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TESTO Maria di Magdala annunziò ai discepoli: "Ho visto il Signore!

Ileana Mortari - rito ambrosiano  

Domenica di Pasqua (30/03/2013)

Vangelo: Gv 20,11-18 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

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11Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». 14Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». 16Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». 17Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». 18Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Nell'episodio giovanneo di Maria di Magdala ritroviamo i tre elementi che caratterizzano ogni apparizione di Gesù risorto: l'iniziativa del Signore, il riconoscimento, la missione.

Maria piange sconsolata presso il sepolcro vuoto e non riesce a capacitarsi che la salma del Signore, cui voleva rendere gli onori dovuti, sia scomparsa.

E' così sopraffatta dal dolore che non capisce neppure il significato della presenza dei due angeli seduti nel sepolcro al posto del corpo di Gesù (essi indicano in forma visualizzata l'assenza, non il trafugamento di quel corpo) e, dopo aver detto loro la ragione del suo pianto, non aspetta un ulteriore intervento, magari esplicativo, delle figure celesti e si volta indietro, sempre alla ricerca del cadavere del Signore.

E' ancora questa la preoccupazione che ella manifesta anche a colui che vede ritto accanto a sé e che ritiene il custode del giardino, finché non si sente chiamare per nome e solo allora, ulteriormente voltatasi verso di lui, riconosce il suo Maestro ("Rabbunì!", v.16).

In questa scena è rappresentato l'itinerario di fede di ogni discepolo. Maria, pur con tutto il suo affetto, non può arrivare con le sue sole forze a riconoscere Gesù nella nuova condizione di Risorto, perché questa non è semplicemente un ritorno alla precedente esistenza terrena, ma qualcosa di assolutamente nuovo, inedito e soprattutto molto al di sopra delle possibilità umane di conoscenza.

Nel mondo della resurrezione si può accedere solo per grazia, solo per un dono del Signore, che appunto prende l'iniziativa di "mostrarsi" e "chiama per nome". Si vede qui in atto la bellissima metafora del pastore:"Egli chiama le sue pecore una per una....le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce" (Giov. 10,3-4). Non c'è forse esempio più lampante per esprimere il rapporto intimo e personale che Gesù desidera instaurare con ciascuno dei suoi discepoli!

La gioia immensa che sopraffà la Maddalena quando capisce che Gesù in persona, vivo, è di fronte a lei, la spinge ad avvicinarsi a Lui abbracciandogli i piedi nel tipico gesto di adorazione del Signore che spesso i vangeli menzionano e che qui è intuibile dalle parole di Gesù: "Non mi trattenere!" (v.17). Cioè: io sono vivo, ma il modo di rapportarsi a me non è più quello di prima.

Maria deve ancora percorrere un tratto del cammino di fede: rendersi conto che il modo di essere in comunione con Gesù è cambiato. Egli non può più essere fisicamente presente in mezzo agli uomini, ma chiede (a lei e a tutti quelli che verranno dopo di lei) di cercarlo in altra maniera: ascoltando, custodendo e mettendo in pratica la sua Parola.

"Va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro." (v.17)

Dunque Gesù si rivela a Maria Maddalena non solo come "maestro", ma come il Figlio che ascende al Padre per introdurre i fratelli nella piena comunione con Dio.

E' la prima volta che Egli chiama i discepoli "fratelli", perché è solo con il dono totale di Sé, con la potenza del Suo amore, che ha reso gli uomini davvero fratelli suoi e tra di loro, figli dello stesso Padre.

Il contenuto del messaggio poi richiama chiaramente altre parole, pronunciate da Gesù nell'Ultima Cena: "Nella casa del Padre mio ci sono molti posti......quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io." (Giov. 14,2-3).

Ora, data l'estrema difficoltà incontrata dagli evangelisti nel raccontare delle esperienze indubitabilmente vissute, ma che esulano dalle categorie comuni (la resurrezione e le apparizioni non sono "fatti" soggetti a verifica empirica né "documentabili"), un filo rosso che consente di riconoscere il Risorto come Gesù di Nazareth, pur in una condizione che non è più quella del Gesù terreno, è proprio il realizzarsi della sua Parola, come abbiamo potuto vedere, nonché un comportamento che ha gli stessi tratti del suo ministero pubblico.

Così nell'episodio della Maddalena emerge chiaramente la sua attenzione agli ultimi, a quelli che non contano nella società. Dal momento che presso gli Ebrei la testimonianza di una donna non aveva alcun valore, è significativo che Gesù, contestando un'ingiusta discriminazione, scelga come prima testimone della sua resurrezione proprio una donna, e le affidi pure un importante incarico per i suoi discepoli. Per questo i Padri della Chiesa l'hanno denominata "apostola degli apostoli"!

 

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