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TESTO Perché mangiate e bevete con i pubblicani e i peccatori?

Riccardo Ripoli  

Sabato dopo le Ceneri (16/02/2013)

Vangelo: Lc 5,27-32 Clicca per vedere le Letture (Vangelo: )

Visualizza Lc 5,27-32

27Dopo questo egli uscì e vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». 28Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.

29Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e di altra gente, che erano con loro a tavola. 30I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». 31Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; 32io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

Madre Teresa diceva che le nuove missioni sono nell'occidente perché l'uomo si sta allontanando sempre più rapidamente da valori e principi. Sarebbe più facile, per coloro che cercano di aiutare il prossimo, andare in Africa piuttosto che rimanere nella nostra Europa, nella nostra Italia. Dovunque ti giri vedi qualcosa che non va, accendi la televisione e senti parlare di violenze, rapine, omicidi anche per futili motivi. La nostra società ha più attenzione per gli animali che per i bambini, gli anziani vengono messi da parte, gli stranieri trattati come fossero zerbini, molti di coloro che arrivano al potere sono bramosi di avere sempre di più e non si fanno problemi a calpestare chiunque pur di ottenere, la corruzione dilaga ad ogni livello e se non hai delle amicizia importanti non vai avanti, non vengono valutati i meriti ma la forma e quanto altro ancora in questa nostra società malata.

Si, malata di potere, di soldi, di sesso, di violenza, di razzismo.

Una malattia legata alla disidratazione da principi. E' difficile ormai trovare qualcuno che in una conversazione parli di amore, rettitudine, meritocrazia, amicizia, solidarietà, altruismo, solidarietà, valori che pian piano vanno scomparendo e di cui cominciamo a perdere memoria come se l'egoismo fosse l'unico principio ispiratore della nostra vita. Tutto è lecito pur di arrivare ad una propria e sempre più esasperata esaltazione della propria persona, ad avere sempre di più e non saper gioire di ciò che abbiamo. Stiamo diventando un popolo di arrabbiati, sospettosi verso tutti, incapaci di dialogare con coloro che non la pensano esattamente come me.

Siamo malati, ma il problema più grande è che in molti non se ne accorgono e continuano a camminare alla vana ricerca della felicità senza fatica, così si assiste a divorzi, furti, concussioni dove i miei diritti devono essere difesi e quelli degli altri calpestati.

Malati di un male che non è incurabile e la medicina ha un dolcissimo sapore, quel gusto che si prova quando si comincia a capire che si riceve molto più nel dare che nel pretendere, più nell'amare che nell'essere amati.

Chi ha ben radicati questi principi non li nasconda agli altri, se ne faccia portavoce, ma non come un censore, uno che punta il dito e urla nelle piazze la sua rabbia verso il mondo, ma come un amico, una pecora in mezzo ai lupi.

Ecco perché Gesù mangiava e beveva con i pubblicani ed i peccatori, per guarirli e donare loro valori e principi.

Ecco perché Madre Teresa accettava l'aiuto di malavitosi, per cercare di redimerli chiedendo loro di fare qualcosa per gli altri, in modo che si rendessero conto quanto migliore sarebbe stata la loro vita nel dedicarsi agli altri con amore.

Ogni giorno è una lotta per chi con onestà voglia aiutare gli altri, chi ti dice che che rubi perché è impossibile che tu voglia dedicare la tua vita al prossimo senza riceverne un guadagno, chi ti dice che maltratti i bambini senza averli nemmeno visti una volta o aver parlato con loro, chi ti dice di andare a lavorare come se l'unica occupazione per vivere fosse quella che porta ad una busta paga o ad una notula, chi ti dice occupati di animali e non di bambini perché sono già senza speranza e saranno sicuramente futuri delinquenti, e quanto altro ancora, quanti insulti, porte chiuse in faccia perché non fai parte del loro "circolo", non sei uno che si conforma all'idea dominante.

Sarebbe molto più facile andare altrove ad aiutare il prossimo, ma non sono i sani ad aver bisogno del medico, ma i malati.

 

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