangere. E sarà lo stesso Signore Gesù Cristo che unirà il loro reciproco consenso in un vincolo d'amore duraturo.

Per questo, carissimi sposi, aprendo una piccola parentesi, vorrei sottolineare questo: a differenza che in qualsiasi altro sacramento non sarà il sacerdote ad amministrare il vostro matrimonio; unici ministri sareste voi stessi, attraverso il vostro consenso mutuo e motivato da nient'altra cosa se non dal vostro amore sincero e vicendevole; che è poi lo stesso amore con cui Dio vi predilige da sempre e oggi sta per unirvi in "un cuor solo e un'anima sola" attraverso la generosità del vostro si. E ciò anche allorché la vostra decisione dovesse essere messa alla prova da esperienze di crisi e di difficoltà.

Si, perché nonostante che la vita coniugale sia una prospettiva meravigliosa ed eccellente, non possiamo mai pretendere che essa sia immune da avversità e (perché no?) da attentati alla vostra unione... Che cosa vuol dire il termine coniugi? Esso deriva dal latino cum-iungere=sottoporsi allo stesso giogo; quindi il vostro amore sarà realmente provato anche e soprattutto nelle contrarietà che molto spesso in tutte le famiglie (tutte!) compromettono la serenità coniugale, vuoi per il lavoro, vuoi per l'economia, per la cura dei figli o per altri motivi ahimè anche banali...

Ma proprio perché il vostro è un amore non fittizio o semplicemente filantropico, voi saprete affrontare e superare benissimo queste e altre avversità, forti della convinzione che di fronte alle medesime ci sarete solo voi e nessun altro, che la perseveranza nella lotta dipenderà dalla vostra determinazione e dall'incoraggiamento reciproco, e soprattutto della convinzione che Dio non vi abbandonerà mai se saprete invocarlo e recarlo con voi quale costante punto di riferimento, così come Sara e Tobia rendevano onore al loro Signore, ben consci di non poter vivere "alla maniera di quelli che non conoscono Dio (Tb 8,5). Come sarebbe bello se in tute le famiglie si dedicasse almeno un momento del giorno alla preghiera!!

E' per questo, carissimi sposi, che vogliamo sperare che nessuno di voi due si rivolgerà mai all'altro secondo termini meschini del tipo: "Mi faccio i fatti miei". Anche eventuali litigi e incomprensioni, dissapori, delusioni costituiscono in fondo delle occasioni per rafforzare la convivenza di coppia e a ravvivare di giorno in giorno l'amore sponsale e i problemi, per quanto assillanti e ossessionanti ci sono posti innanzi perché noi sappiamo dominarli e non già perché questi imperino su di noi: "l'amore non è bello se non è litigarello", cantava qualcuno!

Piuttosto che chiudervi ciascuno nel vostro mondo, saprete quindi incoraggiarvi a vicenda anche di fronte ai dissapori e alle pene più difficili. Un marito che torna a casa stanco dal lavoro porta sempre con sé il peso delle delusioni e delle fatiche del suo impiego e dove mai può trovare comprensione e attenzione se non da parte della moglie, che a sua volta saprà comprendere eventuali sue esternazioni di nervosismo; una moglie oberata dalle assillanti faccende domestiche che la consumano per tutta la giornata cercherà sempre nel marito comprensione e rispetto e questi saprà certamente sorvolare su alcune eventuali lacune...

Insomma, nella misura in cui saprete testimoniare il vostro amore vicendevole ai vostri figli che intanto allieteranno la vostra dimora, così questi ultimi potranno avvalersi della pedagogia della vostra testimonianza di vita, considerando poi che il primo sottosistema di interazione dei bambini risiede proprio nel campo familiare. E di conseguenza potrete contribuire alla ricostruzione di questa società malata attraverso la vostra piccola "chiesa domestica" che è la famiglia.

 

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