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Lunedì della V settimana di Quaresima - Anno C (23/03/2015)

Vangelo: Gv 8,12-20 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Mosè è una autorità nella Legge del Signore, non è però l'autorità esclusiva, assoluta. È la prima autorità, ma non l'ultima. Dopo Mosè sono sorti molti profeti, i quali come lui, hanno dato al mondo la vera Parola di Dio, Parola aggiornata, completata, manifestata secondo tutta la ricchezza della misericordia, giustizia e verità che sono nel cuore del Padre. Con Mosè per ragioni storiche Dio ha chiesto la punizione del reo. Con gli altri profeti il Signore ha manifestato la grandezza del suo perdono.

Ma se il malvagio si allontana da tutti i peccati che ha commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà. Nessuna delle colpe commesse sarà più ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticato. Forse che io ho piacere della morte del malvagio - oracolo del Signore - o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva? Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male, imitando tutte le azioni abominevoli che l'empio commette, potrà egli vivere? Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà.

Voi dite: "Non è retto il modo di agire del Signore". Ascolta dunque, casa d'Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra? Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso. E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà. Eppure la casa d'Israele va dicendo: "Non è retta la via del Signore". O casa d'Israele, non sono rette le mie vie o piuttosto non sono rette le vostre? Perciò io giudicherò ognuno di voi secondo la sua condotta, o casa d'Israele. Oracolo del Signore Dio. Convertitevi e desistete da tutte le vostre iniquità, e l'iniquità non sarà più causa della vostra rovina. Liberatevi da tutte le iniquità commesse e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Perché volete morire, o casa d'Israele? Io non godo della morte di chi muore. Oracolo del Signore Dio. Convertitevi e vivrete (Ez 18,21-32).

Questa stessa regola per pervenire alla verità vale anche per il Nuovo Testamento. Nessun agiografo è verità assoluta. Ognuno ha bisogno dell'altro per essere letto in pienezza di verità. Giovanni ha bisogno dei Sinottici e i Sinottici di Giovanni e così Paolo dei Vangeli e i Vangeli di Paolo. Anche per la Chiesa obbliga questo principio. Un Concilio è compreso da un altro Concilio e il teologo precedente dal teologo che lo segue. Lo Spirito Santo che illumina la mente è in un cammino perenne. Lui non si ferma e neanche il cammino della conoscenza e della verità si potrà mai arrestare.

Gesù però non può addurre questo principio. I Giudei non sono gente incline al dialogo. Loro sono assolutisti. Per essi esiste solo Mosè, interpretato secondo le leggi della loro mente, mai secondo la perfetta volontà di Dio. Non può appellarsi né ad Ezechiele e né al Libro della Sapienza. Non può neanche condannare la donna. Si porrebbe fuori della volontà del Padre. La sapienza gli viene in aiuto. La donna sia lapidata da chi è senza peccato. Tutti se ne vanno, perché ognuno sa di essere un peccatore. Gesù è il solo giusto. Lui non è venuto per condannare, ma per espiare il peccato del mondo. La donna può andare in pace, deve però ricordarsi di non peccare più. Il corpo non è strumento per il peccato, ma solo per amare Dio e i fratelli.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci camminare nella verità.

 

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