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TESTO Commento su Isaia 42,1-4.6-7; Salmo 28; Atti degli Apostoli 10,34-38; Matteo 3,13-17

mons. Vincenzo Paglia  

Battesimo del Signore (Anno A) (12/01/2014)

Vangelo: Is 42,1-4.6-7; Sal 28; At10,34-38; Mt 3,13-17 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Mt 3,13-17

In quel tempo, 13Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. 14Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». 15Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. 16Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. 17Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Introduzione
Gesù chiede a Giovanni di battezzarlo, ma non ha bisogno alcuno di tale battesimo di penitenza perché, dall'inizio, tutto si realizzi e perché si manifesti la Santa Trinità che egli è venuto a rivelare. Giovanni invitava il popolo a prepararsi alla venuta imminente del Messia. A lui è concesso di contemplare ciò a cui aspira ogni uomo che prega e che contempla: Giovanni percepisce e insieme accoglie il mistero di Dio, quello del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Giovanni vede il Figlio, il Verbo eterno di Dio, e lo indica già come il Salvatore. Sente il Padre, che nessuno riesce a vedere, testimoniare e attestare che quello è davvero suo Figlio (Gv 5,36-37). Percepisce poi la presenza dello Spirito che si posa sulla superficie dell'acqua, madre di ogni vita (Gen 1,2). È lo Spirito che è sceso su Maria, generando in lei la vita umana e divina (Lc 1,35). È lo Spirito che scenderà un giorno sugli apostoli perché fecondino la terra e le diano vita eterna(At 2,4). E, pur avendo avuto un altro battesimo, altrimenti efficace (Mc 10,39), anche noi siamo stati battezzati "nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" (Mt 28,19). E, secondo la promessa, la Santa e Divina Trinità pone in noi la sua dimora (Gv 14,23). Essa trasforma la nostra vita, affidandola a Dio e attirandoci verso di lui con la forza di attrazione della risurrezione.
Omelia
Gesù stesso diede una spiegazione di ciò che successe per lui nel battesimo del Giordano. Di ritorno dal Giordano, nella sinagoga di Nazareth applicò a se stesso le parole di Isaia: "Lo Spirito del Signore è sopra di me: Mi ha consacrato con l'unzione...". Lo stesso termine di unzione usa Pietro nella seconda lettura, parlando del battesimo di Gesù: "Dio ha unto di Spirito Santo e potenza Gesù di Nazareth".
Si tratta di un concetto fondamentale per la fede cristiana. Basta dire che il nome Messia in ebraico e Christos in greco significano proprio questo: Unto. Noi stessi, dicevano i Padri antichi, ci chiamiamo cristiani perché siamo unti a imitazione di Cristo, l'Unto per eccellenza. La parola "unto", nel nostro linguaggio ha tanti significati e non tutti positivi. Nell'antichità l'unzione era un elemento importante della vita. Si ungevano con olio gli atleti per essere snelli e agili nelle gare e si ungevano con olio profumato uomini e donne per essere belli e splendenti nel volto. Oggi, per questi stessi scopi, oggi ci sono a disposizione un'infinità di prodotti e creme varie in gran parte derivati anch'essi da vari tipi di oli.
In Israele il rito aveva un significato religioso. Si ungevano i re, i sacerdoti e i profeti con un unguento profumato e questo era il segno che erano consacrati al servizio divino. In Cristo tutte queste unzioni simboliche diventano realtà. Nel battesimo del Giordano egli viene consacrato da Dio Padre re, profeta e sacerdote eterno. Non però mediante l'uso di un olio fisico, ma mediante l'olio spirituale che è lo Spirito del Signore, "l'olio di letizia", come lo chiama un salmo. Questo spiega perché la Chiesa da tanto rilievo all'unzione con il sacro crisma. C'è un rito di unzione nel battesimo, nella cresima, nella consacrazione dei sacerdoti e c'è una unzione degli infermi (una volta si chiamava "estrema unzione"). È perché attraverso questo riti si partecipa dell'unzione di Cristo, cioè della sua pienezza di Spirito Santo. Si diventa letteralmente "cristiani", cioè unti, consacrati, gente chiamata, dice Paolo, " a diffondere nel mondo il buon odore di Cristo".
Cerchiamo di vedere cosa tutto ciò dice a noi uomini di oggi. Oggi è di moda parlare di aromaterapia. Si tratta dell'utilizzo degli olii essenziali (cioè, che emettono profumo) per il mantenimento della salute o per la terapia di alcuni disturbi. Internet è piena di reclami di aromaterapia. Non ci si accontenta di promettere con essi benessere fisico. Ci sono anche i "profumi dell'anima", per esempio "il profumo della pace interiore".
Non sta a me dare un giudizio su questa medicina alternativa. Vedo però che i medici invitano a diffidare di questa pratica che non è scientificamente accertata e che comporta anzi in alcuni casi delle controindicazioni. Quello che voglio dirvi è che esiste una aromaterapia sicura, infallibile, che non comporta alcuna controindicazione: quella fatta con l'aroma speciale, l'unguento profumato, che è lo Spirito Santo!
Questa aromaterapia a base di Spirito Santo guarisce le malattie dell'anima e a volte, se Dio lo vuole, anche quelle del corpo. C'è un canto spiritual afro-americano, dove non si fa' che ripetere continuamente queste poche parole: "C'è un balsamo in Gilead che guarisce le anime ferite" ("There is a balm in Gilead to make the wounded whole"). Gilead, o Galaad, è una località famosa nell'Antico Testamento per i suoi profumi e unguenti (cf Ger 8,22). Il canto prosegue dicendo: "A volte mi sento scoraggiato e penso che tutto sia inutile, ma viene lo Spirito Santo e ridà vita alla mia anima" ("Some times I feel discouraged and think my work's in vain but then the Holy Spirit revives my soul again ). Gilead è per noi la Chiesa e il balsamo che guarisce è lo Spirito Santo. Egli è la scia di profumo che Gesù si è lasciato dietro, nel suo passaggio su questa terra.
Lo Spirito Santo è specialista delle malattie del matrimonio. Il matrimonio consiste nel donarsi l'uno all'altro, è il sacramento del farsi dono. Ma lo Spirito Santo è il donarsi fatto persona: il donarsi del Padre al Figlio e del Figlio al Padre. Dove arriva lui rinasce la capacità di farsi dono e con essa la gioia e la bellezza di vivere insieme.
Il filosofo Heidegger, ha dato un giudizio allarmato sul futuro della società umana: "Solo un Dio ci può salvare", ha detto. Io dico che questo Dio che ci può salvare esiste, è lo Spirito Santo. La nostra società ha bisogno di dosi massicce di Spirito Santo.

 

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