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TESTO Voi non conoscete né me né il Padre mio

Movimento Apostolico - rito romano  

Lunedì della V settimana di Quaresima - Anno C (18/03/2013)

Vangelo: Gv 8,12-20 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Per conoscere il Padre, lo si deve amare. Lo ama chi osserva i suoi Comandamenti. Chi dimora nella Legge santa di Dio, dimora in Dio, Dio dimora in lui e dal di dentro di lui gli mostra e gli fa accogliere la verità divina ed eterna che gli rivela nella storia. È sempre il Dio che è dentro l'uomo che aiuta l'uomo a vedere il Dio che agisce fuori dell'uomo. Questa verità Gesù l'ha rivelata in una delle sue Beatitudini: "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio". Il puro di cuore è colui che fa dimorare la Legge del Signore nel suo spirito, nel suo corpo, nella sua anima.

I farisei non conoscono di Dio, il Dio della Scrittura, il Dio di Mosè, il Dio dei Profeti. Non lo conoscono perché sono posti fuori della sua Parola, dei suoi Comandamenti, dei suoi Statuti. Non avendo Dio dentro di loro, mai potranno conoscere il Dio che agisce, si rivela, si manifesta fuori di loro. È Dio che conosce sempre se stesso. Il Dio che è al di dentro conosce il Dio che è al di fuori. E il Dio che è al di fuori si lascia conoscere dal Dio che è al di dentro. È l'unico e solo Dio che si conosce e si lascia conoscere. Questa verità è eterna. Vale per ieri, oggi, domani.

Anche oggi vi è una grandissima difficoltà, quasi impossibilità a conoscere il Dio che agisce fuori di noi. La storia, maestra nella verità delle cose di Dio, ci attesta che questa impossibilità e difficoltà sono generate dalla non abitazione di Dio nel cuore, nella mente, nel corpo, nell'anima. Si è senza Dio. Dio è fuori di noi. Essendo fuori di noi, manca in noi il principio per la conoscenza del Dio che è fuori di noi. Non solo non lo riconosciamo, lo combattiamo, asserendo e sostenendo che non è il vero Dio. Non potrebbe essere altrimenti. La non conoscenza di Dio attesta e rivela il nostro peccato.

Oggi Gesù si rivela ai farisei come la via per conoscere il Padre. Il Padre ha un solo, unico vero rivelatore: Gesù. Gesù è la vita visibile del Padre. È il cuore visibile. La volontà visibile. La sapienza visibile, la misericordia visibile, la luce visibile. Chi vuole conoscere il Padre nella sua più pura essenza e verità, deve passare attraverso la conoscenza di Gesù. È Lui la più alta, la definitiva, l'ultima manifestazione del Padre. Mosè ha mostrato qualcosa del Padre e così anche gli altri Profeti. Gesù non mostra qualcosa. Ci rivela il Padre in pienezza di verità, misericordia, giustizia, santità, carità, compassione, amore, pietà. Senza Cristo, fuori di Lui, sappiamo veramente poco di Dio. Anzi sappiamo quasi nulla. Abbiamo una conoscenza assai imperfetta.

Anche al dialogo ecumenico e interreligioso si applica questa regola. Chi segue con rettitudine la legge della verità scritta nella sua coscienza e chi vive il Vangelo in tutte le sue prescrizioni, necessariamente giungerà alla pienezza della verità di Cristo che è nella Chiesa una, santa, cattolica, apostolica. Quando invece non si segue la rettitudine di coscienza e non si vive secondo il dettato evangelico, allora diviene impossibile giungere alla pienezza della verità di Cristo Gesù. Non abbiamo né Dio né Cristo dentro di noi e mai possiamo giungere alla verità di Cristo fuori di noi. Questo principio è universale. Produce sempre frutti di più grande verità e giustizia. Conduce all'accoglienza del vero Cristo. Apre la coscienza alla pienezza della rivelazione.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci di vera vita evangelica.

 

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